Home CinemaFilm in uscitaL’ora più buia: quando Churchill e il Regno Unito hanno avuto davvero paura

L’ora più buia: quando Churchill e il Regno Unito hanno avuto davvero paura

Il film che racconta cosa è successo nei giorni prima di Dunkirk e come Winston Churchill ha salvato la Gran Bretagna e l'Europa

15 Gennaio 2018 | 09:00 di Paolo Paglianti

I film di guerra, generalmente, raccontano di imprese gloriose e vittorie contro tutte le previsioni ?" basta pensare a Fury o Salvate il Soldato Ryan, con i loro spietati combattimenti e epici sacrifici. «L'ora più buia», invece, racconta del terribile maggio 1940, in cui il Regno Unito ha temuto non solo di doversi arrendere a Hitler, ma di affrontare la tanto temuta invasione dell'Isola da parte delle ?" apparentemente - invincibili divisioni naziste. Ed è anche il racconto, magari un po' agiografico, di come una singola persona al posto giusto può cambiare il corso di una guerra mondiale e della Storia.

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La trama

Tra «Il discorso del Re» e «Dunkirk». Il periodo storico è quello dei primi mesi della Seconda Guerra Mondiale, nel maggio 1940. I tedeschi hanno conquistato la Polonia e poi si sono diretti verso Parigi per annientare il loro nemico giurato, la Francia. Per evitare di impantanarsi nella terribile e inconcludente guerra di trincea già sperimentata nel primo conflitto mondiale, i tedeschi tentano un piano considerato impossibile dagli Alleati: attraversano con le loro divisioni corazzate le Ardenne, e tagliano in due il fronte anglo-francese. Una storia che conosciamo molto bene, dato che il recente blockbuster «Dunkirk» ci ha raccontato, con la tipica grammatica di Nolan e con le sue ?storie parallele?, l'esito della capitolazione della Francia e del salvataggio in extremis delle divisioni britanniche. «L'ora più buia» inizia qualche settimana prima, quando a Londra Neville Chamberlain, il Primo Ministro conservatore che ha cercato fino alla fine di trovare un compromesso con Hitler e i tedeschi, rassegna le dimissioni e come suo successore viene nominato il burbero Winston Churchill. Come sa chiunque abbia seguito anche distrattamente le lezioni di storia di terza media, Churchill aveva una visione diametralmente opposta: non si può dialogare con la tigre mentre hai la testa tra le sue fauci. Niente pace a ogni costo, ma la ferrea volontà di resistere ai tedeschi e agli orrori nazisti, anche con l'intera Europa continentale sotto il giogo di Hitler. L'ora più buia si conclude proprio con l'evacuazione di Dunkirk, che segna l'inizio della lunga rivincita Alleata: arriverà quattro anni più tardi, con lo Sbarco in Normandia e la successiva vittoria sull'Asse.

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Il trailer

Il cast

A tenere tutto il film sulle sue spalle è un quasi irriconoscibile Gary Oldman in grandissima forma: il longilineo attore britannico (lo avete visto nei panni di Sirius Black negli Harry Potter e come l'ispettore Gordon dei Batman di Nolan) riesce a impersonare un anziano e appesantito Winston Churchill, con il suo inseparabile sigaro e il suo carattere burrascoso, pronto a combattere fino alla fine ma divorato dai dubbi di una situazione apparentemente disperata. Un pugno di attori dal sapore molto british supporta il suo ruolo centrale: c'è Lily Jamed (Downton Abbey) che interpreta la giovane segretaria del Primo Ministro, Ben Mendelson (il ?cattivo? di Rogue One) nei panni di Re Giorgio VI, e Kristin Scott Thomas (L'amante inglese, Suite francese) in quelli della signora Churchill.

Perché andare a vederlo

Avete presente i film d'azione, con una dozzina di esplosioni al minuto, tonnellate di piombo fuso che volano da tutte le parti e una trama che risulta insipida per un bambino di dieci anni? Ecco, «L'ora più buia» è esattamente agli antipodi di questo genere di film. Non ci sono scene d'azione, è tutto girato nelle stanze del potere della leadership britannica, tra il 10 di Downing Street (dove risiede il Primo Ministro), il Parlamento e la reggia di Re Giorgio VI.

È un film costruito sulle eccellenti performance di attori che hanno il teatro nel sangue, che alternano l'amara ironia tipica dello humour inglese ai drammatici eventi del maggio 1940. Due ore in cui, come si dice a un certo punto nel film, viene schierata la lingua inglese e l'arte oratoria di Churchill, che culminano nel celebre discorso del Primo Ministro in cui, con l'esercito britannico dato per perso e la Luftwaffe che controllava i cieli europei, prometteva ai nazisti e ai suoi concittadini guerra a ogni costo, sulle spiagge inglesi e nelle strade londinesi.

Chi ha sentito il discorso originale non potrà che rimanere strabiliato dalla perfezione della performance di Gary Oldman. Chiaramente, il film non è un libro di Storia: il punto di vista è quello di Churchill che, in quei terribili giorni inizia il suo mandato nel peggior momento vissuto dal Regno Unito, in cui la sconfitta sembrava certa e doveva affrontare i nemici interni del suo partito che speravano in una scellerata pace con i nazisti, oltre che un Re non particolarmente felice del suo nuovo Primo Ministro. Se vogliamo trovare un diifetto ne «L'ora più lunga», è nell'essere totalmente entusiastico del suo protagonista, al punto da mostrare una scena in cui Churchill prende la metropolitana e ascolta il ?popolo inglese? in una carrozza piena di comuni cittadini pronti a combattere fino alla fine. Una vicenda che magari non è mai avvenuta, ma che contribuisce a disegnare non solo il carattere del carismatico leader, ma di tutto il popolo britannico, quello del "Keep calm and carry on", capace di resistere ai bombardamenti per quattro anni e poi presentarsi, la mattina del 6 giugno 1944, al largo della Normandia per liberare l'Europa dai nazisti.