06 Novembre 2011 | 11:56

TUTTI PAZZI PER AMORE, torna la fiction più folle

La fiction più innovativa della tv italiana non si smentisce. Così, giunta alla terza stagione, scodella, oltre a un’imprecisata quantità di grovigli amorosi, sfide agli ultimi tabù e colpi di scena, anche una nuova chiave di racconto, dove a ogni episodio corrisponde una giornata e dove, quindi, a una stagione corrispondono 26 giorni, tutti di fila, dal 7 dicembre al 1º gennaio. Un arco temporale che ha sullo sfondo le festività ma che serve soprattutto a sottolineare il day by day, fatto di storie di straordinaria quotidianità, quelle tipiche di «Tutti pazzi per amore», in onda su Raiuno dal 6 novembre....

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TUTTI PAZZI PER AMORE, torna la fiction più folle

La fiction più innovativa della tv italiana non si smentisce. Così, giunta alla terza stagione, scodella, oltre a un’imprecisata quantità di grovigli amorosi, sfide agli ultimi tabù e colpi di scena, anche una nuova chiave di racconto, dove a ogni episodio corrisponde una giornata e dove, quindi, a una stagione corrispondono 26 giorni, tutti di fila, dal 7 dicembre al 1º gennaio. Un arco temporale che ha sullo sfondo le festività ma che serve soprattutto a sottolineare il day by day, fatto di storie di straordinaria quotidianità, quelle tipiche di «Tutti pazzi per amore», in onda su Raiuno dal 6 novembre....

06 Novembre 2011 | 11:56 di

Emilio Solfrizzi e Antonia Liskova

La fiction più innovativa della tv italiana non si smentisce. Così, giunta alla terza stagione, scodella, oltre a un’imprecisata quantità di grovigli amorosi, sfide agli ultimi tabù e colpi di scena, anche una nuova chiave di racconto, dove a ogni episodio corrisponde una giornata e dove, quindi, a una stagione corrispondono 26 giorni, tutti di fila, dal 7 dicembre al 1º gennaio. Un arco temporale che ha sullo sfondo le festività ma che serve soprattutto a sottolineare il day by day, fatto di storie di straordinaria quotidianità, quelle tipiche di «Tutti pazzi per amore», in onda su Raiuno dal 6 novembre.

Questa volta Paolo e Laura, ovvero Emilio Solfrizzi e Antonia Liskova, sono alle prese con la felicità, materiale infiammabile e piuttosto delicato, come sanno bene tutti gli innamorati di questo mondo. Visto che mantenerla spesso costa di più che conquistarla. Freschi sposi, si ritrovano la casa svuotata dei due figli maggiori, che decidono di andare a convivere con i rispettivi fidanzati, ma riempita da due vecchie zie chiacchierone e invadenti. Senza contare le crisi preadolescenziali di Nina, la piccola di casa, che si invaghisce di Fab, un compagno seguace della corrente «emo», e che si trasforma in un essere triste e svogliato con tanto di gatto nero di nome Angoscia. Il tutto naturalmente con la leggerezza di sempre, che a questo punto sembra aver contagiato gli stessi attori.

A cominciare da Emilio Solfrizzi, su di giri forse anche per aver appena terminato otto mesi di riprese. «Devo ammettere che amo alla follia il mio Paolo, un uomo pacificato con i propri difetti, che non esita a mostrarsi per quello che è. Un personaggio buono che deve la sua tridimensionalità al saper dire o fare cose sgradevoli e banali. Stavolta mi ha fatto riflettere sul fatto che noi adulti non abbiamo lo spazio e il tempo per coltivare i nostri amori. Sembra che ad amare possano essere solo i giovani e che quando hai 45 o 50 anni e hai già lavoro, famiglia e responsabilità, sia un lusso, qualcosa che non ti spetta più. Ecco, Paolo mi ha fatto capire che il proprio amore va difeso anche sottraendo disponibilità d’animo ed energie al resto della famiglia. Adagiarsi è un errore. Poi, come sempre, questa serie lunghissima e innovativa affronterà temi difficili e respingenti. È successo con l’omosessualità, con la morte di un amico, con il tradimento, con la sieropositività. Accadrà ancora».

Da vero padrone di casa, Solfrizzi si incarica di fare gli onori anche ai nuovi arrivati e ai soliti compagni di set. «Si parlerà molto di sentimenti tra i giovani. Per esempio Cristina, mia figlia, scoprirà di essere incinta e si troverà di fronte a una scelta difficile per chi è ancora senza lavoro. Nel mio vivaio avrò anche una nuova socia, interpretata da Anita Caprioli, un’amica di Laura che riserverà sorprese».

Tra i nuovi arrivi anche un inedito Ricky Memphis, che dopo il successo al cinema di «Immaturi», pare averci preso gusto con la commedia. «Sarò un pediatra un po’ rubacuori fidanzato con una grafica interpretata da Martina Stella» racconta da Cortina dove sta girando il cinepattone di quest’anno. E annuncia: «Anch’io canterò e accennerò pure qualche passo di danza».

Già, perché la passione canterina di «Tutti pazzi per amore» è tutt’altro che sopita. Anche in questa stagione la musica è parte viva del racconto e decodifica le gioie familiari con «We Are Family» ma anche la difficoltà a essere fedele di Maya-Francesca Inaudi con «Kobra» e la commozione di Laura con «E dimmi che non vuoi morire». Ed è proprio Laura-Antonia Liskova a confessare che «sì, questa serie funziona quasi come una terapia perché ti porta a riflettere. A me, per esempio, ha fatto scoprire che tra uomo e donna ci sono punti di vista diversi e la stessa cosa può essere letta in modo opposto. A volta basta ascoltare».

Anche Antonia, che tra breve vedremo pure in «Troppo amore» diretta da Liliana Cavani, si è fatta contagiare dall’allegria. «L’anno scorso avevo il peso di dover sostituire Stefania Rocca ed ero molto tesa. Stavolta mi sono davvero divertita. Ne succedono di tutti i colori. A un certo punto arriva anche Lucrezia Lante della Rovere, un’ex fiamma del mio Paolo e i risvolti non sono mai scontati. E poi divento pure direttrice del giornale, mica male no?».