08 Agosto 2013 | 06:52

Techetechetè, tutti i segreti dello show che ogni sera su Rai1 fa rinascere la tv del passato

Dopo nove settimane di messa in onda, sera dopo sera, «TecheTecheTè» conferma di essere uno dei più grandi successi dell’estate. «Effetto memoria» lo chiama il suo creatore Michele Bovi, esperto di musica, televisione e molto altro che passa mesi a spulciare le Teche Rai....

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Techetechetè, tutti i segreti dello show che ogni sera su Rai1 fa rinascere la tv del passato

Dopo nove settimane di messa in onda, sera dopo sera, «TecheTecheTè» conferma di essere uno dei più grandi successi dell’estate. «Effetto memoria» lo chiama il suo creatore Michele Bovi, esperto di musica, televisione e molto altro che passa mesi a spulciare le Teche Rai....

08 Agosto 2013 | 06:52 di

Dopo nove settimane di messa in onda, sera dopo sera, «TecheTecheTè» conferma di essere uno dei più grandi successi dell’estate. Una media di quasi quattro milioni di spettatori per una quarantina di minuti nei quali scorrono in video immagini e volti di un’Italia che c’era o non c’è più o, se c’è ancora, è molto cambiata. «Effetto memoria» lo chiama il suo creatore Michele Bovi, esperto di musica, televisione e molto altro che, insieme con nove autori (coordinati da Elisabetta Barduagni), passa mesi a spulciare il materiale prezioso archiviato nelle Teche Rai. E da qui il titolo, «TecheTecheTè», coniato una stagione fa da un paroliere d’eccezione come Pasquale Panella.

Ogni puntata è introdotta da una lettera dell’alfabeto ed è dedicata a un tema: da «G come Gelosia» a «P come Proibito» a «T come Teledisastri» e via così, in un continuo di rimandi tra passato e presente. Il modello di «montaggio intelligente» è quello di «Blob»: si estrapola da un contesto un’immagine e poi la si lega a un’altra, dandole un senso nuovo. Così dall’inizio alla fine della puntata, e qui viene il bello: «Il picco di ascolto è sempre in coda, con il gioco del “voltapagina”» spiega Bovi. «Personaggi anonimi, fra uno sketch e una canzone, intervengono facendo un commento o una battuta. Perciò «la passerella finale è costruita come una sorta di avanspettacolo, dove pian piano si rivelano i volti di tutti quelli che avevano già fatto capolino e che non erano immediatamente riconoscibili, da Ugo Zatterin a Umberto Eco, da Dacia Maraini a Sylva Koscina».

Per il resto il gioco è (apparentemente) semplice, perché in tutte le puntate compaiono i personaggi che sono stati e saranno ancora beniamini del pubblico. I più popolari? Sandra Mondaini e Raimondo Vianello («La coppia per eccellenza» dice Bovi. «Si amano, litigano, sono gelosi, uniti in televisione e, fino alla fine, pure nella vita»), Walter Chiari («Rappresenta l’affabulatore massimo, con le parole era una vera e propria mitraglia»); Aldo Fabrizi («Grandissimo intrattenitore, partiva da una frase e andava a ruota libera, senza copioni»), il Trio Solenghi-Marchesini-Lopez («Sono stati i rappresentanti di una comicità graffiante, di classe e d’indubbia cultura») e Giorgio Panariello («Con i suoi personaggi ha imbastito sketch memorabili»). Ma il più gettonato di tutti è un altro: Fiorello. Il vero numero uno, secondo gli autori. Tanto da meritare una puntata speciale intitolata appunto «1 come Fiorello», che sarà trasmessa a settembre.

LE TRE REGOLE DELLA PUNTATA PERFETTA
Così gli autori sbancano l’Auditel. «Tutto torna e nulla si getta» spiega Bovi. «Seguendo questa regola attingiamo al vastissimo archivio delle Teche Rai che raccontano 60 anni di storia della televisione e del Paese».

«Secondo: la memoria è un piacere e ha una funzione attiva. Non bisogna confondere la memoria con la nostalgia che, invece, è un sentimento passivo e malinconico».

«Terzo: chiunque sia apparso in tv per qualsiasi motivo, anche con una semplice frase, può partecipare al varietà. In questo modo scrittori, scienziati, editori, politici, diventano i “voltapagina” del programma».

LE CINQUE PUNTATE PIÙ VISTE
C come Coppie (6 giugno): 4.694.000 spettatori
S come Sanremo (10 giugno); 4.419.000 spettatori
V come Vacanze (8 luglio): 4.391.000 spettatori
R come Raffaella (13 giugno): 4.229.000 spettatori
L come Lussuria (5 giugno): 4.057.000 spettatori