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Benvenuti nel magico mondo di “Trolls World Tour”

Il nuovo film dei divertentissimi personaggi animati arriva in edicola con Sorrisi: è un folle viaggio nella musica

Foto: “Trolls World Tour”

02 Luglio 2020 | 10:40 di Paolo Fiorelli

Siete pronti a fare il giro del mondo in sei generi musicali? È questa l’idea al centro di “Trolls World Tour”. Questo coloratissimo film d’animazione doveva uscire nei cinema ad aprile, ma dopo il periodo di emergenza la Universal ha deciso di proporlo sulle piattaforme on demand e... in dvd con Sorrisi.

E tu di che tribù sei?
Tutto comincia quando la protagonista Poppy parte alla scoperta delle tribù di troll che suonano e cantano ognuna in modo diverso: ci sono i troll Classici, Rock, Techno, Country e Funky. Il problema è che Barb, la regina del Rock, vuole imporre la sua musica a tutti gli altri, impossessandosi delle corde musicali di ogni tribù, e mettendole insieme in un’unica chitarra che la renderebbe onnipotente... Come dite? A che tribù appartiene Poppy? Ma è ovvio... a quella del Pop.

Tutto per una bambola
Il film arriva dopo “Trolls” (che nel 2016 ha incassato 306 milioni di euro) e la serie televisiva “Trolls - La festa continua!” (in Italia su Frisbee e Netflix). Ma all’origine della saga c’era solo una bambola. Quella scolpita per sua figlia nel Natale del 1959 dal falegname danese Thomas Dam, che non poteva permettersi di comprarne una. In compenso, cominciò a venderle agli abitanti del villaggio di Gjøl e nel giro di tre anni i suoi “troll portafortuna” erano diffusi in tutto il mondo! Oggi le bambole originali di Dam sono contese dai collezionisti: una è persino esposta al Victoria & Albert Museum di Londra.

Una leggenda norvegese
In origine, i troll a cui si ispirano le bambole di Dam e il film non erano affatto così simpatici. Nella mitologia nordica (e in particolare in Norvegia) sono creature rozze e puzzolenti che vivono nelle foreste, dotati di coda e di strane caratteristiche: li possono vedere solo i bambini e si trasformano in pietra se colpiti dal sole. Addirittura, avrebbero il vizietto di sostituire i neonati con i loro pargoli, per farli crescere dagli umani. Alcuni hanno dimensioni umane e altri sono giganteschi, ma non quelli del film, che invece sono piccoli e teneri: Poppy è alta solo 16 centimetri.

Il segreto è in testa
I brillantini sono un elemento così importante dei personaggi che la DreamWorks ha creato una vera e propria “task force” solo per disegnarli al computer. Stesso discorso per gli 84 mila capelli di Poppy e i quasi 50 mila di Branch. Ma il record appartiene a Brigida, che ne ha 237.375 (è vero, nel secondo film la timida cuoca sembra scomparsa ma... occhio ai titoli di coda).

Musica da Oscar
Le canzoni principali del film sono opera di Justin Timberlake, che nella versione originale doppia anche il coprotagonista Branch. Timberlake è stato anche candidato all’Oscar nel 2017 per “Can’t stop the feeling!”, pezzo portante del primo film della serie, e per questo seguito ha scritto “The other side” e “Just sing”. Ma le orecchie più attente riconosceranno anche le citazioni di “Gangnam style” di Psy, “Girls just want to have fun” (che però diventa “Trolls wanna have good times”) di Cindy Lauper e poi ancora Beastie Boys, Megadeth, Spice Girls, Daft Punk e infine tocchi di Mozart, Beethoven e Debussy.

Dai talent show al grande schermo
Le voci italiane appartengono a un poker di giovani artisti partoriti da talent musicali come “Amici” e “X Factor”: così se Poppy ha la voce di Francesca Michielin, il suo inseparabile innamorato Branch ha quella di Stash dei The Kolors, e nel cast vocale ci sono anche Elodie (è Barb) e Sergio Sylvestre (Mini Diamante). A far loro da chioccia, una vecchia volpe del doppiaggio: Pino Insegno, nei panni di Re Peppy.

La parola a Francesca
«Grazie a questo film sono diventata “la Regina del Pop” e ho adorato questa esperienza» racconta Francesca Michielin. «Mi piace Poppy perché è tutta fucsia e rosa ma soprattutto perché è un personaggio che sprizza entusiasmo». Lo stesso non si può dire del suo amico Branch, segretamente innamorato di lei ma agli antipodi come carattere: «Branch è prudentissimo e perennemente preoccupato» dice Stash, che gli dà la voce italiana. «Per me è stata la prima avventura in un mondo che non conoscevo, quello del doppiaggio. Ed è stata un’esperienza... meditativa».

Da “maxi” a... “Mini”
Con una certa autoironia, il gigante della canzone Sergio Sylvestre da voce al più piccolo dei personaggi, l’inarrestabile Mini Diamante: «È molto “cool” e divertente, minuscolo ma pieno di energia: il che dimostra che puoi essere piccolo di statura ma grande... nel carattere. Come me!». Anche per Sergio è stata la prima esperienza di doppiaggio: “All’inizio ho provato tensione ma poi mi sono lasciato andare al divertimento. Se si fa il terzo film... io sono pronto».

In pista!
Volete danzare in tempo reale con i protagonisti mentre guardate il film? Potrete farlo attivando sul dvd la modalità interattiva “Dance Party”, che mostra come eseguire i movimenti di danza mentre appaiono nel film, i testi da cantare e altre sorprese che coinvolgono i personaggi principali. E c’è anche la “Trolls Dance Academy” per imparare a danzare passo dopo passo.

Quel cattivone di Ozzy
La “metallara” Barb, la malvagia del film, è figlia di Re Thrash, che ha tutte le fattezze di una vecchia conoscenza del rock: Ozzy Osbourne. Non è la prima volta che il leader dei Black Sabbath si trasforma in un cartone animato: aveva già partecipato alle serie tv “South Park” e “Fish Hooks” e ai film “Gnomeo e Giulietta” e “Sherlock Gnomes”.

Fenomeno casalingo
Quando è uscito sul mercato on demand americano, “Trolls World Tour” ha polverizzato ogni record nel settore: anche per via dell’emergenza che ha costretto metà del pianeta a stare chiuso in casa, il film ha incassato in un weekend 40 milioni di dollari e in una ventina di giorni è stato visto da circa quattro milioni di persone. Un precedente che potrebbe cambiare la politica delle grandi case di distribuzione per il futuro, spingendole a puntare ancora di più sul mercato digitale.