Home CinemaAttori e AttriciAddio a Silvana Pampanini

Addio a Silvana Pampanini

Lutto nel mondo del cinema: si è spenta a 90 anni dopo un lungo ricovero al Gemelli l’attrice simbolo della bellezza italiana negli anni Cinquanta

06 Gennaio 2016 | 12:14 di Lorenzo Di Palma

Si è spenta a Roma, a 90 anni, Silvana Pampanini vulcanica attrice, simbolo della bellezza italiana nel mondo del cinema negli anni Cinquanta. Da due mesi era ricoverata al Policlinico Gemelli di Roma, per essere sottoposta a un complesso intervento chirurgico addominale e dove alcune complicanze hanno prolungato la degenza, fino alla morte, nonostante un iniziale recupero che aveva fatto sperare per un suo ritorno a casa.

A dare la notizia all'Adnkronos è stato l'amico e manager dell'attrice, Alessandro Lo Cascio. I funerali si svolgeranno domani, venerdì 8 gennaio, alle 11 a Roma, alla chiesa di Santa Croce in via Guido Reni 2.

Veneta di origini, ma nata a Roma il 25 settembre 1925, famosissima e corteggiatissima per la sua bellezza, Silvana Pampanini è stata una vera regina del cinema italiano, ma la sua prima passione è stata la musica. Nipote della celebre cantante lirica Rosetta Pampanini, si era infatti diplomata al Conservatorio di Santa Cecilia e nella sua lunga carriera ha inciso anche molti dischi.

Ma a 21 anni, viene iscritta dalla sua maestra di canto, al concorso di Miss Italia del 1946. La vittoria andò a Rossana Martini, ma le proteste del pubblico costrinsero la giuria a riconoscerle un ex aequo con la Martini.

Miss Italia fu comunque il trampolino di lancio per una carriera cinematografica che si è dipanata per ben sette decenni. Il debutto fu nel film Il segreto di Don Giovanni di Camillo Mastrocinque, nel 1947. Il successo è immediato e anche le produzioni che vogliono la sua esuberante bellezza: da I pompieri di Viggiù (1949) alla commedia con Totò, 47 morto che parla di Carlo Ludovico Bragaglia (1950), da Bellezze in bicicletta di Carlo Campogalliani (1951) con Delia Scala, fino a Processo alla città di Luigi Zampa (1952) e Un marito per Anna Zaccheo di Giuseppe De Santis (1953) con la star maschile dell’epoca, Amedeo Nazzari, o La strada lunga un anno di Giuseppe De Santis, candidato all'Oscar 1959 e vincitore del Golden Globe come miglior film straniero.

La sua carriera prosegue poi luminosa con film come La presidentessa di Pietro Germi (1953), Un giorno in pretura di Steno (sempre del 1953) o La bella di Roma di Luigi Comencini con Alberto Sordi. L’ultimo importate film da protagonista è nel 1964, quando Dino Risi la dirige ne Il gaucho. Anche se poi ha continuato ad apparire al cinema e in tv per esempio nel ruolo di se stessa ne Il tassinaro (1983) di Alberto Sordi.

La sua autobiografia del 1996 si chiama Scandalosamente perbene e le sono stati attribuiti molti flirt (“Ho avuto più spasimanti che mal di testa”, diceva), dal re afgano Ahmad Shah Khan a Faruq I d'Egitto, ma anche Tyrone Power, Omar Sharif e Orson Welles. Si dice anche che Totò scrisse per lei la sua celebre Malafemmena e, come lei stessa raccontò, il principe Antonio de Curtis le chiese di sposarlo ma lei rispose con un "ti amo come amerei un padre".