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30 Giugno 2013 | 13:09

Nicola Savino si prepara per «Quelli che…», l’intervista

Allora, Nicola, niente vacanze quest’anno? «Solo due settimane, quelle centrali di agosto, quando anche il cavallo della Rai va in rimessa...». È ironico come sempre Nicola Savino, anche in questo torrido inizio di stagione vacanziera...

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Nicola Savino si prepara per «Quelli che…», l’intervista

Allora, Nicola, niente vacanze quest’anno? «Solo due settimane, quelle centrali di agosto, quando anche il cavallo della Rai va in rimessa...». È ironico come sempre Nicola Savino, anche in questo torrido inizio di stagione vacanziera...

30 Giugno 2013 | 13:09 di Redazione

Allora, Nicola, niente vacanze quest’anno? «Solo due settimane, quelle centrali di agosto, quando anche il cavallo della Rai va in rimessa…».

È ironico come sempre Nicola Savino, anche in questo torrido inizio di stagione vacanziera. Mentre tutti fanno le valigie e partono per mari e monti, lui è impegnatissimo fra le ultime dirette della stagione a Radio Deejay, le registrazioni delle nuove puntate di «Un minuto per vincere»  e una nuova grande scommessa.

Savino infatti è appena stato «insignito» della conduzione di un programma storico come «Quelli che… il calcio», che ripartirà su Rai2 il 15 settembre. Per lui, appassionatissimo di calcio e super tifoso dell’Inter, è il coronamento di un sogno. «Quando me l’hanno proposto» racconta «ho pensato semplicemente: “Non è possibile, non ci credo!”».

E il secondo pensiero?
«Che è un programma molto lungo e impegnativo. Lo conosco bene perché ci ho lavorato come inviato. Giocare da capitano però è un’altra cosa».

Che effetto le fa entrare da padrone di casa nel «salotto» che fu di Simona Ventura?
«Ormai ci sono abituato: che effetto fa subentrare a Simona l’ho già sperimentato due anni fa con “L’isola dei famosi”. E in quel programma la sua impronta era probabilmente maggiore che in questo».

Nonostante i buoni ascolti, la Rai ha bocciato «L’isola dei famosi».
«Abbiamo fatto il 17% di share, ma ora il Paese attraversa un momento delicato e un’azienda pubblica deve tenerne conto. Mentre tanta gente perde il lavoro, non si può mandare ai Tropici un plotone di privilegiati».

Quindi condivide la decisione?
«Abbastanza. In questo momento in Italia non c’è il clima adatto. Si è chiusa un’epoca».

Per lei in compenso se ne apre un’altra. Da tifoso dell’Inter come la sta vivendo?
«Sono agitatissimo, ma mi farò delle iniezioni di bromuro. A “Quelli che…” spero di essere al di sopra delle parti, ma mi terrò un calzino nerazzurro. Quando però segnerà la Juventus, nostra storica rivale, giuro che lo dirò con un sorriso. Del resto quando una squadra gioca bene è impossibile non apprezzarla».

Prima era tutte le domeniche sugli spalti, adesso passerà dallo stadio allo studio.
«Lo stadio mi mancherà sicuramente, ma in studio non mi farò neppure mettere il monitor per vedere l’Inter, altrimenti mi distraggo… Le partite mi fanno soffrire: pensi che l’altra sera sono andato allo stadio di Milano a vedere il concerto di Jovanotti e mi sono detto: “Che bello, per una volta vado a San Siro senza soffrire!”».

Su che cosa punterà la sua versione di «Quelli che… il calcio»?
«Vorrei raccontare le domeniche degli italiani e parlare di calcio con leggerezza e qualche elemento comico, com’è nella tradizione del programma. Mi piacerebbe creare un “vivaio” di talenti».

Ubaldo Pantani ha già detto che ci sarà.
«Il cast è ancora in fase di definizione, ma Ubaldo e Virginia Raffaele non mancheranno».

Fabio Fazio è partito da «Quelli che… il calcio» e poi è finito a condurre il Festival di Sanremo.
«Certi paragoni non li voglio neanche sentire: mi auguro semplicemente di crescere e imparare. Una cosa è certa: comunque vada, dopo questa esperienza sarò un uomo diverso».

Domanda al tifoso: e se Moratti vende l’Inter al magnate indonesiano Erick Thohir?
«Per me ci sono dei simboli che non si dovrebbero mai toccare, qualsiasi cosa accada. Il panettone, il risotto allo zafferano, l’Inter e il Milan… Certe cose lasciamole ai milanesi». n