09 Settembre 2017 | 17:15

Su Sky «Babylon Berlin» la nuova serie ambientata negli anni ’20 a Berlino

La nuova serie televisiva tedesca che andrà in onda a partire da ottobre, propone un perfetto affresco dell’epoca, all’opera di tre registi: Tom Tykwer, Achim Von Borries e Henk Handloegten.

 di Angelo De Marinis

Su Sky «Babylon Berlin» la nuova serie ambientata negli anni ’20 a Berlino

La nuova serie televisiva tedesca che andrà in onda a partire da ottobre, propone un perfetto affresco dell’epoca, all’opera di tre registi: Tom Tykwer, Achim Von Borries e Henk Handloegten.

09 Settembre 2017 | 17:15 di Angelo De Marinis

Il fascino ruggente e ricercato di un periodo, quello della Germania degli anni '20, segnato dal cambiamento radicale, dalla politica alla cultura. E' Babylon-Berlin, la nuova serie tv tedesca in arrivo a ottobre su Sky Atlantic, ambientata in un'atmosfera soffusa e lussuosa, divisa tra la ricchezza dell'arte e il disagio della fame e della disoccupazione.

La serie mette in luce la povertà, la disoccupazione, la speculazione e l'inflazione di un periodo storico che al suo interno, in netto contrasto, vede anche la presenza della vita mondana tra lusso e proibizione. Traccia un affresco di quel periodo storico e prende il nome da un locale dedicato a una certa Claretta, in una Berlino che deve fare i conti con la destrutturazione psicologica della prima guerra mondiale.

La trama è ispirata al libro Der nasse Fisch di Volker Kutscher e segue le vicende di Gereon Rath, un ispettore di polizia interpretato da Volker Bruch, che deve risolvere un caso piuttosto spinoso riguardante pornografia e mafia. Il giovane finisce per essere trascinato in un universo di droga e corruzione: un ambiente sporco e squallido che cambierà la sua vita e quella dei suoi più stretti collaboratori. Al suo fianco la stenografa Charlotte, la giovane attrice Liv Lisa Fries. Naturalmente non mancano le similitudini con l'età presente.

La serie era stata presentata in anteprima alla Berlinale 2017 nella sontuosa "Sala degli specchi" della Claerchens Ballhaus. Nelle immagini mostrate al Festival di Berlino si notava la natura goliardica del periodo storico, con le strade, i locali notturni, le stanze private testimoni di crimini e sessualità che poco lasciano all'immaginazione e alle situazioni ambigue. La povertà e la disoccupazione crescenti entravano in contrasto con gli eccessi e il lusso della vita notturna e dell'energia dirompente e creativa dei vari personaggi che vivevano la città. "È stato un momento di cambiamento politico, solo pochi anni prima dell'ascesa dei nazisti, e mentre nessuno aveva la più pallida idea di quello che doveva arrivare, in giro per la città era tutto in ebollizione" aveva sottolineato in quell'occasione il regista Tom Tykwer. Anche la scenografia ha un ruolo molto importante, curata da Uli Hanisch, che per Studio Babelsberg ha ricostruito perfettamente diversi tipi di quartieri di Berlino.