04 Febbraio 2013 | 07:05

Simone Rugiati, l’intervista per il ritorno di Cuochi e Fiamme: «Ora preparo una serie web»

Simone Rugiati torna su La7d per arbitrare la gara ai fornelli tra due aspiranti chef: «Sto girando 60 puntate in un mese, lavoro 12 ore al giorno. Sono sfinito, e fra poco inizierò a preparare una web serie a casa mia, molto easy»...

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Simone Rugiati, l’intervista per il ritorno di Cuochi e Fiamme: «Ora preparo una serie web»

Simone Rugiati torna su La7d per arbitrare la gara ai fornelli tra due aspiranti chef: «Sto girando 60 puntate in un mese, lavoro 12 ore al giorno. Sono sfinito, e fra poco inizierò a preparare una web serie a casa mia, molto easy»...

Foto: Cuochi e Fiamme

04 Febbraio 2013 | 07:05 di

Da lunedì 4 febbraio Simone Rugiati  torna su La7d per arbitrare la gara ai fornelli tra due aspiranti chef in «Cuochi e fiamme». Lo intercettiamo al cellulare durante una breve pausa tra una registrazione e l’altra. «Sto girando 60 puntate in un mese, lavoro 12 ore al giorno. Sono sfinito. In questo momento sono con il microfono che mi ciondola da un lato e il telefono dall’altro, seduto storto tra un lavandino e il tavolo del trucco mentre mangio da una vaschetta un petto di pollo di cartone, senza sale, con le posate di plastica, senza potermi sporcare perché ho il trucco. Questo non è pranzare, è una tortura!».

La richiamo quando ha finito?
«No, guardi, è così cattivo che non ce la faccio. Mi fumo una sigaretta, che è meglio…».

Partiamo allora da questa nuova edizione del programma. Ci sono novità?
«Eccome. C’è il passaggio di testimone tra Fiammetta Fadda e Andrea Grignaffini. La mia nuova scoperta. Diventerà un nuovo personaggio tv. È un critico gastronomico famoso, sembra Beppe Grillo con la permanente, ha la erre moscia, è un goloso matto, si veste come un dandy. E poi Riccardo Rossi si alternerà con altri comici, tra cui Katia Follesa e il mio “fratellone” Dario Cassini. I concorrenti sono sempre più bravi, perché ora, seguendo il programma, si sono fatti coraggio e vengono anche se sono timidi».

A proposito, come si fa a partecipare?
«Basta scrivere sul sito www.cuochiefiamme.la7d.it oppure sulla pagina Facebook di “Cuochi e fiamme”».

Come mai quest’anno, al contrario di tanti suoi colleghi, non ha scritto un libro di ricette?
«Mi sono fermato perché gli altri miei libri vendevano bene. Ho sempre scritto libri di consumo in cui propongo ricette semplici che si possono fare anche a casa, senza essere chef. In effetti ho un contratto con Rizzoli per scriverne uno all’anno, ma nel 2011 abbiamo fatto una ristampa del mio ultimo e quest’anno ho saltato. Per me scrivere non è un business, devi sentirlo per esempio quando cambi qualcosa nel tuo modo di cucinare. Avevo pensato anche al ricettario di “Cuochi e fiamme”, sarebbe stato più semplice. Ma da cinque mesi lavoro sette giorni su sette, 16 ore al giorno. Ho il calendario pieno, inclusi i fine settimana, fino a marzo».

Mi sembra di capire che non vive di sola tv…
«Faccio showcooking in giro per l’Italia, soprattutto durante il weekend. Sono testimonial di tante aziende che mi fanno fare attività di questo genere. Faccio consulenze, come quella che sto per iniziare a Miami. Ora inizierò a lavorare su una web serie a casa mia, molto easy. Poi ho anche l’impegno con il canale Gambero Rosso per il quale tra poco ricomincerò a girare “Io, me e Simone” e “Nudo e crudo”, che ripartiranno prima dell’estate. E poi continuo con i miei corsi di cucina, anche se ne faccio molti meno rispetto a un tempo (info sul nuovo sito www.simonerugiati.com)».

Guadagna più come chef o come personaggio?
«Fino a un paio d’anni fa la tv fa mi portava a guadagnare di più negli altri lavori non visibili. Ora ho dei bei contratti anche televisivi. Se prendo il fatturato del 2012, il 45-50% dei guadagni provengono dalla tv, il 10-15% dagli showcooking e il resto da lavori come testimonial (Coca Cola, Auchan…)».

Ha mai pensato di aprire un ristorante tutto suo?
«Assolutamente sì, mi hanno anche proposto di aprire una catena di ristoranti a Miami. Ma ho rifiutato. Se vengono nel mio locale per conoscermi e poi non mi trovano non è corretto. Diciamo che quando mi sarò rotto le scatole di abitare sul Freccia Rossa e avrò conosciuto tutte le hostess dell’Alitalia, aprirò il mio ristorantino, ma ci resterò. E non in Italia, bensì in Florida o Sudamerica, dove c’è un’altra qualità della vita. Nel nostro Paese è bello venire in vacanza, ma è all’estero che c’è meritocrazia: se sei bravo, sfondi e anzi, ti vengono a cercare. Intanto, il pollo della vaschetta si è trasformato in un chewing gum…».