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Cannes: Robert De Niro torna sul ring

L'attore presenta al festival «Hands of stone», un film incentrato sulla boxe. Ma ci sono anche Jarmush e Nichols

Foto: Una scena di «Hands of stone»

16 Maggio 2016 | 08:00 di Paolo Fiorelli

Oggi Robert De Niro è al festival per presentare «Hands of stone». L'ex «Toro scatenato» torna alla boxe, uno dei suoi ambienti preferiti, ma questa volta non più nei panni di un pugile, ma in quelli di un allenatore: l'uomo che condurrà il venezuelano Roberto Duran a un'indimenticabile sfida contro Sugar Ray Leonard. La storia è vera, la leggenda pure. E il film, prodotto proprio in Venezuela, è anche una risposta del divo a chi lo accusa di stare un po' «buttandosi via» con troppe commediole boccaccesche. Non è questo il caso.

Se «Hands of stone» è fuori concorso, la selezione ufficiale ospita oggi due interessanti film americani, per una giornata tutta a stelle e strisce. In «Paterson», che ha per protagonista Adam Driver, Jim Jarmush rende omaggio alla vita piena di poesia di una persona apparentemente «insignificante» (un autista di autobus) ma in realtà intensa e commovente. In «Loving», Jeff Nichols celebra il coraggio di una coppia mista (lui bianco e lei nera) che nel 1967 arrivarono fino a sfidare lo stato della Virginia per difendere il loro diritto di amarsi e vivere come una famiglia normale. Il caso si concluse davanti alla corte suprema ed è una pietra miliare nella storia della lotta per i diritti civili in America.