30 Novembre 2012 | 08:48

Rudy Zerbi: «Emma Marrone è un grande talento, ad “Amici” non l’ho scelta e me ne sono pentito»

«Da discografico mi sono trovato ad “Amici” a scegliere Loredana Errore al posto di Emma Marrone» ricorda il giudice di «Amici» e «Italia's got talent». «Poi mi sono reso conto che Emma è un grande talento. Avrei potuto sceglierle entrambe». E di Alessandra Amoroso dice: «Mi ha fatto commuovere come non mi capitava da tanti anni»...

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Rudy Zerbi: «Emma Marrone è un grande talento, ad “Amici” non l’ho scelta e me ne sono pentito»

«Da discografico mi sono trovato ad “Amici” a scegliere Loredana Errore al posto di Emma Marrone» ricorda il giudice di «Amici» e «Italia's got talent». «Poi mi sono reso conto che Emma è un grande talento. Avrei potuto sceglierle entrambe». E di Alessandra Amoroso dice: «Mi ha fatto commuovere come non mi capitava da tanti anni»...

Foto: The Winner Is...

30 Novembre 2012 | 08:48 di

A 43 anni ha già all’attivo almeno tre vite professionali, tutte infarcite di soddisfazioni, eppure, quando ci parli, ti ritrovi davanti un portatore sano di entusiasmo e umiltà. E forse è proprio questo il segreto di Rudy Zerbi. Uno che, arrivato nel tinello buono della tv da (quasi) outsider incassato tra i colossi De Filippi e Scotti, sembra intenzionato a restarci moltiplicando impegni e ruoli televisivi.

A oggi è giudice/insegnante di «Amici», inviato di «Uomini e donne over» («mi rende felice perché dimostra che nella vita ti può sempre accadere qualcosa di bello»), presidente di giuria di «The winner is…» e fra qualche settimana sarà di nuovo giudice di «Italia’ s got talent», insieme con i soliti due colossi. Senza dimenticare «Rosso di sera», spazio quotidiano su Radio Deejay condiviso con Laura Antonini che l’ha riportato al vecchio amore per la radio. Insomma, il sospetto è che nell’inedito ruolo di cattivo «piacione» alla fine «the winner», il vincitore, sia proprio lui.

Dove vuole arrivare?
«Più o meno da dove sono partito. E cioè dalla voglia di parlare con la gente e di comunicare. Che lo faccia in una radio, in una casa discografica o in tv cambia poco».

In tv si è imposto come giudice. Come si impara a dire di no?
«Per 15 anni ho lavorato in una casa discografica e da direttore artistico mi sono dovuto abituare a dire dei no. Se dici la verità, i no anziché penalizzanti diventano costruttivi. Aiutano a crescere».

Ci sono no di cui si è pentito?
«Mi è capitato, ma di rado».

Un esempio?
«Da discografico mi sono trovato ad “Amici” a scegliere Loredana Errore al posto di Emma. Poi mi sono reso conto che Emma è un grande talento. Avrei potuto sceglierle entrambe».

L’elemento di novita di “The winner is…” è la fiducia in se stessi dei concorrenti. Lei ad autostima come sta messo?
«Con la passione e l’entusiasmo riesco a compensare un’insicurezza e una grande fragilità di fondo. Se non fossi stato un po’ incosciente, non sarei neanche uscito di casa».

La cosa fatta da discografico di cui va più fiero?
«Da direttore artistico seguivo la realizzazione dei dischi, dall’idea iniziale alla scrittura, dalle copertine agli arrangiamenti, alla registrazione in studio. Un disco è come un figlio per chi lo fa, ma alcuni sono stati anche un po’ figli miei. Ce n’è uno straordinario che si intitola “Più di me”. E’ nato una sera a cena con Ornella Vanoni ed è diventato un pezzo di storia della musica italiana. Ornella duetta con Mina, Jovanotti, Eros Ramazzotti. Ecco, quando sarò vecchio ai miei nipoti dirò: “Vostro nonno ha fatto questo”».

Con gli anni si rischia la routine. Le è capitato?
«Una cosa di cui sarò sempre grato ad Alessandra Amoroso è proprio di avermi fatto commuovere come non mi capitava da tanti anni. Abbiamo lavorato insieme al suo primo disco. E poi Alessandra ha dimostrato che non mi sbagliavo».

E cioè?
«Che da un talent ouò venire fuori un grande artista. Rivendico di essere stato il primo discografico in Italia ad averci creduto».

A proposito, come ha reagito il mondo della musica al suo salto in tv?
«Gli amici mi hanno detto che ero matto ma che se ero felice lo erano pure loro. Gli altri mi hanno detto che ero solo matto».

A coinvolgerla è stata Maria De Filippi. Com’è andata?
«Mi ha colpito tantissimo. Di solito una persona al suo livello non ascolta, lei invece è capace di ascoltare e di condividere. E poi non capita mai di aver a che fare con qualcuno che ti dice sempre ciò che pensa. Lei invece lo fa con una semplicità disarmante. E poi Maria è una che vuole far crescere le persone che lavorano con lei. Tutti noi siamo un po’ gelosi del nostro sapere, facciamo fatica a trasmetterlo. Lei no. Gli ingredienti della pozione magica te li dà tutti, anche quello chiuso nella cassaforte di casa. Il resto sta a te».

C’è qualche artista che potrebbe convincerla a tornare sui suoi passi?
«Solo uno, Jovanotti. Lorenzo lo sa bene. E’ il mio ideale artistico al 100 per cento, mi piace tutto ciò che fa e come lo fa. E invece non ci siamo mai incrociati professionalmente.

Com’è stato iniziare a fare tv seduto accanto a Scotti e De Filippi?
«È come studiare musica con Beethoven. Sono due amici da cui ho solo da imparare.

È vero che piace molto alle donne?
«Non saprei. Nella mia vita ho avuto due storie importanti da cui sono nati i miei tre figli; due vivono a Milano e uno a Bologna.

Com’è con loro?
«Molto rigoroso sull’educazione, su come si sta a tavola, sull’uso dell’italiano. In compenso, come tutti i papà con la coda di paglia che non vedono i propri figli, pretendo di passare con loro ore al telefono a farmi raccontare tutto. Alla fine naturalmente mi mollano.