Con mio figlio al cinema a vedere “Inside out 2”

Nelle sale c’è il nuovo imperdibile film Disney-Pixar e fa incassi strepitosi

27 Giugno 2024 alle 08:00

Erano diversi mesi che mio figlio di 8 anni me lo ripeteva: «Papà, ma quando mi porti a vedere il nuovo “Inside out”?». Come molti bambini (ma anche ragazzi più grandi) anche lui mette il film animato targato Disney e Pixar tra i suoi preferiti. La fortuna per noi genitori è che si tratta di un capolavoro capace di parlare al pubblico di ogni età (ammettetelo, cari adulti: anche voi avete pianto come fontane...) e nei nove anni dalla sua uscita è diventato un classico.

Ho accontentato la richiesta di mio figlio nel giorno dell’uscita ufficiale, il 19 giugno (il 18 c’erano state delle anteprime), e ho trovato il multisala strapieno, con code interminabili alle casse (e pure per i popcorn), proiezioni ogni mezz’ora tutte esaurite e un pubblico variegato composto soprattutto da adolescenti (tra gruppetti e coppiette) e famiglie.

Il mattino dopo ho controllato gli incassi e ho avuto la conferma: in un solo giorno “Inside out 2” ha incassato quasi 3 milioni di euro, il miglior esordio al box office italiano degli ultimi cinque anni, con più di 400 mila spettatori. E la sua corsa è solo all’inizio.

Ma cos’ha di tanto speciale? Iniziamo dalle basi: per chi non ha mai visto “Inside out” (potete recuperarlo in streaming su Disney+), il film del 2015 racconta la storia di Riley, una ragazzina di 11 anni costretta a trasferirsi dal nevoso stato del Minnesota all’inospitale città di San Francisco. Ma le vere protagoniste erano le emozioni che abitavano nella sua mente (come in quella di tutti noi): Gioia, Tristezza, Paura, Rabbia e Disgusto convivevano a fatica ma imparavano che ciascuna di loro aveva un ruolo fondamentale.

Con il secondo capitolo tutto cambia. Perché Riley compie 13 anni, finisce le medie. E arriva la pubertà. Una notte, un gruppo di demolitori fa irruzione nel quartier generale per far spazio a nuove emozioni. Una di loro, in particolare, darà filo da torcere a Gioia: l’irrequieta Ansia.

«Ho deciso subito di renderla uno dei personaggi più importanti» dice il regista Kelsey Mann. «L’ansia inizia a comparire quando diventiamo adolescenti, tutti possiamo identificarci con questo concetto. Ho svolto molte ricerche su quel che accade al nostro cervello a quell’età e mi è venuta in mente l’idea di una ristrutturazione: è così che ci si sente durante l’adolescenza».

Oltre ad Ansia, facciamo conoscenza con il timido Imbarazzo (che stringe un inevitabile sodalizio con Tristezza), la piccola ma forsennata Invidia, e l’annoiatissima Ennui, che parla con l’accento francese (a doppiarla in italiano è Deva Cassel, figlia di Vincent e di Monica Bellucci) e passa le sue giornate sul divano con lo smartphone in mano.

«L’adolescenza è un periodo in cui la mente si espande, entrano in gioco emozioni più complesse» dice il produttore Mark Nielsen. «Pensando all’impatto che questi ultimi anni hanno avuto su tutti noi, soprattutto sugli adolescenti, ci sembrava il momento storico giusto per affrontare il tema».

Uno dei punti di forza di “Inside out 2” è proprio la capacità di parlare ai giovani di un momento che sono destinati ad attraversare (se non l’hanno già fatto), dando loro strumenti nuovi per poter interpretare cambiamenti repentini, che possono spaventarli.

E mio figlio? Si è divertito molto: il film è ricco di trovate esilaranti, è coloratissimo e pieno di cuore. E tra qualche anno troverà, nella storia di Riley, un messaggio che potrebbe aiutarlo in un momento difficile. Cosa chiedere di più?

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