Home CinemaFilm in uscita“Il primo Natale”, il capolavoro di Ficarra e Picone

“Il primo Natale”, il capolavoro di Ficarra e Picone

Stavolta l’hanno combinata grossa. E un po’ c’era da aspettarselo, quando mesi fa è arrivato l’annuncio che avrebbero realizzato il loro primo film di Natale

Foto: Salvo Ficarra e Valentino Picone in una scena del loro nuovo film “Il primo Natale”, al cinema il 12 dicembre. Scritto, diretto e interpretato dai due, è un vero kolossal, con un cast internazionale, centinaia di comparse e migliaia di costumi. La fotografia è di Daniele Ciprì  - Credit: © Dario Palermo

05 Dicembre 2019 | 10:00 di Alex Adami

Stavolta Ficarra e Picone l’hanno combinata grossa. E un po’ c’era da aspettarselo, quando mesi fa è arrivato l’annuncio che avrebbero realizzato il loro primo film di Natale (s’intitola, appunto, “Il primo Natale”). Un bel problema (non un problema: un bel problema). Perché, se un po’ li conoscete, sapete che a loro non basta far ridere (e comunque in questo film fanno ridere, e tanto, come al solito). Già quest’estate Sorrisi aveva fatto un’incursione sul set e aveva anticipato che c’era da prepararsi a una grande avventura, con i due che viaggiano nel tempo fino all’Anno Zero per cercare Gesù Bambino.

Salvo, Valentino, ma che avete fatto?
Ficarra: «Noi? Niente».
Picone: «È stato lui».

Lui chi: Ficarra?
Picone: «No, lui il film. La verità è che questo film non è una nostra creatura, siamo noi creature sue».
Ficarra: «Abbiamo avuto un’idea, poi è stato il film a indicarci la strada. A portarci anche dove non immaginavamo».

Ci sono così tante sorprese che perfino il trailer, che non dice molto, dice troppo.
Picone: «Pensi che neppure alla mia famiglia i nostri film li faccio vedere prima. Voglio che lo vivano con lo stupore degli altri spettatori».
Ficarra: «Mettiamola così: il film è un invito a fare un viaggio. In cui però si sta scomodi».

Cos’è, una fregatura?
Picone: «Immagini la fatica: ci sono soldati a cavallo, scene di fuga nel deserto, bambini urlanti, bestie feroci, caldo torrido. E poi c’è Ficarra, non so se mi spiego».

Da dove siete partiti?
Ficarra: «Chiacchierando con un paio di amici ci siamo resi conto che quasi tutti i film delle Feste parlano di Babbo Natale. E non si parla mai di Gesù Bambino, che poi sarebbe il vero festeggiato, visto che è il suo compleanno».

Un film di Natale di Ficarra e Picone su Gesù Bambino. Perché, detta così, sembra una cosa insidiosa?
Ficarra: «Non è un film irriverente, né religioso. Puoi essere cristiano, ateo o musulmano e il senso è lo stesso. Noi raccontiamo di un uomo nato 2019 anni fa e che di certo ha cambiato la storia del mondo».

Vi criticheranno.
Picone: «Tanto oggi ti criticano qualunque cosa provi a dire. Se dico che c’è il sole, qualcuno dirà che io sono il solito ottimista e che posso permettermi di essere ottimista perché faccio questo mestiere, e via così. Vorrei solo che la gente sentisse che amiamo il cinema. E che sentivamo urgenza di fare questo film».
Ficarra: «Che poi riguarda una questione universale e attualissima: amare il prossimo. Perfino se è Picone».

Roba forte.
Picone: «Sapevamo che sarebbe stata un’impresa complicata. Ma noi amiamo metterci in difficoltà. E stavolta ci abbiamo proprio dato dentro...».

Ma poi voi due ci credete a... Gesù Bambino?
Ficarra: «Le pare che parliamo di una cosa del genere per far pubblicità a un film?».
Picone: «E poi non è questo il punto. L’obiettivo del nostro viaggio non è convincere qualcuno di qualcosa, ma fare in modo che lo spettatore esca dal cinema divertito e arricchito. Anche solo di un dubbio, di una domanda su quello che gli succede intorno».

È vero che avete fatto vedere “Il primo Natale” all’arcivescovo di Palermo, e che a lui è piaciuto molto?
Ficarra: «Ma le pare che parliamo di una cosa del genere per far pubblicità a un film?».

Quindi non si può parlare delle sorprese della trama, né di voi, né dell’arcivescovo. E come faccio a raccontare il vostro nuovo film? Provo con le solite domande sul Natale: il dono più brutto mai ricevuto?
Picone: «Un maglione turchese con il collo a “V”. Ma non posso dire chi me l’ha regalato perché sennò litighiamo».
Ficarra: «Per una volta non c’entro. A me un anno Picone ha regalato un riavvolgitore di cassette Vhs. Ma che se ne fa una persona, di un riavvolgitore?».

Il più bel regalo che avete mai fatto a qualcuno?
Ficarra: «Non amo infilarmi nei negozi affollati. Ma una volta ho scritto delle lettere a tutte le persone a cui tenevo. Ho regalato un po’ del mio tempo, insomma».

Molto poetico.
Picone: «Sì, comunque per non entrare nei negozi affollati puoi anche regalare delle tessere con credito a scalare».

Non è la stessa cosa. Non è Natale se il 25, a tavola...
Ficarra: «...non ci sono la pasta al forno, gli sfincioni, le panelle».
Picone: «...mancano le persone che amiamo».

Dopo l’Epifania tornerete a “Striscia”.
Ficarra: «Sarà bello tornare a parlare delle cose che succedono tutti i giorni».
Picone: «E poi festeggeremo i nostri 25 anni insieme con un tour: non vediamo l’ora di sentire di nuovo l’affetto delle persone che sono venute a vederci dal vivo».

Rifaccio la domanda, magari vi prendo alla sprovvista. Salvo, Valentino, che film! Ma cos’avete fatto?
Ficarra: «Noi? Niente».
Picone: «È stato lui. Lui, il film».

È inutile, vinceranno sempre loro.