16 Dicembre 2016 | 10:59

X Factor 10: le ragioni della vittoria dei Soul System

Perché ha vinto il gruppo di Alvaro Soler e non Gaia? Ecco le motivazioni nella nostra analisi

 di Alessandro Alicandri

X Factor 10: le ragioni della vittoria dei Soul System

Perché ha vinto il gruppo di Alvaro Soler e non Gaia? Ecco le motivazioni nella nostra analisi

Foto: I Soul System hanno vinto X Factor 10

16 Dicembre 2016 | 10:59 di Alessandro Alicandri

La finale della decima edizione di X Factor si è conclusa con una vittoria sorprendente, quella dei Soul System, band esclusa agli Home Visit per lasciare spazio ai Jarvis, gruppo pop-rock che ha deciso di abbandonare la gara a un passo dalla partenza dei live.

I Soul System vincono X Factor 10, Gaia seconda

Non avrà di certo fatto piacere a chi realizza il programma e a Alvaro Soler, giudice e capitano dei gruppi, ritrovarsi un pezzo di cast azzoppato all'ultimo momento, ma far rientrare la band di origine italo-ghanese è stata una fortuna enorme per l'edizione di appena conclusasi. Oggi vi spieghiamo perché.

Apparentemente anti-televisivi (anche se poi si sono rivelati tra le presenze più simpatiche e folli nel loft), apparentemente anti-discografici (questo sarà il tempo e il pubblico, come sempre, a dirlo), i Soul System hanno portato una freschezza e una professionalità che non c'entra tanto con l'età, ma con il divertimento che mettono nel fare musica. Il tutto senza alcuna sovrastruttura o eccesso di consumata professionalità.

Arisa una volta ha detto che sembravano degli ospiti internazionali ed era vero. In più occasioni hanno dimostrato di essere più precisi, energici e determinati. Con le loro cover, con le loro formule espressive a cavallo tra hip hop, r'n'b e pop, con i riferimenti per niente velati al mondo funk di Bruno Mars e pop rap dei Black Eyed Peas, alle intenzioni comunicative di Macklemore & Ryan Lewis, hanno dimostrato di essere dei fuoriclasse. Non nella percezione degli addetti ai lavori, non nell'immagine costruita per loro durante il programma, ma nei fatti. Sul palco.

È la seconda volta nella storia del talent (in Italia) che vince un gruppo. La prima volta è stata nella prima edizione, con gli Aram Quartet e effettivamente, anche in quella edizione, la vittoria è nata con il solo merito di gara. I Soul System hanno vinto a mani basse già dai primi live, mentre gli altri combattevano nel loro affascinante, ma instabile, percorso di crescita alla ricerca di una precisa identità musicale e discografica.

Anche lo scorso anno, la vittoria di Giò Sada remava contro i risultati ottenuti su iTunes dai singoli lanciati qualche settimana prima e dalla percezione mediatica che avevano, per esempio, gli Urban Strangers. Giò è stato bravissimo sul palco, ha dato il massimo quando nessuno se lo aspettava dimostrando solidità, passione e talento: per questo ha vinto. Nel panorama dei personaggi che hanno vinto negli anni X Factor, è giusto che un progetto così complesso e così forte meritasse la vittoria.

È diventato un tormentone sul web l'affermazione di un giovane talento scartato che, uscendo stizzito dai provini, ha detto «L'Italia non è pronta». La verità è che l'Italia che segue i talent ha celebrato a febbraio 2016 nelle Nuove Proposte del Festival un cantautore originale e fuori dalle righe come Francesco Gabbani, a metà 2016 ad «Amici» un talento non convenzionale come Sergio Sylvestre e oggi il più bel coro fuori dal coro. Ecco, tutto questo ci dice che l'Italia è molto più pronta di quello che pensiamo.