Home CinemaChi è Teresa Ciabatti e perché tutti parlano di lei?

Chi è Teresa Ciabatti e perché tutti parlano di lei?

«La più amata» è il suo ultimo romanzo e diventerà un film. Ha lavorato per cinema e tv ma la sua popolarità è esplosa quest’anno

Foto: Roma, Teresa Ciabatti scrittrice e sceneggiatrice seconda classificata al Premio Strega con il libro "La più Amata"  - Credit: © Massimo Sestini

23 Luglio 2017 | 14:00 di Giusy Cascio

«Un coccodrillo in piscina. Un coccodrillo verde in una piscina azzurra». Con quest’immagine inizia «La più amata» (Mondadori), il romanzo arrivato secondo al Premio Strega, che diventerà un film: i diritti sono appena stati acquistati dalla Lucky Red. Lo ha scritto Teresa Ciabatti, stesso nome del personaggio al centro del libro: una bambina dispotica con un padre ingombrante, primario all’ospedale del paese, forse un benefattore, forse invischiato nel malaffare, e una madre fragile che per lui rinuncia alla carriera e a se stessa. Sullo sfondo, la nostra storia recente, la loggia P2, i misteri d’Italia che si aggrovigliano attorno ai misteri di questa famiglia.

Misteri irrisolti.
«Non era compito mio risolverli. Non volevo fare un’inchiesta sulla mia vita o sull’Italia. Ho raccontato solo le mie ossessioni».

Quando ha capito che sarebbe diventata una scrittrice?
«L’ho deciso. A un certo punto ho reso utile l’immaginazione che fin da bambina galoppava e ho rivalutato le bugie».

Che bugie diceva?
«Una volta ero a Los Angeles per cercare di imparare l’inglese e mi spacciavo per una “italian princess”. Mi credevano, non sanno nulla loro di principesse vere, hanno solo quelle Disney».

Bambole di cui lei dovrebbe essere espertissima, con una figlia di 7 anni.
«Gliele ho comprate tutte, ma Agata le ignora. A volte mia figlia mi rimprovera».

Perché?
«Perché sono disordinata, perché non porto le gonne e i gioielli. Quando litighiamo non sono io che le dico: “Ti metto in orfanotrofio”, ma è lei a minacciarmi: “Vado in orfanotrofio!”» (ride).

Ha carattere, come la bambina del romanzo.
«Non sono io quella bambina, anche se qualcuno cade nel tranello di crederlo».

Chi è o che cosa è davvero «La più amata»?
«Non è un’autobiografia. Il libro maneggia una materia che conosco bene, la mia vita, però poi la altera. La voce narrante si chiama Teresa Ciabatti, ma non corrisponde necessariamente a me. È psicotica e nevrotica. È tutto un’alterazione, un romanzo».

Quindi non sapremo mai la verità su di lei?
«Il libro è una riflessione sul fatto che la verità non è mai raggiungibile. Anche la Teresa che si vede fuori dal libro, alle presentazioni, a casa, persino in questa intervista, non è la Teresa autentica. Ho creato un cortocircuito tra realtà e finzione. Io non ho la cattiveria incosciente del mio personaggio, io sono paurosa e pigra».

Bugiarda, pigra, paurosa. Nessun pregio?
«Uno sì: per me nulla è irreparabile. Il mio senso della tragedia dura poco. Perdo al premio Strega? E chissenefrega».

Lei si definisce «moglie, madre, artista».
«Lo dico in modo ironico. Per me ciò che conta nella letteratura è la disciplina, l’impegno. Fare l’artista, insomma, è come fare l’idraulico. Potrei aggiungere infinite altre etichette: sorella, figlia, donna...».

Telespettatrice?
«Sì! Guardo tantissima tv».

E al cinema ci va?
«Poco: vado a letto presto, dopo “Un posto al sole”».

Di notte non scrive?
«No, di notte dormo».

E legge molto?
«Per lavoro tanto, tre o quattro romanzi a settimana».

Che autori consiglierebbe come letture estive?
«Joyce Carol Oates. E tra gli italiani Antonella Lattanzi: “Una storia nera” è bellissimo».

Quando non scrive che fa?
«Ascolto musica: Tiziano Ferro e Vasco Rossi».

La tata di sua figlia, Svetlana, ci ha confidato che lei cucina una pasta al burro buonissima.
«So fare solo quella».

Una cosa divertente che non farà mai più?
«Sciare. A 17 anni mi hanno obbligato... Adesso posso dire un’altra cosa sul libro?».

Dica.
«Mi piace che ci sia foga. Pro o contro di me, pro o contro il libro. Mi amano o mi odiano».

Lei in che cosa mette foga?
«Ingaggio lotte contro la burocrazia. Chiamo io i “call center”, li insulto, contesto bollette. Insisto per mesi. Poi mi accorgo che hanno ragione loro».

Ora se ne va in vacanza?
«Ho già fatto le valigie».

Mare o piscina?
«Piscina. Sempre».

Con il coccodrillo?
«Comprerò a mia figlia uno di quei fenicotteri rosa che quest’estate vanno di moda. Ma me lo tirerà dietro perché è nella sua fase “dark” e magari preferisce i cigni neri».