23 Ottobre 2015 | 14:45

Paola Barale nello «specchio» di Pechino Express

La concorrente della coppia degli Artisti, eliminata nella scorsa puntata, ci racconta la sua avventura

 di Barbara Mosconi

Paola Barale nello «specchio» di Pechino Express

La concorrente della coppia degli Artisti, eliminata nella scorsa puntata, ci racconta la sua avventura

Foto: Paola Barale e Piero Filoni

23 Ottobre 2015 | 14:45 di Barbara Mosconi | Guida Tv: Stasera in Tv

Paola Barale è stata eliminata, con il musicista Piero Filoni (il suo secondo compagno di avventura dopo Luca Tommassini), all’ottava puntata di «Pechino Express». Alla fine di un viaggio che l’ha vista attraversare indomita l’Ecuador e poi il Perù, poco prima di volare in Brasile per le tappe finali. Dalla distanza del tempo (la gara è stata registrata lo scorso luglio) e del luogo (ora lei si trova a Ibiza) Paola Barale tira un consuntivo della sua avventura su Raidue. 

Come nasce la tua partecipazione a «Pechino Express»?
«Sia io sia Luca (Tommassini) siamo sempre stati grandi fan del programma. Un giorno Luca mi ha detto: “Paola mi hanno chiesto di fare Pechino. Vieni con me?”. Io gli ho risposto subito: “Tutta la vita!”».

Subito, senza pensarci? 
«Sì, in mezzo secondo, senza esitazione, e ringrazierò sempre Luca per questo. Facendo “Pechino” ho scoperto molte cose di me che non sapevo».

La qualità più importante che hai scoperto di te durante il viaggio?
«Mi sono scoperta molto grintosa. Pensavo di essere pigra ma in realtà non lo sono, pensavo di non avere la forza fisica e invece ce l’ho fatta. Soprattutto ho scoperto di avere uno spirito di adattamento più grande di quello che pensavo».

A cosa ti sei adattata?
«Ho dormito a due gradi sottozero in mezzo a un odore di pipì insopportabile, ho dormito a terra pur avendo grossi problemi alla schiena,  per non parlare dei bagni o inesistenti o non funzionanti».

La prova più difficile del percorso?
«Fisicamente l’ascesa del vulcano in Ecuador che è coincisa con il giorno in cui Luca è stato male. Avere un compagno vicino, che ti da’ forza e coraggio, è importante. Ho pensato: “Adesso mollo”, invece sono arrivata in cima. Questo programma ti dà la possiblità di entrare dentro il viaggio vero, un viaggio di un certo tipo che forse non farò mai più».

Perché non lo rifaresti?
«Ora ho capito che forse, prima di farlo, non lo avevo visto tanto bene, sono un po’ distratta, non avevo capito la difficoltà fisica. Se avessi saputo che sarebbe stato così faticoso forse avrei detto no. Ma sono molto contenta di non averlo saputo e di averlo fatto»

Quando Luca Tomassini ti ha abbandonato come ti sei sentita?
«Quando Luca è andato via mi hanno chiesto se conoscevo qualcuno che potesse raggiungermi il giorno dopo, ma, così, su due piedi, chi fai venire? Eravamo già alla quarta puntata. Piero Filoni aveva già fatto il provino ed era un viaggiatore, ho accettato di proseguire con lui. Ho tirato fuori la forza della sopravvivenza».

 L’unica cosa che ti sei rifiutata di fare è stata la corsa nuda nel deserto.
«Mi è capitato altre volte di mostrarmi nuda, ho fatto anche un calendario senza veli anni fa. Ma su Raidue, in prima serata, correre nuda nel deserto per spettacolarizzare o per essere ridicola, non mi piace. Io sono pudica, se faccio nudo, lo faccio in un certo modo. E sono talmente libera da decidere di non spogliarmi».

Alla fine hai attraversato due paesi su tre. Come media non è male.
«Quando mi hanno eliminato lì per lì mi è dispiaciuto, non avevo voglia di tornare, ma alla fine è andata bene così, dopo un tot di puntate iniziavo a innervosirmi troppo, magari era la stanchezza. Poteva bastare».

Dall’inizio alla fine del viaggio la Barale sembra essersi umanizzata
«E’ normale, all’inizio arrivi spaesato, io avevo timore a fare l’autostop o a entrare nelle case della gente. Poi dopo ti smolli un po’. Pechino mi ha reso più aperta verso gli altri, mi ha insegnato a non aver paura di chiedere. Che male che c’è se ti dicono di no? Male che vada è solo un no».

Con gli altri compagni di avventura che rapporto si è instaurato?
«Questa estate con Pinna e Robi (gli “Antipodi”) ho fatto una vacanza di dieci giorni in Sardegna, un viaggio in jeep, una sorta di mini-Pechino. Le “Persiane"? Sono così come si vedono in tv. Fariba è una mamma molto presente, grintosissima, forse troppo, però televisivamente sono funzionali e meriterebbero la vittoria».

Rivedersi in tv che effetto ti fa?
«In tv ti vedi come se fossi davanti allo specchio e riesci ad aggiustare il tiro. A “Pechino” non puoi fingere. Io ho visto delle cose di me che non mi piacciono, per esempio ora cerco di arrabbiarmi di meno».

Dopo «Pechino» cosa hai fatto?
«Ho viaggiato molto, soprattutto in Italia, Puglia, Sicilia, Sardegna, ho sempre girato».

Prossimamente dove ti vedremo?
«Sto lavorando a una fiction che ho co-prodotto in Argentina un anno fa. Si chiama “Canziones”, io faccio Clarissa, una donna italiana che vive in Sud America e viene lasciata dal marito e pure dall’amante. È una commedia che parla di amore e disamore. Abbiamo girato la puntata zero e ora stiamo cercando di venderla».