Home CinemaAttori e AttriciMorto l’attore Paolo Ferrari, aveva 89 anni

Morto l’attore Paolo Ferrari, aveva 89 anni

Attore versatile per tv, cinema e teatro, divenne popolarissimo per uno spot di detersivi

Foto: L'attore Paolo Ferrari in una foto di scena di Orgoglio  - Credit: © Ansa

06 Maggio 2018 | 13:17 di Lorenzo Di Palma

È morto a Roma a 89 anni, il grande attore italiano di teatro, cinema e televisione, Paolo Ferrari. Nato a Bruxelles il 26 febbraio del 1929, Ferrari aveva esordito giovanissimo, a soli 9 anni, in Ettore Fieramosca, film storico-avventuroso tratto dall'omonimo romanzo di Massimo D'Azeglio diretto da Alessandro Blasetti, e da allora non si era più fermato lavorando per il cinema, la tv e il teatro, il suo grande amore, con registi come Blasetti, Zeffirelli e Petri. Ferrari è stato sposato due volte, con due compagne anche sulla scena - Marina Bonfigli e in seguito con Laura Tavanti - e ha avuto tre figli, Fabio e Daniele avuti dalla prima moglie, e Stefano, figlio della Tavanti.

Attore poliedrico, dalla mimica accattivante e dall'eloquio ironico e fluido, messo in risalto da un bellissimo timbro vocale, raggiunse una grandissima popolarità grazie alla televisione, allora in bianco e nero: nel 1960 conduce il Festival di Sanremo insieme a Enza Sampò e famosa è rimasta la sua interpretazione nella serie Nero Wolfe del 1969, in cui ricoprì il ruolo di Archie Goodwin, segretario del celebre investigatore interpretato da Tino Buazzelli.

Grande doppiatore, è stato la voce italiana di Humprey Bogart e David Niven. Attore raffinato, negli '50 e '60 straordinario interprete dell'Opera da tre soldi di Brecht, ma nell'immaginario dei quaranta-cinquantenni è rimasto impresso per lo spot-tormentone dei fustini Dash. Da tempo si era ritirato dalle scene, viveva in una casa in campagna alle porte di Roma.

Tra i suoi film ricordiamo Fabiola del 1949 diretto da Alessandro Blasetti, Totò cerca pace di Mario Mattoli (1954), da Susanna tutta panna di Steno (1957), Camping di Franco Zeffirelli (1958); Adorabili e bugiarde di Nunzio Malasomma (1958), Il giorno più corto di Sergio Corbucci (1962), Le voci bianche di Pasquale Festa Campanile (1964).