18 Aprile 2011 | 00:49

Vi spiego perché «Il senso della vita» non è un flop

Paolo Bonolis si difende da chi dice che fa ascolti bassi. «Questo non è un varieta! Se “Ciao Darwin” o “Peter Pan” facessero il 16% sarebbero degli insuccessi. Ma un programma come “Il senso della vita” ha per sua natura ascolti differenti»...

 di Aldo Vitali

Vi spiego perché «Il senso della vita» non è un flop

Paolo Bonolis si difende da chi dice che fa ascolti bassi. «Questo non è un varieta! Se “Ciao Darwin” o “Peter Pan” facessero il 16% sarebbero degli insuccessi. Ma un programma come “Il senso della vita” ha per sua natura ascolti differenti»...

18 Aprile 2011 | 00:49 di Aldo Vitali

Paolo Bonolis (foto Kikapress)

Paolo Bonolis, apriti cielo: il suo «Senso della vita» in prima serata la domenica su Canale 5 fa discutere per gli ascolti. Qual è il problema?
«Non c’è nessun problema, quindi come posso dare motivazioni a un problema che non c’è?».

Beh, un programma di prima serata di Canale 5 con ascolti attorno al 16% di share (e la seconda puntata scesa al 12%) non è un risultato positivo, no? Di solito con Canale 5 si ragiona sul 20%…
«Ma questo non è un varieta! Se “Ciao Darwin” o “Peter Pan” facessero il 16% sarebbero degli insuccessi. Ma un programma come “Il senso della vita” ha per sua natura ascolti differenti».

Eppure alcuni l’hanno attaccata.

«Che novità. Se faccio “Ciao Darwin” è troppo facile, se faccio “Peter Pan” manipolo i bambini, se faccio “Il senso della vita” sono un guru… beh, non c‘è pace fra gli ulivi! Ops, scusatemi, questa è troppo mistica! Eppoi, se faccio Saremo guadagno troppo anche se guadagno meno… E poi questa cosa che dicono che faccio il guru mi fa proprio sorridere: se c’è un programma dove non parlo è questo. Un guru silenzioso, che semmai ascolta chi ha qualcosa da dire, non s’è mai visto. E poi scusi…».

Prego.
«…uno che deve fa’? Tutti chiedono una tv diversa, uno ci prova a farla e invece di sostenerlo cercano di trovare il pelo nell’uovo giustificandolo con parametri di valutazione numerica propri della tv che rifiutano».

Magari semplicemente non piace il programma.

«Le do una spiegazione tecnica: il programma piace ma è insolito, nei film e nelle fiction c’è una trama e ci si domanda come va a finire, nei programmi politici c’è contrapposizione e ci si chiede chi la spunterà, nei reality e nei giochi, chi vincerà. Nel “Senso della vita” tutto ciò non esiste, e questa assenza di trame e di domande molti spettatori non se la spiegano».

Allora non è più adatto alla seconda serata? In fondo era nato così. O magari per il pubblico di Italia 1?
«Su Canale 5 può risultare un’offerta insolita, ma se i dirigenti decidono di fare una scelta coraggiosa bisogna avere la grazia di attendere che tale novità venga percepita. E poi il nostro avversario la domenica, se proprio ci dev’esser un anniversario (ma che noia ’sta cosa), non è certo “Un medico in famiglia” o la fiction di turno, piuttosto è Report”. E coi numeri siamo lì».

Riaprirebbe la prima puntata con un tema come la cremazione, con la morte in primo piano?

«Perché no? È un tema che può essere declinato in maniera ironica e buffa e che trattato in un certo modo può anche far sorridere. E poi non capisco: uno accetta di seguire un programma sulla guerra, che è un fatto innaturale e pieno di morte, e invece non accetta di trattare questa cosa come fatto naturale e in maniera leggera. Ribadisco, non so se sono nel giusto, però qui stiamo cercando delle ragioni per un problema che non c’è».

Insomma, tutto bene.
«E certo, vorrei vedere! La tv ha un pubblico abituato a programmi di facile consumo che per altro faccio anche io, e con piacere. Ma anche “Il senso della vita” è evasione, sebbene con altre caratteristiche. Ci vuole un po’ di tempo a farci l’abitudine».

Quindi lei non vorrebbe trasferirsi in seconda serata?

«In seconda serata il “Senso” faceva il 28% di share e la vedevano un milione scarso di persone. In prima serata la vedono in tre milioni. Faccia lei».

Alla fine come si spiega tutta questa attenzione ai suoi ascolti e questa mancanza di comprensione da parte di alcuni?
«Evidentemente questa attenzione interessa a qualcuno, visto che si dà tanto da fare. Penso che tutto nasca dal fatto che vado su Canale 5 e che si sa che guadagno bene. La “loro” logica è che guadagnando bene devo sempre e solo produrre risultati giganteschi anche con un programma come questo che, come sanno bene, per sua natura non li prevede. E secondo me dà fastidio che sia proprio Canale 5, la rete commerciale per eccellenza, a provare una strada nuova! Il programma è bello, ben confezionato, fatto con il cuore ed è un’occasione per ascoltare chi ha qualcosa da dire. Perciò ci vediamo domenica in prima serata su Canale 5!».