Home CinemaFilm in uscita«Bugiardi» è il nuovo film con Giampaolo Morelli che affronta il tema della menzogna

«Bugiardi» è il nuovo film con Giampaolo Morelli che affronta il tema della menzogna

«Non so dire bugie» ci racconta l’attore, «e chi lo fa finisce sempre per trovarsi in un mare di guai». Sorrisi è stato sul set

Foto: Giampaolo Morelli nei panni di Fred, un bugiardo matricolato  - Credit: © Valentina Pascarella

26 Luglio 2018 | 14:20 di Tiziana Lupi

In via Altiero Spinelli a Roma, nell’area della Stazione Tiburtina, è una caldissima mattinata come tante altre nel mese di luglio. All’improvviso, però, qualcosa spezza l’ininterrotto viavai di persone che cercano un po’ di sollievo dalla canicola nei rari spazi di ombra o nella preziosa bottiglietta d’acqua, indispensabile con la calura estiva. In un locale al piano terra del palazzo della Direzione generale della Banca Nazionale del Lavoro accade l’imprevisto: grida, concitazione… «Fermi tutti, è una rapina!».

Niente paura, si tratta solo di una «bugia». E mai termine è stato più azzeccato visto che la rapina in questione è solo una scena del film «Bugiardi», le cui riprese, dopo un mese in Salento, si sono da poco spostate nella capitale. Al centro della storia, come si intuisce facilmente dal titolo, ci sono le bugie. Tante, fantasiose e tutte diverse tra loro ma con un denominatore comune: l’agenzia che le «produce», una geniale quanto bizzarra struttura che, a richiesta, fornisce alibi curati nei minimi dettagli a bugiardi che non sono in grado di crearseli da soli ma che ne hanno bisogno per sfuggire ad un partner tradito, a un datore di lavoro sospettoso e persino, nel caso di un vescovo tifoso sfegatato della Roma, ai fedeli della diocesi.

Titolare dell’agenzia è Fred che, spiega il regista Volfango De Biasi, «da piccolo ha visto i genitori separarsi a causa del tradimento e non vuole che nessuno viva la sofferenza che ha vissuto lui». Dunque fornisce alibi a coniugi fedifraghi in ossequio al suo slogan «Meglio una bella bugia che una brutta verità». Giampaolo Morelli, che lo interpreta, non è però d’accordo con la filosofia di Fred: «Lui è un furbone che, dal suo dolore, ha tirato fuori un grande talento: quello di dire bugie e capire i bugiardi. Le dice convinto che siano a fin di bene, ma non si rende conto che le bugie hanno il potere di farti stare male dentro».

Morelli spiega di avere una scarsa dimestichezza con l’arte di mentire: «Non ne sono proprio capace, non ci riesco. Eppure ho conosciuto fior fior di bugiardi, grandi millantatori. Credo che, a un certo punto, mentire diventi una vera e propria nevrosi che però, prima o poi, finisce col metterti davanti alla necessità di fare i conti con te stesso». Proprio come succede a Fred che prima si innamora di Clio (Alessandra Mastronardi), paladina della sincerità a tutti i costi, e poi scopre che il padre di lei, Alberto (Massimo Ghini) è un suo cliente che usufruisce dei servizi dell’agenzia per nascondere alla moglie Irene (Carla Signoris) la relazione con la giovane amante Cinzia (Diana Del Bufalo). «È la dimostrazione che le bugie finiscono sempre e comunque per creare problemi» osserva Giampaolo Morelli, «noi con “Bugiardi” possiamo riderci sopra perché la comicità scaturisce sempre da una condizione di disagio. Che è quella in cui, secondo me, si trova chi dice bugie».

Diversamente da Morelli, i suoi compagni di set ammettono di essere un po’ mentitori: «Faccio l’attore, un mestiere da bugiardo, come posso dire di essere sempre sincero?» afferma sorridendo Massimo Ghini. Che, entusiasta del ruolo affidatogli da De Blasi («Un uomo borghese, imprenditore, inseritissimo, che perde la testa per una ragazza giovane e un po’ folle») precisa: «Per una ragione o per un’altra, nella vita tutti abbiamo avuto situazioni in cui siamo stati costretti a usare la bugia.

Io sono poco bugiardo perché sono un po’ ottuso, sono uno che prende il muro diritto di testa piuttosto che girargli intorno». Deciso sostenitore della bugia è, invece, Paolo Ruffini, che in «Bugiardi» interpreta un apprendista dell’agenzia di Fred affetto da una strana forma di narcolessia: «Tutti amiamo le bugie fin da bambini, altrimenti non ci piacerebbero così tanto le favole. E poi la verità non descrive bene la realtà, sono due cose completamente differenti. Le bugie, invece, ci invogliano a essere creativi».