Home CinemaCannes: è il giorno di Steven Spielberg (e di Virzì)

Cannes: è il giorno di Steven Spielberg (e di Virzì)

Il regista americano protagonista con il film per ragazzi «Il GGG», mentre l'italiano presenta «La pazza gioia». E poi...

Foto: Una scena di «Il GGG»

14 Maggio 2016 | 07:00 di Paolo Fiorelli

Oggi sarà di nuovo un titolo fuori concorso ad attirare tutti i riflettori qui al Festival. Si tratta di «The BFG» (in italiano «Il GGG»), il film che Steven Spielberg ha tratto dall'omonimo romanzo di Roald Dahl. E se aggiungiamo che a produrlo è la Disney, ecco che abbiamo già citato tre colossi... Ovvio quindi che la proiezione di questa sera alle 19, nel Grand Théatre Lumiere, sarà il momento più atteso della giornata. Protagonisti del film sono l'orfanella Sophie e il suo strano amico, il Grande Gigante Gentile (GGG, appunto), l'unico della sua razza che non mangia i bambini. I due dovranno fermare gli altri giganti che si preparano a farsi un'abbuffata di esseri umani... A interpretare il mastodontico bonaccione (che grazie agli effetti speciali sembra alto 25 metri) è l'attore Mark Rylance, fresco di Oscar per «Il ponte delle spie» (sempre di Spielberg), mentre Sofia è l'esordiente Ruby Barnhill.

E il concorso? I film in gara oggi sono il coreano «Agassi - The handmaiden» di Park Chan-Wook, il regista reso famoso dallo spietato «Oldboy», e il tedesco «Toni Erdmann» di Maren Ade. Il primo film è un raffinato e teso thriller ambientato in Corea negli anni dell'occupazione giapponese: una ragazza è assunta al servizio di una ricca ereditiera, ma nasconde un segreto che potrebbe causarne la rovina... Il secondo narra lo strano rapporto tra una determinata «tagliatrice di teste», Ines, e il padre che ricorrerà ai mezzi più strani (compreso travestirsi da un altro) per riconquistare un posto nella sua vita.

Giornata anche italiana grazie a Paolo Virzì e al suo «La pazza gioia», che passa alla Quinzaine. Protagoniste Valeria Bruni Tedeschi e Micaela Ramazzotti: la prima è una finta nobildonna e vera truffatrice, la seconda una donna tormentata e con problemi di anoressia. Entrambe confinate in una struttura per malati di mente, ne fuggono per vivere la loro avventura, vagabondando per la Toscana. «Mi hanno detto che c'è un po' "Thelma e Louise" e un po' “Qualcuno volò sul nido del cuculo"» scherza il regista, «ma io ci vedo soprattutto un percorso di conoscenza su due donne e sul tema del disagio mentale, che riguarda tutti, anche i cosiddetti "sani"».

Infine, c'è un titolo italiano anche alla Semaine de la critique: «I tempi felici verranno presto» opera poetica e visionaria del giovane regista friulano Alessandro Comodin. E nella sezione Cannes Classics, omaggio a Pietro Germi con la proiezione di «Signore e signori».