14 Luglio 2009 | 00:42

Valentino Rossi si confida a «Sfide», questa sera su Raitre

Il campione di Tavullia racconta alla redazione di «Sfide» la sua vita e la sua carriera. Un'intervista di due ore che inizia sulle note di Amarcord e si chiude con il trionfo numero 100, conseguito sul circuito olandese di Assen...

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Valentino Rossi si confida a «Sfide», questa sera su Raitre

Il campione di Tavullia racconta alla redazione di «Sfide» la sua vita e la sua carriera. Un'intervista di due ore che inizia sulle note di Amarcord e si chiude con il trionfo numero 100, conseguito sul circuito olandese di Assen...

14 Luglio 2009 | 00:42 di

Valentino Rossi
Valentino Rossi

La redazione di «Sfide» gli stava dietro da anni. Intervistare Valentino Rossi non è facile: l’uomo è estroverso e alla mano ma il campione ha l’agenda fitta di impegni. Alla fine ce l’hanno fatta: il motociclista più famoso del mondo si è lasciato sequestrare in uno studio fotografico vicino a Tavullia, la cittadina marchigiana in cui è cresciuto, e per un paio di giorni ha parlato a ruota libera della sua infanzia, dei suoi genitori, degli amici, dei campioni, delle speranze, degli errori di una carriera mondiale.

Ne è nato uno speciale scritto da Simona Ercolani con Cosimo Calamini, Andrea Felici e Claudio Moretti, due ore che iniziano sulle note di «Amarcord», a sottolineare il legame forte di questo ragazzo con la gente di Tavullia, dove a ogni vittoria don Cesare suona le campane della chiesa; e si chiudono con il trionfo numero 100, appena conseguito sul circuito olandese di Assen.

«Quando a 10 anni gli comprai una minimoto»  racconta il padre Graziano, campione negli Anni 70, «fu un amore talmente grande che da allora Valentino deve ancora scendere dalla moto». La passione c’è, fortissima, ma i primi segnali non sono incoraggianti. «Nel primo turno di prove libere della prima gara» racconta Valentino «all’uscita dai box ho fatto la curva e sono caduto subito. Sono tornato ai box, sguardi un po’ impietriti… Ho messo a posto la moto, sono ripartito, ho fatto tre giri e mi sono risteso dall’altra parte. Tornato ai box, Graziano mi ha guardato e mi ha detto, “Siamo sicuri che sia stata una buona idea?”».

Valentino ha tenuto duro ma ha continuato a farsi male. «Tra il ’95 e il ’96 sono caduto spesso, nell’Europeo più di 20 volte e il primo anno del mondiale ci sono andato vicino. Poi ho capito che cadere non mi piaceva molto…». Si è dato una regolata («Ho compreso che facevo molti errori stupidi») e ha cominciato a vincere. E poi le tante goliardate, a cominciare dalla bambola gonfiabile esibita nel giro d’onore dopo il Gran Premio del ’97. Da allora le vittorie sono sempre state accompagnate da una nuova trovata, fino alla beffa della Polleria Osvaldo, finto sponsor del campione.

Ma è arrivato anche il tempo delle delusioni. Tre anni fa l’Agenzia delle entrate lo accusa di evasione fiscale e lui risponde con una dichiarazione video che gli fa perdere ancora più consensi. Una lezione che non ha dimenticato. «Se fai un errore ne paghi le conseguenze» dice Simona Ercolani, curatrice e anima di «Sfide», «è proprio lo sport a insegnartelo. Da motociclista Rossi ha imparato ad alzare progressivamente l’asticella del limite ma ne è sempre consapevole: questo equilibrio è la sua caratteristica. Valentino Rossi sembra tutto istintività e invece ha tanta razionalità».

Lo speciale di «Sfide» è inframmezzato da immagini di repertorio e da testimonianze di amici, parenti e sportivi e soprattutto dall’intervista a Valentino.
«Fossero così tutti gli sportivi… ci sono calciatori» dice la Ercolani «che misurano le parole neanche discutessero di politica economica. Rossi invece parla di tutto e si mantiene autentico, anche a telecamere spente». Il suo segreto? «È un eroe contemporaneo, insieme mondiale e locale: gira gira, alla fine torna sempre a Tavullia con i suoi amici. La sua forza è anche avere delle radici».

di ALBERTO ANILE