Home CinemaFilm in uscitaMassimo Boldi e Christian De Sica: «L’amicizia è sacra (anche fuori dal set)»

Massimo Boldi e Christian De Sica: «L’amicizia è sacra (anche fuori dal set)»

Dopo 13 anni i due attori tornano insieme in «Amici come prima», una commedia piena di divertenti equivoci

Foto: Massimo Boldi e Christian De Sica, di nuovo insieme in «Amici come prima»

20 Dicembre 2018 | 09:55 di Barbara Mosconi

Christian De Sica interpreta Cesare Proietti, un nome tipicamente romano, che l’attore ha già indossato in cinque commedie nel corso della carriera. Massimo Boldi è Massimo Colombo, suo alter ego in tanti film del passato. Il titolo, «Amici come prima», compare sulla locandina con una grafica rossa bordata di bianco che ricalca in maniera identica le lettere di «Yuppies», uscito nel 1986 e simbolo della commedia nostrana Anni 80. Qui ci sono gli stessi protagonisti e la stessa ambientazione, Milano. Così di rimando in rimando avviene il ritorno al cinema della coppia Boldi-De Sica. Eccoli di nuovo insieme, dopo un «matrimonio» artistico durato tre decenni e un «divorzio» consumato 13 anni fa.

Eccovi qui, «Amici come prima». Ma cos’è l’amicizia per voi?
Boldi: «Secondo me è una cosa sacra. Nella vita, a parte la famiglia, è più importante avere un amico, o un’amica, che tutto il resto. E non è facile trovare un amico vero».
De Sica: «Amicizia è invecchiare insieme senza mai rimproverare l’amico degli errori che compie, ma essergli vicino senza criticare».

Come è stato ritrovarsi sul set dopo 13 anni di distacco artistico?
Boldi: «Noi abbiamo fatto parte di tante compagnie di attori, ma non è facile riuscire a legare con  qualcuno in maniera così forte, trovare un’intesa così profonda».
De Sica: «È come stare in famiglia, non ci accorgiamo neanche di essere sul set».
Boldi: «Non c’è rivalità».

Il primo ciak come è andato?
Boldi: «Come se ci fossimo lasciati la sera prima».
De Sica: «Sul set siamo tornati come quando avevamo vent’anni e suonavamo insieme: lui era la batteria e io l’ugola. Tra noi scatta qualcosa di magico. Lavorare con lui è una festa, ancora oggi io imparo da Massimo la leggerezza, il prendere questo mestiere come un gioco».

E l’ultimo ciak?
Boldi: «Quando girammo “Natale a Miami”  io chiusi il contratto con la produzione Medusa. Lui fece l’impossibile per convincermi a rimanere ma ci salutammo e sembrò per l’ultima volta. E invece eccoci di nuovo insieme».   
De Sica: «Triste, perché è finita un’altra avventura bellissima. Gli attori quando non lavorano si sentono pesci fuor d’acqua».

Dite che tra di voi c’è sempre la stessa chimica. Svelateci la formula
Boldi: «Il bello e il brutto. Il buono e il cattivo».
De Sica: «In coppia le formule sono sempre le stesse: Gianni e Pinotto, Don Chisciotte e Sancho Panza, a volte io sono il carnefice e lui la vittima, altre volte i ruoli si invertono».
Boldi: «È come il tango, serve una grande intesa».
De Sica: «Lui sembra un signorino per bene, ben educato, quale è, poi improvvisamente manda tutti a quel paese. Ma che è successo? È impazzito? No, è follia».

Come vi siete divisi i compiti nel film?
De Sica: «Io ho fatto la regia, scritto il soggetto, poi la sceneggiatura, l’ho portata a Massimo e lui ha accettato di fare il film. Ci ha messo la genialità dell’attore comico, non puoi tenerlo rinchiuso in una scatola».
Boldi: «Ci ho messo un po’ di follia, che viene fuori leggendo la sceneggiatura finita, non prima, perché sul set tutto cambia».

Cosa è cambiato sul set?
De Sica: «Lui di solito interpretava un bambino folle e ingenuo. Qui fa il padrone, ricco e viziato e anche le sue gag sono diverse».
Boldi: «Quando lui viene a salvarmi e mi porta via io suono l’inno dei Bersaglieri. Quello mi è venuto in mente al momento».

Cosa volevate ricreare e cosa non volevate rifare?
De Sica: «Volevamo evitare i soliti personaggi, io che faccio lo sciupafemmine, ormai ho un’età, e lui il bambino scemo. Qui è un uomo estremamente solo finché un amico lo salva da una situazione familiare difficile. È una commedia all’americana con degli sprazzi di farsa».
Boldi: «Questo film può essere letto sulla falsariga di “Amici miei”, a metà, qui siamo solo in due».

Temete il giudizio del pubblico?
Boldi: «Se il pubblico si aspetta di vedere un cinepattone classico, vedrà un altro film».
De Sica: «Penso che il pubblico sarà contento. Ritroverà quello che abbiamo sempre fatto, con una marcia in più. Ci sono tanti sentimenti, è una storia a tutto tondo»

Dopo questo film siete «amici più di prima»?
De Sica: «Sì, ogni film ti lega sempre di più».
Boldi: «Anche se fare altri film, raccontare una storia, diventa difficile dopo aver fatto quasi tutto».