29 Agosto 2017 | 16:38

«Fleming – Essere James Bond», la storia dell’uomo che inventò 007

Arriva su Rai3 la miniserie che racconta lo scrittore (interpretato da Dominic Cooper). Avventuroso e dongiovanni come il suo personaggio, lottò contro i nazisti e strappò l’amore della vita a due mariti

 di Alberto Anile

«Fleming – Essere James Bond», la storia dell’uomo che inventò 007

Arriva su Rai3 la miniserie che racconta lo scrittore (interpretato da Dominic Cooper). Avventuroso e dongiovanni come il suo personaggio, lottò contro i nazisti e strappò l’amore della vita a due mariti

Foto: Dominic Cooper nei panni di Ian Fleming

29 Agosto 2017 | 16:38 di Alberto Anile

Quando Ian Fleming dava gli ultimi tocchi al suo primo romanzo, «Casino Royale», si trovava nella sua villa in Giamaica, chiamata «Goldeneye», con la moglie Ann appena sposata e già in attesa del figlio Casper. L’uomo le offre il manoscritto e Ann legge così la primissima avventura di James Bond, agente 007 al servizio di Sua Maestà britannica. «Non sono io» le dice Ian. «Sei tu come vorresti essere» gli ribatte la consorte.

Si apre così la miniserie «Fleming - Essere James Bond», in onda in prima serata su Raitre l’1 e il 2 settembre.

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Il vero ufficiale e il falso agente

Targata Bbc, la miniserie racconta la vita dello scrittore prima della creazione di James Bond. Dalla Giamaica del 1953 si torna infatti subito indietro alla Londra di fine Anni 30, quando Fleming, interpretato da Dominic Cooper, era un giovanotto vanesio e sciupafemmine cresciuto nel mito del padre, un aristocratico morto nella Prima guerra mondiale, e con un fratello già famoso come autore letterario. Fu la madre a trovargli lavoro al Servizio Informazioni della Marina Britannica, il luogo in cui Fleming venne a contatto con ufficiali e agenti segreti che contribuirono a formare la figura di James Bond.

La miniserie inglese punta soprattutto sul legame con la futura moglie Ann, interpretata dall’attrice televisiva Lara Pulver, all’epoca sposata con un Lord, continuamente rincorsa e corteggiata dal futuro scrittore e infine conquistata nel bel mezzo di un bombardamento tedesco.

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Tra realtà e finzione

La miniserie mescola verità storica con omaggi ai romanzi di Fleming e ai film da essi tratti; in Inghilterra si è perciò accesa qualche discussione sull’effettiva veridicità dei fatti raccontati nel telefilm, che sottolinea le avventurose analogie tra il vero ufficiale Fleming e il fittizio agente Bond. Durante i suoi anni negli uffici in Marina, il futuro scrittore entrò sicuramente in contatto con situazioni e problematiche fuori dalla portata dei comuni mortali, e in un momento storico in cui si decisero gli assetti del mondo. Sembra ci sia stata la mano di Fleming per esempio nell’impresa di decifrazione di Enigma, il codice usato dai nazisti per scambiarsi messaggi, e forse anche nell’espediente di depistare i tedeschi sui luoghi degli sbarchi alleati facendo loro ritrovare documenti falsi addosso a un cadavere. Di certo, oltre a partecipare a diverse operazioni di intelligence bellica, aiutò alcuni ufficiali danesi a mettersi in salvo in Inghilterra durante l’occupazione nazista della Danimarca, un aiuto che gli valse nel 1947 un riconoscimento ufficiale da parte del governo danese. 

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Goldeneye è in Giamaica

Fleming arrivò per la prima volta in Giamaica nel 1942, per un summit segreto con esponenti delle forze alleate, e la elesse subito come luogo ideale in cui risiedere. Acquistato un lotto di terra, fece costruire una villa a cui diede nome «Goldeneye» (in inglese «occhio d’oro»), dal nome di un’operazione bellica da lui studiata per difendere la Spagna da una possibile invasione tedesca.

A «Goldeneye» continuò a vedere di nascosto l’amata Ann, rimasta vedova ma risposatasi nel frattempo con un visconte. I continui voli della donna in Giamaica, con la scusa di incontrarvi il drammaturgo Noël Coward, furono all’origine del divorzio dal visconte e finalmente del matrimonio con Fleming, celebrato proprio in Giamaica nel marzo 1952. Nella villa presero forma non solo «Casino Royale», ma anche gli altri libri di James Bond.


L’incontro con Sean Connery

Cominciata per puro divertimento (e pubblicata grazie all’interessamento del fratello), la saga su James Bond ebbe subito un buon successo. Venne criticata per le scene di sesso e violenza, ma conobbe anche estimatori come il presidente John Fitzgerald Kennedy, che mise «Dalla Russia con amore» fra i suoi dieci libri preferiti.

Il cinema cominciò a interessarsi del fenomeno, e Fleming vendette nel 1961 un’opzione per il grande schermo. Incontrò sul set Sean Connery, messo sotto contratto per i primi cinque film, e la sua conoscenza influì sulla stesura dei romanzi successivi, donando al personaggio e alle storie un tocco di humour prima assente.

Fleming fece in tempo a vedere in sala i primi due film, «Licenza di uccidere» (1962) e «Dalla Russia con amore» (1963). Nel 1964, a soli 56 anni, venne stroncato da un attacco cardiaco. Forse troppo alcol e sigarette per l’uomo che voleva essere James Bond senza avere lo stesso fisico indistruttibile.

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