Home CinemaAttori e AttriciEdoardo Leo racconta i segreti di “Loro chi?”

Edoardo Leo racconta i segreti di “Loro chi?”

Tutto quello che avreste voluto chiedere al protagonista del film

Foto: Edoardo Leo e Marco Giallini

25 Novembre 2015 | 17:48 di Barbara Mosconi

Avete visto il nuovo film di Edoardo Leo? S’intitola «Loro chi?», è uscito nei cinema il 19 novembre ed è una divertente commedia tinta di giallo e con un tocco di thriller dove Leo si destreggia, accanto a Marco Giallini, in mezzo a truffe, travestimenti, fughe, cospirazioni e tante risate. Abbiamo chiesto a Edoardo Leo di rispondere ad alcune curiosità. Ecco cosa ci ha detto (più una mini-classifica speciale per “Sorrisi”).

Tu chi? (sei)
«Io sono David, un ragazzo che vorrebbe fare lo scrittore, in realtà fa un lavoro più anonimo perché punta a uno stipendio sicuro. Ma poi scopre che gli piacerebbe vivere come ha sempre sognato, come se vivesse in un romanzo».

Fare lo scrittore è anche un tuo sogno?
«No, me l’hanno proposto, ma per ora è già abbastanza complicato scrivere le sceneggiature dei film. Non ho ancora avuto questa chiamata divina».

Loro chi? (sono)
«Un gruppo di persone che organizzano incredibili truffe e, nonostante si muovano nell'illegalità, lo fanno per lasciare agli altri un’assurda emozione. Sono dei geni della truffa».

Mai stato truffato in vita tua?
«Non che io sappia. Se lo hanno fatto, sono dei fenomeni».

Mai truffato qualcuno?
«All’inizio della mia carriera, a 22 anni, ho scritto nel curriculum che avevo fatto una scuola di dizione e recitazione».

La scena più studiata del film?
«Quella di me con l’editore (Antonio Catania), che poi è l’inizio e la fine del film. Ci sono almeno tre, quattro cambi del mio personaggio da quando comincia a quando si chiude la storia».

La scena che hai rifatto piu volte?
«Ho girato in continuazione le scene in macchina. Ho passato tre settimane dentro una Maserati. C'è pure una scena  girata dall'alto con un drone mentre guido sulle strade di Trani come in un circuito cittadino».

La scena di Marco Giallini che tu avresti voluto fare?
«Quando Marcello (Giallini) suona sul palco la chitarra e canta con tutto il pubblico che indossa una maschera sul volto. Io non so suonare nessuno strumento. È una scena fichissima».

La scena che ti ha divertito di più?
«Mi sono molto divertito con i travestimenti, nonostante le estenuanti sedute di trucco. Soprattutto quando mi sono trasformato in un maggiore dell’esercito di sessant’anni che parla in toscano».

La scena in cui canti «A chi» di Fausto Leali è stonata apposta?
«Ovviamente! Stiamo facendo una commedia... Quella è la scena di un pazzo, è fatta per far ridere. Io in realtà canto abbastanza bene».

La tua Top 3 musicale?
«Eccola: “Il trionfo dei tuoi occhi” di Umberto Maria Giardini“Una palude” de I Ministri, “Cara catastrofe” de Le luci della centrale elettrica. Musica italiana indipendente».