Home TvReality e talentThe Voice of Italy: video-intervista a Cocciante, Noemi e Pelù, i coach del nuovo show di Raidue

05 Marzo 2013 | 17:23

The Voice of Italy: video-intervista a Cocciante, Noemi e Pelù, i coach del nuovo show di Raidue

Fate quel che vi pare, ma non chiamatelo talent. Almeno non negli studi di via Mecenate, a Milano. Alla vigilia della partenza di «The Voice of Italy», giovedì 7 marzo in prima serata su Raidue, i protagonisti del format che promette di rivoluzionare l’idea della gara canora in tv, tendono subito a mettere le mani avanti.

 di

The Voice of Italy: video-intervista a Cocciante, Noemi e Pelù, i coach del nuovo show di Raidue

Fate quel che vi pare, ma non chiamatelo talent. Almeno non negli studi di via Mecenate, a Milano. Alla vigilia della partenza di «The Voice of Italy», giovedì 7 marzo in prima serata su Raidue, i protagonisti del format che promette di rivoluzionare l’idea della gara canora in tv, tendono subito a mettere le mani avanti.

05 Marzo 2013 | 17:23 di Redazione

Fate quel che vi pare, ma non chiamatelo talent. Almeno non negli studi di via Mecenate, a Milano. Alla vigilia della partenza di «The Voice of Italy», giovedì 7 marzo in prima serata su Raidue, i protagonisti del format che promette di rivoluzionare l’idea della gara canora in tv, tendono subito a mettere le mani avanti.

(video di Franco Bagnasco)

Soprattutto uno dei quattro coach (gli allenatori dei cantanti in gara), Piero Pelù, che mal sopporta i pur inevitabili paralleli con «X-Factor», nato da noi proprio su Raidue, e poi passato all’accogliente Sky Uno. «Anzi» aggiunge l’artista toscano parlando con Sorrisi «il fatto che questo programma che lavora in sottrazione, puntando tutto sulla voce e togliendo l’apparenza, sia stato ideato da John De Mol, lo stesso creatore del Grande Fratello, a mio avviso significa che il tempo dei reality show in tv è definitivamente finito, e lo dico con una gioia che non ha pari».

Scelti dopo «Blind Auditions», audizioni al buio, durante le quali i quattro coach possono ascoltare soltanto le voci degli interpreti, e sceglierli quindi esclusivamente in base ad esse, i concorrenti finiscono in 4 squadre da 16 concorrenti ciascuna. Attraverso varie fasi di gioco, che si consumano in 13 settimane, ne rimarrà ovviamente uno solo. E porterà a casa un contratto per incidere un album con Universal.

Oltre a Pelù, gli altri «capitani» sono la veterana Raffaella Carrà, Riccardo Cocciante, che passa dal cantautorato a lavori come «Nostre Dame de Paris» (attualmente rappresentato in Giappone) e la rossa Noemi, uscita proprio da «X-Factor» cinque anni fa e oggi residente a Londra. Teoricamente, sarebbe lei la meno scafata del gruppo, vista l’anagrafe. Ma così non la pensa Raffa, che la gratifica con un «è meglio di tutti noi». In quanto a parlantina sciolta, non c’è dubbio.

E se il conduttore debuttante, l’attore Fabio Troiano, ama definirsi piuttosto «un cronista a bordo campo: la cosa mi mette meno paura», Cocciante insiste sulle peculiarità di «The Voice of Italy». «In altri talent che vedo in giro, io, con le mie caratteristiche fisiche, se avessi partecipato negli anni in cui non ero ancora noto, non sarei mai passato, non avrei avuto chances. Qui, probabilmente sì».

Intanto, la Carrà allarga il discorso: «I ragazzi oggi li vedo molto più preparati vocalmente di noi, in media sono più bravi. Il problema è che ai nostri tempi tutte le voci erano chiaramente identificabili, c’era sempre una personalità ben definita. Oggi vedo più qualità, ma anche più omologazione. Voci spesso anonime, che non si riconoscono». Sintetizza Pelù: «Da noi se viene qualcuno e fa un pezzo di Mina, non le viene richiesto di imitarla, ma di farla a pezzi, mangiarla, digerirla, farla sua e poi risputarla».

Riusciranno i nostri eroi ad abbattere la tirannia dell’immagine abbinata alla voce? Lo scopriremo da giovedì su Raidue.