07 Settembre 2016 | 10:00

No Man’s Sky, sconfinato come l’universo

Se esplorare galassie e pianeti a bordo di navicelle spaziali e il vostro sogno ricorrente, magari nella speranza di interagire con forme di vita aliena, questo e il videogioco per voi

 di Marco Gamer

No Man’s Sky, sconfinato come l’universo

Se esplorare galassie e pianeti a bordo di navicelle spaziali e il vostro sogno ricorrente, magari nella speranza di interagire con forme di vita aliena, questo e il videogioco per voi

Foto: No Man's Sky  - Credit: © Hello Games

07 Settembre 2016 | 10:00 di Marco Gamer

Vi ritrovate su un pianeta alieno con sfumature tra il rosa shocking e il viola purpureo: la vostra astronave è danneggiata, e dovete ripararla per poter tornare nello spazio. Una veloce esplorazione dei paraggi vi fa trovare degli isotopi che possono funzionare come carburante e, grazie alla vostra pistola multifunzione, potete estrarre il ferro dalla roccia per costruire le piastre metalliche necessarie per chiudere le falle nello scafo. Nessuno vi ha dato fastidio, tranne quelle dannate sonde meccaniche, che appena vi vedono sparano raggi pericolosissimi, ma per fortuna è facile abbatterle o evitarle.

Una volta decollati, vi dirigete verso il faro di segnalazione sul pianeta vicino. Atterrate e scoprire che qua è tutto azzurro e verdino, ma c’è una fortissima radiazione di fondo che vi costringe a cercare un riparo ogni centinaio di metri altrimenti finiti fritti come un uovo in un microonde. Qua trovate anche una struttura aliena dove un alieno pacifico anche se un po’ schizzinoso vi consegna i piani per realizzare un motore a impulsi. Ora dovrete trovare il modo di costruirlo per partire e esplorare l’intera galassia.

Non è l’inizio del nuovo film sci-fi di J. J. Abrams, ma è quello che succede in No Man’s Sky, uno dei videogame più ambiziosi mai concepiti e realizzati nella storia di questo media.

18 trilioni di pianeti, non uno di meno: se volessimo visitarli tutti, ci metteremmo più tempo di quanto ne rimane al nostro Sole prima di esplodere. Numeri che danno i brividi, vero? In realtà, i programmatori non hanno “disegnato” i miliardi di pianeti uno per uno, ma hanno utilizzato un programma molto raffinato in grado di creare questo sconfinato universo in modo casuale e automatico. Le “regole” che hanno impostato in questo programma fanno sì che i pianeti siano credibili e convincenti, con montagne posizionate in modo verosimile, una flora e una fauna caratteristici per ogni corpo siderale, e naturalmente che ci sia sempre qualcosa da fare su questi pianeti. Troverete edifici abitati da alieni con cui potrete dialogare (se imparerete le parole della lingua “galattica”), altri che vi saranno ostili – in questi casi, meglio levare l’ancora il prima possibile. Anche enigmatici templi in rovina, oppure flotte di droni di sorveglianza pilotati chissà da chi e chissà da dove, strutture abbandonate dove con un po’ di fortuna incapperete in progetti alieni per manufatti potentissimi, risorse preziosissime o messaggi da quella strana entità che cerca di attirarvi verso il centro dell’universo. Non c’è una vera e propria “storia”, come un perfido nemico che divora mondi da abbattere o un impero da combattere, ma semplicemente esplorare e sopravvivere.

No Man’s Sky è molto diverso dai classici videogame spaziali in cui salite a bordo del vostro caccia stellare e combattete duelli contro la flotta avversaria. Più che Star Wars, ricorda la serie originale di Star Trek, con la sua affascinante esplorazione di mondi extraterresti, il brivido di atterrare su un pianeta sapendo che dovrete trovare lì intorno le risorse per ripartire alla volta del prossimo sistema stellare. Solo quando uscirete dalla vostra astronave scoprirete se siete su un pianeta ospitale, oppure su un inferno radioattivo dove anche le piante cercano di uccidervi non appena vi avvicinate troppo. La sensazione di essere un po’ come Matt Damon su Marte, solo e abbandonato da tutti, è fortissima.

Non è un gioco per tutti. È un viaggio tra mondi con seducenti panorami alieni, in cui all’abnorme varietà di pianeti realizzati casualmente corrisponde però una routine tutto sommato abbastanza ripetitiva, fatta di esplorazione per il solo gusto di scoprire “cosa c’è dietro quella collina”, o che sorprese riserva l’ennesimo tempio alieno. Secondo i programmatori, per arrivare al centro della galassia e “finire” il gioco ci vogliono circa venti ore di gioco: siamo sicuri che molti giocatori si potrebbero annoiare prima, ma altrettanti si faranno ispirare da questa epica spaziale e passeranno tranquillamente più di un centinaio di ore balzando da un pianeta all’altro, per andare là dove nessuno è mai stato prima.