17 Giugno 2013 | 00:58

Paperissima Sprint, Vittorio Brumotti e Giorgia Palmas in tv per tutta l’estate. L’intervista

Torna la macchina rodatissima del sorriso e del buonumore per tutta la famiglia. Alla guida del programma la stessa coppia dell’ultima edizione: Giorgia Palmas e Vittorio Brumotti, che nel frattempo sono diventati una coppia anche nella vita...

 di

Paperissima Sprint, Vittorio Brumotti e Giorgia Palmas in tv per tutta l’estate. L’intervista

Torna la macchina rodatissima del sorriso e del buonumore per tutta la famiglia. Alla guida del programma la stessa coppia dell’ultima edizione: Giorgia Palmas e Vittorio Brumotti, che nel frattempo sono diventati una coppia anche nella vita...

17 Giugno 2013 | 00:58 di

Da lunedì 17 giugno torna su Canale 5 «Paperissima Sprint», macchina rodatissima del sorriso e del buonumore per tutta la famiglia. Di questi tempi ce n’è proprio bisogno. Alla guida del programma la stessa coppia dell’ultima edizione, andata in onda nel 2011: Giorgia Palmas e Vittorio Brumotti, che nel frattempo sono diventati una coppia anche nella vita.

Li incontriamo entrambi, ma il campione del mondo di bike trial si prende la scena, è un fiume in piena, mentre l’ex Velina si assenta per prendersi cura della piccola Sofia (avuta dalla precedente relazione con il calciatore Davide Bombardini).

Vittorio, perché Antonio Ricci ha scelto di nuovo voi?
«Abbiamo la stessa età, siamo una coppia rock’n’roll, facciamo presa sul pubblico giusto: i bambini e le famiglie riunite all’ora di cena. Io sono un improvvisatore, Giorgia è una professionista formidabile. La vedo come una straordinaria showgirl, anche se la sua ambizione è fare la mamma».

Che cosa dobbiamo aspettarci dalle vostre scenette che fanno da intermezzo tra i vari filmati?
«L’altra volta Brumotti voleva conquistare la Palmas. Ebbene… non è cambiato niente. Lui la corteggia sempre, al 100 per 100, altrimenti finisce tutto».

Capitomboli, incidenti, gaffe e figuracce: perché la gente ride tanto delle sfortune altrui?
«Il bello di Paperissima Sprint è che i protagonisti dei filmati non si fanno male, non c’è violenza, non c’è cattiveria, non c’è volgarità. È questa la sua forza».

Meglio Striscia, dove come inviato denuncia scandali e sprechi, o la leggerezza di Paperissima Sprint?
«Paperissima è perfetta per l’estate, con i miei numeri in bici catturo i bambini. Non la condurrei d’inverno. E Striscia è perfetta per il resto dell’anno. Lì mi concentro soprattutto sullo spreco del denaro pubblico. Ho studiato molto: sono diventato geometra, ingegnere, avvocato. Ogni giorno ricevo decine di mail di denuncia. I sindaci alla mia vista si spaventano, non mi considerano più un giullare. E la gente, quando mi vede in azione, mi applaude: a me vengono i brividi. Prima si limitavano a chiedermi l’autografo».

Ti criticano perché sei troppo spericolato e non usi il casco…
«Il codice della strada non lo prevede, altrimenti lo indosserei. Ma bisognerebbe insorgere anche contro Tom Cruise che in “Mission: Impossible” non ha il casco… Anzi la tv andrebbe chiusa, pensando a tutti i film e i telefilm dove si spara e si spaccia droga. In realtà chi mi critica finge di non sapere che io sono un esempio positivo per i ragazzi, per tutto quello che rappresento a favore dello sport e contro il malcostume. Mi rivolgo spesso ai giovani, mi devono ascoltare. Io sono partito da zero, con grande forza di volontà e spirito di sacrificio. Se sei sano, hai due braccia e due gambe, puoi fare mille cose. Non esiste che sei senza lavoro. Bisogna lottare, sempre».

Nel 2012 volevi raggiungere la cima dell’Everest e ridiscenderne in sella alla bici. Le autorità nepalesi alla fine ti hanno revocato l’autorizzazione. E ora?
«Lo annuncio in anteprima: intendo ritentare con il Monte Bianco, ma prima voglio assicurarmi i permessi per il versante francese».

Altre sfide?
«Da un po’ di tempo uso la bicicletta da strada, molto più impegnativa per le mie performance. Con questo mezzo, di colore bianco, mi vedrete in abito elegante nel ruolo di testimonial di “Peace and Sport”, un’associazione benefica che fa capo al principe Alberto di Monaco. Porterò un messaggio di pace negli angoli più sventurati della Terra, fra guerra e criminalità: Congo, Colombia, Palestina, Costa d’Avorio… È una scelta rischiosa, girerò col giubbotto antiproiettile. Ho avvisato i miei cari. Ma loro sanno che non mi tiro indietro».