16 Giugno 2017 | 09:00

Rime, un’isola misteriosa tutta da esplorare

È arrivata per pc e console una nuova, inaspettata e meravigliosa avventura, caratterizzata da una grafica sorprendente

 di Marco Gamer

Rime, un’isola misteriosa tutta da esplorare

È arrivata per pc e console una nuova, inaspettata e meravigliosa avventura, caratterizzata da una grafica sorprendente

Foto: Rime

16 Giugno 2017 | 09:00 di Marco Gamer

Un gioco che racconta una storia senza parole. Rime riesce a essere esaltante, emozionante e persino commovente senza dover usare frasi o scritte, senza che nessuno vi dica esplicitamente cosa fare o quale sia la vostra “missione". Vi ritrovate sulla spiaggia di un’isola e iniziate a esplorare i dintorni: ci sono templi e anfiteatri in rovina, enormi edifici e tentacolari sotterranei da perlustrare. Sebbene non ci sia traccia di esseri umani, scoprite che molti meccanismi sono ancora funzionanti e dovrete capire come azionarli per poter proseguire nel vostro viaggio.

A volte dovete capire come allineare i contorni di una porta per aprila, altre come attivare delle specie di interruttori che lanciano dei globi di luce azzurri in grado di sollevare colonne o spalancare muri sigillati. Uno degli aspetti più convincenti di Rime è che non vi dice nulla, dovete capire da soli cosa fare: troverete una volpe che vi accompagna e vi precede, indicandovi la strada da seguire e magari qualche pittogramma inciso sulla roccia o sul pavimento, ma niente di più specifico.

È un po’ il brivido di una serie TV come Lost, o giochi come Zelda o The Witness: il bello di Rime sono il viaggio e l’esplorazione. Provare in un modo, scoprire che non funziona e tentare un’altra strada: spostare un blocco per ottenere una certa combinazione o scervellarsi su come attivare tre interruttori tutti insieme. Gli enigmi sono intriganti, ma raramente diventano frustranti: un giocatore di media esperienza non troverà grossi problemi nel terminare il gioco in meno di otto ore. Un po’ più difficili da scovare sono i collezionabili, oggetti di diverso tipo che sono disseminati nei posti meno accessibili dell’isola (e di quello che troverete dopo) e che richiedono un’esplorazione molto approfondita.

Non ci sono veri e propri combattimenti: il solitario eroe di Rime può arrampicarsi e saltare, ma non è certo un platform impegnativo come potrebbe essere Super Mario. Più o meno, la difficoltà è quella di Uncharted o dei Tomb Raider più recenti: la strada è generalmente una sola ed è sempre abbastanza chiaro dove dovrete andare e come. Anche nel caso peggiore, in cui fallite un salto e cadete in un baratro, il gioco riparte da pochi istanti prima della vostra dipartita.

Oltre agli enigmi e l’esplorazione, il terzo protagonista del gioco è la spettacolare grafica: un cartone animato dai toni pastellati e accesi, che dà vita a panorami da cartolina. Torri in rovina che svettano su scogliere, esili ponti che portano a strutture affascinanti, teatri abbandonati alla vegetazione che potrete ammirare durante un tramonto o di notte, sotto una volta celeste che lascia semplicemente a bocca aperta.

La seconda metà del viaggio di Rime, però, è un po’ più oscura: soprattutto la fase finale racconta una storia triste e malinconica, con persino una punta di dolore. Non c’è dubbio che vi rimarrà dentro, e che vi ricorderete di quello che vedrete, molto più che nella maggior parte dei videogame, dove il finale è il classico duello con il cattivone finale. Per questo motivo, vi sconsigliamo di giocarlo insieme ai piccoli di casa.

Rime è disponibile per Xbox One, PS4 e PC.