Home Cinema«Bohemian Rhapsody»: al cinema il biopic su Freddie Mercury e i Queen

«Bohemian Rhapsody»: al cinema il biopic su Freddie Mercury e i Queen

Un film sulla leggenda del rock interpretata da Rami Malek, che si focalizza maggiormente sul lato da showman di Mercury

29 Novembre 2018 | 12:35 di Valentina Barzaghi

I Queen erano Freddie Mercury o Freddie Mercury era i Queen? Una questione a lungo dibattuta. L’attesissimo biopic sulla band e sul suo frontman arriva finalmente nelle sale italiane il 29 novembre. S’intitola «Bohemian Rhapsody», come la celebre canzone da sei minuti che li ha lanciati nella hall of fame del rock: quella su cui all’inizio nessun produttore voleva investire, che nessuna radio voleva passare e a cui pochi giornalisti hanno datto credito.

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Il film ha avuto una genesi travagliata. Il regista è stato Bryan Singer («I soliti sospetti», «X-Men»), ma una volta licenziato al suo posto è dovuto intervenire il poco noto Dexter Fletcher. A interpretare Freddie Mercury ci doveva essere Sacha Baron-Cohen, che poi ha abdicato a favore del più giovane Rami Malek («Mr. Robot»).

«Bohemian Rhapsody» inizia e si conclude con l’indimenticabile performance dei Queen al Wembley Stadium per Live AID nel 1985. Al centro c’è la loro storia e quella dei loro più grandi successi, che comincia negli Anni 70 quando Mercury lavorava come manovale all’aeroporto di Heathrow e una sera, in un locale londinese, conosce Brian May (Gwilym Lee) e Roger Taylor (Ben Hardy) appena lasciati a piedi dal frontman della loro band. «Sono nato con quattro incisivi in più. Maggiore spazio in bocca, maggiore estensione» dice loro. Poi canta e li convince che è lui quello giusto, cambiando il loro destino per sempre. «Bohemian Rhapsody», «We Will Rock You», «Another One Bites The Dust», sono solo alcune delle hit di cui il film racconta la nascita e il successo.

È il lato da performer dei Queen ad emergere, mentre la storia di Mercury, la sua omosessualità, l’edonismo degli Anni 80, la malattia, il rapporto tra questo aspetto privato della sua vita e il suo personaggio pubblico vengono solo sfiorati lasciando un po’ di amaro in bocca. «Bohemian Rhapsody» è dunque classico biopic per i fan della musica dei Queen, che non aggiunge nulla alla storia nota del suo leader, sulla cui figura l’esercizio fatto è solo una gran prova attoriale di Rami Malek che ne ha reinterpretato fedelmente movenze e carattere.