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Anna Magnani: a New York una grande retrospettiva

“La Magnani”: al Lincoln Center una rassegna con 24 film della più grande attrice italiana

Foto: Anna Magnani  - Credit: © Olycom

05 Maggio 2016 | 20:13 di Lorenzo Di Palma

Si può dire che New York è una città per Anna Magnani? «Oddio, unire due cose così violente insieme non so cosa succederebbe! », così rispose la stessa attrice nel 1953 in un'intervista radiofonica della Rai, in occasione della prima newyorchese di ?Bellissima? di Luchino Visconti.

L'unione è stata però realizzata dall'Istituto Luce-Cinecittà e The Film Society of Lincoln Center che le dedicano una grande retrospettiva, chiamata semplicemente ?La Magnani?, presentata in anteprima a New York, ma che poi girerà in tutti gli Stati Uniti e in Canada.

Il cartellone della rassegna comprende 24 film, per lo più dell'Archivio Internazionale di Luce Cinecittà, che verranno proiettati (in pellicola formato 35 e 16 millimetri), dal 18 maggio al 1 giugno prossimi presso il Walter Reade Theater del Lincoln Center.

Le opere coprono quasi per intero l'arco cronologico della carriera cinematografica della grande attrice, dal suo terzo film ?Tempo massimo? di Mattoli del 1934, fino al simbolico addio di ?Roma?, girato da Federico Fellini nel 1972. Passando per il capolavoro di Rossellini che le diede fama mondiale, ?Roma città aperta?, ?La rosa tatuata? scritto da Tennessee Williams proprio per Anna Magnani e diretto da Daniel Mann con cui giusto 60 anni fa vinse l'Oscar e ?Selvaggio è il vento? di Cukor, con cui ottenne l'Orso di Berlino per la miglior interpretazione e una seconda nomination agli Oscar.

Non mancheranno altri capolavori del cinema italiano - come ?L'amore? (Rossellini), ?Mamma Roma? (Pier Paolo Pasolini), ?Teresa Venerdì? (De Sica), ?Il bandito? (Lattuada), ?Risate di gioia? (Monicelli), ?L'Onorevole Angelina? (Zampa) - e internazionale quali: ?La carrozza d'oro? di Jean Renoir, ?Pelle di serpente? di Lumet, con Marlon Brando, o ?Vulcano? di Dieterle.

«Nessuna attrice possiede la magia e il fuoco di Anna», disse di lei George Cukor. «È probabilmente la più grande attrice con cui abbia mai lavorato. È l'animale completo, un animale appositamente creato per il palco e per lo schermo», la definì Jean Renoir. «Divine, just divine», fu il giudizio di Marylin Monroe che dalla sue mani a New York ritirò un David di Donatelllo.