Home CinemaEleonora Gaggero: «Il mio romanzo è diventato un film: che sogno!»

Eleonora Gaggero: «Il mio romanzo è diventato un film: che sogno!»

Il romanzo dell'attrice e scrittrice, "Sul più bello" (edito da Fabbri Editori), è diventato un film: intervista all'autrice

Foto: Eleonora Gaggero

20 Ottobre 2020 | 17:06 di Giulio Pasqui

Nonostante i suoi 18 anni, Eleonora Gaggero ha già pubblicato quattro libri. Attrice ma anche scrittrice, è un idolo per i coetanei. La sua ultima opera, “Sul più bello”, è diventata addirittura un film. Arriverà nelle sale dal 21 ottobre, distribuito da Eagle Pictures, con la debuttante Alice Filippi alla regia. Si tratta di un “teen dramedy”, divertente ma anche commovente, con Ludovica Francesconi e Giuseppe Maggio nei ruoli principali. Anche Eleonora interpreterà un personaggio: Beatrice. «Il progetto ha avuto una gestazione particolare», confida Eleonora a Sorrisi. «Roberto Praia, che è lo sceneggiatore e il produttore del film, mi ha incontrata qualche mese fa all'anteprima della “Famiglia Addams” e mi ha proposto questo progetto. Mentre lui scriveva la sceneggiatura, io scrivevo il libro. Così è nato tutto».

La protagonista di questa storia è Marta, un'adolescente che soffre di una malattia rara ai polmoni (la mucoviscidosi) che potrebbe ridurre le sue aspettative di vita. Nonostante questo, l'autrice ha voluto raccontare la sua storia di riscatto. Nonostante tutto, nonostante la sua bellezza non tradizionale, riesce nell'impresa di conquistare l'adone bello e impossibile.

Eleonora, cosa ha voluto raccontare con questa storia?

«Stavolta ho voluto raccontare la storia di una ragazza che si vede brutta e che sa di esserlo, ma proprio questo aspetto la porta ad avere una forza d'animo diversa dagli altri. Questa storia ci fa capire quant'è importante credere in se stessi. Infatti lei riuscirà a conquistare l'uomo dei suoi sogni, anche grazie al sostegno dei suoi amici e della sua famiglia».

Il film rispecchia in tutto e per tutto il tuo libro?

«Il film è molto, molto simile, anche se nel libro ci sono dei personaggi e storie più approfondite. Le due trame si rispecchiano molto. Non sapendo se ci sarà un eventuale sequel del film, io mi sono attenuta alla sceneggiatura di Roberto».

C'è già l'idea di un sequel? Ci sta dicendo questo?

«Onestamente?! Non lo so, sono sempre l'ultima a sapere le cose (ride, ndr)».

La storia della protagonista Marta racconta come affrontare una malattia con la forza della positività

«Marta non si butta mai giù, nemmeno nei momenti più tragici, quando il dottore le comunica che non se la sta passando benissimo. Lei cerca sempre di vedere il bicchiere mezzo pieno e riesce a superare tutti i momenti di difficoltà. Bisognerebbe imparare da un personaggio come il suo. Spesso tutti noi ci buttiamo giù per delle cavolate, lei che ha una malattia terminale riesce a vedere il positivo in tutto».

Lei, Eleonora, per cosa si butta giù di solito?

«Dipende. Sono una ragazza da “tutto o niente”: o non me ne frega niente, o me ne frega troppo e quindi ci rimango malissimo per delle piccolezze. Un esempio? Se il ragazzo che mi piace non mi risponde per ore, io ci sto male (sorride, ndr)».

Nel film interpreta il ruolo di Beatrice, la cattiva della situazione. Cosa ci può dire?

«Non ho mai interpretato un ruolo così, mi incuriosiva. Chi vedrà il film capirà che Beatrice non è la solita cattiva: è l'antagonista, quello sì, ma sarà anche di aiuto a Marta».

Quanto c'è di Eleonora Gaggero in questa storia?

«C'è sempre un po' dell'autore in tutte le storie. Ci sono delle scene, per esempio, in cui mi sono messa nei panni di Marta. Come quando va in una radura con un camioncino hippy: quello è sempre stato il mio sogno».

Quanto è importante per lei lanciare dei messaggi positivi a chi la segue?

«Mi sono ritrovata in questo mondo in maniera talmente inaspettata che, già che ci sono, mi impegno per lanciare dei messaggi positivi. Non mi interessa troppo raccontare la mia vita sui social, cosa faccio oggi o cosa farò domani: preferisco incanalare positività».

Recentemente ha lanciato un messaggio contro l'omofobia baciando una collega, Greta Ragusa, nel videoclip dell'ultima canzone di J-Ax e Mr. Rain.

«Anche quello è un messaggio forte e importante».

Lei è diventata famosa in tenera età, ci sono stati dei lati negativi?

«Ci sono molti più pro. Ho girato il mondo e ho conosciuto persone importanti, da Lady Gaga al cantante dei Red Hot Chili Peppers. Però sì, ci sono anche degli aspetti più difficili da gestire, come riuscire a creare dei rapporti di amicizia duraturi o stare lontano dalla famiglia a lungo».

Ha mai dovuto fare i conti con il bullismo?

«Quando in una classe arriva un soggetto che fa qualcosa di diverso dagli altri, la tendenza è quella di isolarlo. Le persone tendono ad escluderti e a far finta che non esisti per non disturbare la loro quotidianità: è successo anche a me».

Youtuber e influencer vengono spesso criticati. Lei, che ha più di un milione di followers su Instagram, pensa che i social possano essere un trampolino di lancio?

«Io ho iniziato quando Instagram non c'era. Ci sono entrata col tempo e ho passato un periodo in cui ci "giocato" molto. Ora avendo tante cose da fare, tra l'Università e i set, trovo meno tempo per frequentarli. Quella popolarità però è rischiosa. Oggi tanti ragazzi scaricano TikTok, che è l'app del momento, e magari diventano famosi grazie a un video. Non è più come una volta che ti sudavi un ruolo per un film o diventavi uno youtuber perché stavi otto ore a editare un video. Può essere un trampolino di lancio, sì, ma può essere un successo effimero, destinato a durare poco tempo. Bisogna fare attenzione».

Che Università frequenta?

«Faccio Scienze della Comunicazione in Media e Pubblicità allo Iulm di Milano».

Sonda il terreno per un piano B?

«Non mi è mai balenata l'idea di non fare l'Università. Immagino la mia vita su un doppio binario. Posso andare sul set, ma devo avere anche un altro sbocco: sono stata tre anni a Roma e non ho avuto ruoli. Finché ho 15 anni può andar bene bene, ma a 20 anni non potrò più permettermelo».