Home CinemaAttori e AttriciMeryl Streep: «La mia Florence vi farà ridere e commuovere»

Meryl Streep: «La mia Florence vi farà ridere e commuovere»

L'attrice parla dell’ultimo film, delle figlie, dei nuovi progetti... E confessa: «Oggi il luogo migliore in cui recitare è la televisione»

23 Dicembre 2016 | 11:54 di Alberto Anile

Meryl Streep è una delle maggiori attrici viventi, forse la migliore in assoluto. Eppure nel suo ultimo film, «Florence», interpreta una cantante senza talento, un’artista completamente e irrimediabilmente negata. Non è una contraddizione? «Ci sono molti attori che farebbero un ruolo del genere anche gratis» mi dice a Roma, dove l’attrice è venuta a presentare il film in anteprima. «Io in lei ho visto soprattutto amore. La vera Florence Foster Jenkins amava profondamente la musica, finanziava i teatri lirici e maestri come Arturo Toscanini. Purtroppo non era dotata nel canto, ma nella sua passione c’era qualcosa di toccante e io l’ho compresa».

«Florence», le curiosità sul film con Meryl Streep

Come sceglie i suoi ruoli?
«Da giovane badavo soprattutto al copione, poi anche in base al regista. Nell’arco di trent’anni sono stata due volte sul punto di recitare per Stephen Frears: una volta il progetto è fallito per problemi di finanziamento, un’altra volta perché ero occupata altrove. Così quando mi ha chiamato e mi ha detto: “Ho un film per te” gli ho risposto subito di sì. “Non vuoi sapere cos’è?”, “No, quello che m’interessa è lavorare con te”. Me lo ha spiegato ma io conoscevo già la storia di Florence, ne avevo sentito parlare a scuola».
Nelle scene dei concerti ha cantato sempre dal vivo?
«Sempre, e mi regolavo guardando le comparse: se ridevano era divertente, altrimenti era noioso. Ho anche litigato parecchio con Frears, ma ci sono abituata, sul set ci sono sempre battaglie».
Si ride molto ma il film ha anche un fondo drammatico.
«Sono totalmente d’accordo, lo humor del film è un veicolo che serve per far capire a quali sacrifici sia in grado di arrivare una persona per portare avanti un’illusione. Il personaggio di Hugh Grant, che amando Florence le nasconde i suoi risultati ridicoli, le dice che non c’è voce più vera della sua. Secondo me è onesto. Cantando, Florence riusciva a regalare qualcosa di genuino, una combinazione di desiderio e gioia che può avere anche un cattivo cantante».
Cosa pensa della televisione?
«Quarant’anni fa la mia carriera sarebbe finita all’età di 39 anni. La tv oggi è più amichevole con le donne di una certa età, il cinema meno: nelle sale americane ci sono solo cartoni animati, horror, film sentimentali e fantascienza. Ogni ambizione per una narrativa un po’ più profonda è finita nel piccolo schermo. La tv è oggi il luogo più eccitante per un attore».
Progetti televisivi?
«“The Nix”, adattamento di J.J. Abrams da un romanzo sensazionale («The Nix: a novel» di Nathan Hill, ndr) sulle promesse degli Anni 60 e su come si sono evolute fino a oggi. Sarò produttrice, ma avrò anche un piccolo ruolo».
Attrice italiana preferita?
«Anna Magnani!» (col tono piccato di dire: «Chi altri?»).
Lei ha tre figlie attrici: che consigli dà loro?
«Di non pensare a come appaiono, a quanto pesano e cose del genere. Ma non mi stanno mai a sentire, per loro sono solo una che si lamenta. D’altra parte sanno che in questa professione le cose possono andare male anche per persone di grande talento. Per fortuna hanno ciò che serve ai giovani: l’ottimismo».
Per quali personaggi la riconoscono più spesso?
«Sono stata da poco in Marocco, tra persone che vivono in modo molto diverso dal nostro. Beh, non so come, ma pure lì hanno visto “Il diavolo veste Prada” e “Mamma mia”».
Cosa le piace vedere al cinema?
«Dico prima cosa non mi interessa: la fantascienza, gli zombie, i supereroi. Nella realtà non ci salverà nessun supereroe. L’ultimo film che davvero mi è piaciuto è stato “Fuocoammare” di Gianfranco Rosi, e non lo dico perché è italiano: è un’opera meravigliosa».