Home CinemaAttori e AttriciLuca Marinelli a Giffoni: «Il mio sogno? Rifare Indiana Jones»

Luca Marinelli a Giffoni: «Il mio sogno? Rifare Indiana Jones»

«Non sono tormentato come i miei personaggi» ha detto l'attore al Festival del cinema per i ragazzi. Lo rivedremo presto in tre nuovi film: “Lasciati andare”, “Tutto per una ragazza” e “Il Padre d’Italia”

Foto: Luca Marinelli a Giffoni Experience 2016  - Credit: © GFF

20 Luglio 2016 | 21:58 di Antonella Silvestri

È considerato l'attore simbolo della nuova generazione del cinema italiano. Sul grande schermo ha debuttato nel 2010 con ?La solitudine dei numeri primi? diretto da Saverio Costanzo, un film che gli ha consentito di crescere professionalmente. Dopo ?Tutti i santi giorni? (2012) di Paolo Virzì, ?La Grande Bellezza? (2013) di Paolo Sorrentino e ?Non essere cattivo? (2015) di Claudio Caligari, la sua consacrazione è arrivata, quest'anno, con ?Lo chiamavano Jeeg Robot? firmato da Gabriele Mainetti: il suo personaggio ?Zingaro? ha conquistato le platee cinematografiche di ogni età, facendogli guadagnare il David di Donatello come miglior attore non protagonista.

«Il 2016 è stato un anno molto bello per me» ha esordito così Luca Marinelli alla conferenza stampa della sesta giornata del Giffoni Experience per poi aggiungere poco dopo: «Non vedo crisi nel cinema italiano: ci sono tanti film bellissimi, mai come in questi anni».

Nella parte del cattivo, sia in ?Non essere cattivo? che in ?Lo chiamavano Jeeg Robot? sembra esserci entrato bene e per lui è difficile esprimere una preferenza: «Lo Zigaro e Cesare sono molto diversi. Non riesco ad affiancarli. Una volta sono andato in un carcere dove Cesare lo hanno definito un ?non cattivo? ma un disperato che ha agito di conseguenza. Lo Zingaro è terribile, negativo mentre l'altro non è perfido nel senso che intendiamo». Nei desideri di ogni attore c'è quello d'interpretare il personaggio spietato.

Lui ha cominciato proprio dai sogni: «Mi piacerebbe fare Indiana Jones, magari un remake. Come sarebbe? Peggio dell'altro ma sicuramente diverso» ha raccontato l'attore che ha cominciato in teatro (si è diplomato all'Accademia Nazionale d'Arte Drammatica ?Silvio D'Amico?) sua grande passione. «Lo adoro e ci vorrei tanto tornare. È molto più rischioso e pericoloso del cinema. Dico sempre che teatro e cinema sono come due città di una stessa regione. Sono due ambienti che adoro perché amo questo mestiere».

E alla domanda se anche lui fosse tormentato come i suoi personaggi, Marinelli ha risposto in maniera categorica: «No. Sono ruolo molto belli da proporre. Erano tutte maschere per me anche se c'è in fondo sempre qualcosa di tuo nei personaggi che interpreti. Ma in realtà posso dire che non sono tormentato. Insomma, ce la posso fare».

Lo rivedremo presto in tre film: ?Lasciati andare? diretto da Francesco Amato con Toni Servillo, Carla Signoris, Veronica Echegui e Giacomo Poretti del Trio Aldo Giovanni e Giacomo; ?Tutto per una ragazza? di Andrea Molaioli (vincitore con l'opera prima ?La ragazza del lago? di dieci David di Donatello) e ?Il padre d'Italia? di Fabio Mollo con Isabella Ragonese.

«Su ?Lasciati andare? e ?Tutto per una ragazza? posso dire poco perché si tratta di due ruoli minori. Mentre sono molto contento di prendere parte al progetto ?Il Padre d'Italia?. Abbiamo finito di girare a maggio. Parla di un viaggio di due persone dal nord Italia fino in Calabria che si scoprono, forse a Venezia...» ha concluso all'incontro con la stampa.