Home CinemaFilm in uscitaArriva «The Place» e Mastandrea diventa un diavolo

Arriva «The Place» e Mastandrea diventa un diavolo

Alla Festa di Roma, il nuovo film di Paolo Genovese dopo «Perfetti sconosciuti»: «Volevo dare al pubblico qualcosa che non si aspetta»

04 Novembre 2017 | 14:15 di Alberto Anile

C'era molto attesa per «The Place», il nuovo film di Paolo Genovese, il primo dopo il successone «Perfetti sconosciuti», campione d'incassi del 2016 e vari remake prenotati in giro per il mondo.

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Presentato come evento speciale e film di chiusura alla Festa del cinema di Roma, «The Place» trae spunto da un serial televisivo statunitense, «The Booth at the End», incentrata su un misterioso uomo senza nome che riceve in un locale pubblico esponenti di varia umanità, promettendo a ciascuno di risolvere un loro problema in cambio di azioni apparentemente inspiegabili, spesso criminali: c'è la ragazza che per diventare più bella deve fare una rapina, l'anziana che per far guarire il marito dall'Alzheimer deve confezionare una bomba, il padre che per salvare il figlioletto deve uccidere una bambina, e così via.

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Nell'adattamento del serial fatto per il film (dallo stesso Genovese con Isabella Aguilar), i singoli «clienti», che in tv erano protagonisti di singole puntate, qui s'incrociano in un via vai di richieste e di resoconti. Davanti al mefistofelico uomo senza nome, interpretato da Valerio Mastandrea, sfila così un cast eterogeneo da grandi occasioni: Marco Giallini, Alba Rohrwacher, Vittoria Puccini, Rocco Papaleo, Silvio Muccino, Silvia D'Amico, Vinicio Marchioni, Alessandro Borghi e Giulia Lazzarini, ai quali si aggiunge Sabrina Ferilli, nel ruolo di una cameriera allusivamente chiamata Angela, che lavora nel locale in cui si svolge l'intero film.

«The Place» appartiene al versante più introverso di Genovese, quello di «Una famiglia perfetta» e in parte dello stesso «Perfetti sconosciuti», lontano dall'allegria bonaria di «Immaturi». Sfiorando - ma senza mai entrarci - la tragedia, «The Place» è il primo film drammatico, la prima non-commedia, di Genovese; i temi sono alti, fin troppo (la violenza sulle donne, il libero arbitrio, il silenzio di Dio) e le azioni tutte raccontate dagli otto personaggi che si sono rivolti al loro diabolico benefattore.

Con «Perfetti sconosciuti» ha in comune la coralità della vicenda e la scelta di un'unica location per l'intero film, ma anche un tema, quello di scoprire le pieghe più oscure dell'animo umano. «"Perfetti sconosciuti"», ha spiegato Genovese in conferenza stampa «racconta quanto poco conosciamo chi ci sta accanto, "The Place" su quanto poco conosciamo noi stessi. Non è quello che il pubblico si aspetta ma, come hanno detto i Taviani, bisogna provare a dare alla platea qualcosa di nuovo. Una delle migliori conseguenze del successo è che ti lasciano girare quello che vuoi, oltre alla fiducia che il pubblico ci darà».

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