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Malala: la vita del giovane Premio Nobel diventa un film

Al cinema dal 5 novembre e poi sul National Geographic Channel di Sky, il documentario del premio Oscar Davis Guggenheim sulla giovanissima pakistana che sfidò i talebani

Foto: Malala in un fotogramma del film  - Credit: © 20thCenturyFox

04 Novembre 2015 | 18:59 di Lorenzo Di Palma

Malala Yousafzai è una giovane studentessa pakistana che è divenuta per milioni di persone un esempio di come si può trasformare il mondo, sfidando tutti e tutto. Alla storia del più giovane premio Nobel della storia, è dedicato un docu-film che dopo la prima di oggi, mercoledì 4 novembre alla Camera dei Deputati, sarà nelle sale dal 5 novembre, distribuito dalla 20th Century Fox, e successivamente in tv su Sky sul National Geographic Channel.

Il film chiamato semplicemente Malala è diretto dal regista già premio Oscar, Davis Guggenheim (Una scomoda verità) che si è ispirato al libro Io sono Malala, best seller scritto dalla giovane pakistana che testimonia la straordinaria forza di questa giovane donna, che sfidò i Talebani rivendicando il diritto per l’istruzione e per questo, nel 2012 a soli 15 anni, fu ferita gravemente mentre tornava da scuola. 

Da quando aveva 11 anni, infatti, Malala attraverso un blog scritto sotto pseudonimo per la Bbc, descriveva la sua vita in una città tiranneggiata dai talebani, che non l’hanno mai perdonata: Malala, che attualmente vive in Inghilterra, è tutt’ora sotto protezione insieme con la sua famiglia.

“Io ho il diritto di cantare, ho il diritto di andare al mercato, il diritto di parlare. Avrò la mia istruzione, che sia a casa, a scuola, o da qualche parte. Non mi fermeranno” ha dichiarato Malala, dando voce agli oltre 60 milioni di ragazze in età scolare nel mondo che non possono frequentare la scuola.

Il lungometraggio racconta attraverso interviste e animazioni la storia di Malala e del suo rapporto con il padre che le ha ispirato l’amore per lo studio e l’istruzione. Ripercorre quindi i momenti dell’attentato che l’ha trasformata in un esempio per i difensori dei diritti fondamentali e ripropone l’appassionato discorso del 2013 alle Nazioni Unite che l’ha fatta conoscere in tutto il mondo. Per poi terminare illustrando la sua attività di oggi con la “Malala Fund” per le strade della Nigeria, del Kenya, di Abu Dhabi e della Giordania, dove la fondazione ha avviato progetti educativi.