Home CinemaLa «Supercazzola» diventa linguaggio di programmazione

La «Supercazzola» diventa linguaggio di programmazione

Un informatico ha realizzato «Monicelli», il compilatore che sfrutta le parole della mitica beffa di Ugo Tognazzi in «Amici miei»

Foto: Ugo Tognazzi con il vigile durante la «supercazzora»

09 Aprile 2015 | 12:26 di Franco Bagnasco

La «Supercazzola» (per i puristi «SupercazzoRa», con la R) di Ugo Tognazzi non finisce mai di stupire. La beffa verbale brevettata da Benvenuti-De Bernardi-Pinelli, sceneggiatori della saga di «Amici miei», i leggendari film diretti da Mario Monicelli, diventa ora un linguaggio basico di programmazione per computer. Anzi, «esoterico», come lo definisce il suo creatore. Che ha piazzato il tutto sulla sua pagina web. Dove campeggia anche l'immancabile «Come se fosse antani».

Il progetto, destinato a restare una chicca per cultori del genere, è di un informatico, Stefano Sanfilippo che, sulla scorta del lavoro iniziale fatto da tre amici (Alessandro Barenghi, Michele Tartara e Nicola Vitucci) ha trovato il tempo di realizzare un compilatore ad hoc ribattezzato «Monicelli». Ovvero il nome del regista dei film ideati da Pietro Germi. Utilizzando strumenti standard, Sanfilippo ha fatto in modo che le parole chiave del linguaggio ("if", "while") e gli operatori ("=", "+") fossero sostituiti da celebri parole delle supercazzore dei film.

«Si tratta di una base valida, fra l'altro con una discreta implementazione» dice a Sorrisi.com l'esperto informatico Alessandro Bruciamonti «per realizzare un linguaggio formale. È corretto dire che in questo modo scherzoso si è in grado di generare programmi funzionanti. L'applicazione pratica immagino sia nulla, salvo l'aspetto goliardico, e il fatto che consente di imparare le basi di tutti i linguaggi di programmazione come il C, il Fortran, il Pascal e migliaia di altri linguaggi e interpreti. Compresi, in senso lato, anche i veri traduttori da una lingua parlata all'altra. Inoltre, i linguaggi di gestione di macchine automatiche e robot». «Il link punta al sito da cui si possono scaricare i codici sorgenti del programma» gli fa eco Pierangelo Masarati «da cui si può ricavare il compilatore; non è banale perché richiede un po' di strumenti di uso insolito, ma niente che non si trovi su una piattaforma Linux abbastanza recente. Ovviamente augurandosi che il programmatore non perda i contatti col Tarapia tapioca, per restare in tema Amici miei».  

Il cinefilo si fa informatico, insomma. Un po' nerd, un po' Perozzi, Mascetti, Melandri, Necchi e Sassaroli. Ovvero i personaggi della saga. Grazie a immortali classici come «Vaffanzum!», «Antani con scappellamento a destra», «Stuzzica e sbrematura», «Che cos'è il genio? Fantasia, intuizione, colpo d'occhio e velocità d'esecuzione». E la frase cult che termina inesorabilmente l'applicazione: «Avvertite Don Ulrico». Tognazzi e Monicelli avrebbero gradito molto. E noi con loro.