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Aldo, Giovanni e Giacomo: «Vi faremo ridere anche tra 30 anni»

Nel nuovo film «Fuga da Reuma Park», nelle sale dal 15 dicembre, i tre comici sono dei nonnini che «evadono» da un ospizio. «Sul set è stato uno spasso: lavoreremo insieme per sempre»

Foto: Aldo, Giovanni e Giacomo in «Fuga da Reuma Park»  - Credit: © Masiar Pasquali

15 Dicembre 2016 | 09:00 di Alex Adami

«Dove ci potrete trovare quando avremo davvero 90 anni? Non davanti a un cantiere. Magari in una bocciofila» dice Aldo. «Eh no» osserva Giacomo. «Per raccogliere le bocce devi piegarti, poi chi ti tira su?». «Allora avremo un orto». «Sì, bravo» controbatte Giacomo. «Per raccogliere l'insalata non ti devi piegare?». Segue qualche secondo di silenzio, che di solito prelude alla folgorante battuta finale. E invece Aldo se ne esce con un pensiero pieno d'affetto. «Io di una sola cosa sono sicuro: anche a 90 anni noi tre lavoreremo insieme». «A meno che una malattia non vi porti via prima» aggiunge Giacomo in extremis. Ecco, il momento sentimentale è rovinato e l'ordine comico ristabilito.

Del resto parlare della terza età di Aldo, Giovanni e Giacomo non è fuori luogo: nel loro nuovo film «Fuga da Reuma Park» interpretano se stessi nel 2046: abbandonati in un surreale ospizio alle porte di Milano, il «Reuma Park» appunto, decideranno di darsi alla fuga durante la festa di Natale.

È un ritorno alle origini: siete diventati famosi in tv negli Anni 90 con lo sketch dei vecchietti a «Su la testa!».
Giovanni: «Alla fine dopo 25 anni ce l'abbiamo fatta a diventare vecchi veramente».
Giacomo: «E infatti questa volta per sembrare anziani non abbiamo neanche dovuto truccarci».
State scherzando.
Giacomo: «Per nulla, credici».
Giovanni: «Non insistere, Giacomo, guarda che non è una cosa bella. Rimangiamoci tutto: abbiamo passato ore al trucco».
Avete un ottimo aspetto, comunque.
Giovanni: «Mah. L'altro giorno mi è venuto un ascesso dentale e ne parlavo con un amico. Gli esseri umani sono programmati per funzionare bene fino a 50 anni, dopo s'inizia a perdere pezzi».
Giacomo: «È la voce di un uomo tenuto in vita dall'odontoiatria».
Aldo: «Però davvero questo film è un ritorno alle origini. L'abbiamo girato in quattro settimane, negli intervalli della tournée, affidandoci tanto all'improvvisazione e divertendoci come agli inizi. Come ai tempi degli sketch della tv svizzera per ?Mai dire gol?».
Giacomo: «Eravamo tre folli circondati da persone folli, che ci lasciavano liberi di fare tutto quello che ci veniva in mente».
Giovanni: «Un po' come per questo film, anche perché l'idea di interpretare noi stessi a 90 anni ci ha permesso di lavorare sui nostri personaggi dando vita a nuove gag. Un po' come avevamo fatto per ?Tre uomini e una gamba?».
Qual è lo sketch del vostro repertorio che vi diverte di più oggi?
Giacomo: «So che non dovremmo dirlo, perché è immodesto, ma quando riguardiamo le nostre cose su YouTube ci fanno ancora ridere tutte».
Aldo: «Eravamo giovani, poveri e forse anche un po' incoscienti. Abbiamo passato anni in tour dividendo una stanza tripla negli alberghi per risparmiare. Parte del repertorio nasceva proprio lì».
Giovanni: «Poi diventi famoso e la gente inizia ad aspettarsi qualcosa di preciso da te. Non puoi più permetterti di fare tutto quello che ti salta in mente. Finché non diventi abbastanza vecchio da fregartene di nuovo, come sta succedendo a noi».
Siete anche genitori, tutti e tre. I vostri figli che idea hanno di voi?
Giacomo: «Il mio Emanuele è tenerissimo, con i suoi amici di scuola si mette a rifare le nostre gag. Solo che lui interpreta sempre la parte di Aldo, non mi do pace».
Giovanni: «Più in generale va detto che il fatto di essere padri non ha scalfito la nostra scarsa serietà».
Aldo: «I grandi artisti in eventi epocali come la paternità trovano lo stimolo per diventare ancora più grandi. A noi fanno ridere le stesse cose che trovavamo divertenti nel 1980».
Che cosa vi ha tenuti insieme in tutti questi anni? Spesso col tempo neppure i comici che lavorano da soli sopportano più se stessi.
Aldo: «È vero. Ma ognuno di noi sopporta la parte che gli altri due non sopportano di se stessi».
Giacomo: «Forse era più facile dire che ci ha tenuto insieme l'amore per l'Inter».
Parlate mai con la Gialappa di rimettere in piedi un nuovo «Mai dire gol»?
Giovanni: «Li sentiamo, ma ormai sono anziani anche loro. Metti insieme sei come noi, cosa può venir fuori di buono? I tempi di ?Mai dire gol? sono irripetibili. In tv quella libertà totale non te la dà più nessuno. Ora piuttosto c'è il web».
Giacomo: «Con l'età siamo anche diventati più permalosi, non accetteremmo le critiche di quei tre».
Aldo: «Io invece la vedo come i Gialappi. Come dicono loro: ?Mai dire...?».