“No time to die”, James Bond torna al cinema

007 ritorna dal 30 settembre con un film esplosivo, girato anche in Italia, che segna la fine di un’era

Daniel Craig
30 Settembre 2021 alle 08:43

Sembrano passati mille anni da quando la leggendaria Aston Martin DB5 di James Bond fece la sua comparsa tra le strade di Matera. Era l’agosto del 2019 e per qualche settimana le riprese di “No time to die”, 25° film ufficiale della popolare saga di spionaggio, trasformarono una delle più belle città italiane in un set a cielo aperto. Arrivarono in Italia anche la star Daniel Craig e Léa Seydoux, interprete dell’amata Madeleine Swann, e furono girate scene in altri luoghi splendidi come Maratea (PZ), Gravina di Puglia (BA) e Sapri (SA).

Alla fine di ottobre le riprese erano finite e tutto era pronto: “No time to die” sarebbe dovuto uscire nell’aprile del 2020. Ma come ben sappiamo, il Covid fermò il mondo. Adesso, a un anno e mezzo di distanza, il film esce davvero: il 30 settembre potremo vederlo nelle sale (a patto di avere il Green pass). Un sospiro di sollievo per un film segnato da avverse fortune, tra i continui rimandi dovuti alla pandemia, un infortunio di Craig alla caviglia in Giamaica (che ha richiesto un piccolo intervento) e un’esplosione che ha danneggiato il set londinese ferendo un membro dello staff.

Ma perché “No time to die” è un film così atteso e importante? Certamente perché darà nuova linfa ai cinema, bisognosi di titoli super-popolari con cui attirare il grande pubblico nelle sale. Ma soprattutto perché segna la fine di un’era: questa sarà l’ultima avventura di Daniel Craig nei panni di Bond. Un’era iniziata nel 2006 con “Casino Royale” e proseguita con altri tre film che hanno riportato 007 a incassi stellari, adattandolo a tempi decisamente cambiati. James Bond non è più un fanfarone sciupafemmine, ma è diventato un personaggio più terreno e tormentato, alle prese con profondi traumi tra cui la morte dell’amata Vesper Lynd, proprio in “Casino Royale”.
All’inizio di “No time to die”, in realtà, Bond sarebbe già andato “in pensione“… ma una visita dell’amico Felix lo convince a tornare al lavoro: uno scienziato è stato rapito e c’è lo zampino di un nuovo vendicativo terrorista, Lyutsifer Safin (lo interpreta Rami Malek, premio Oscar per “Bohemian rhapsody”), che mette a repentaglio la vita di milioni di persone. Nel frattempo, però, il “nome in codice” di 007 è già stato assegnato a una giovane agente, Nomi…

Si capisce già che “No time to die” continuerà a stravolgere le regole di un gioco iniziato nel lontano 1962, ma anche i fan più intransigenti potranno gioirne. Prima di tutto, per il giro del mondo che i film di Bond offrono sempre: in “No time to die”, oltre che in Italia e in Giamaica, viaggeremo sulla suggestiva Atlantic Ocean Road in Norvegia, ci ritroveremo alle isole Faroe in Danimarca e nello splendido parco dei Cairngorm in Scozia, ovviamente… passando da Londra.

Anche gli aiutanti del nostro eroe ci saranno tutti: da “Q” (Ben Whishaw), lo scienziato che fornisce a Bond gli strumenti tecnologici più folli e all’avanguardia, a Eve Moneypenny (Naomie Harris), che da “segretaria” ha ottenuto un ruolo più attivo negli ultimi film, fino a “M” (Ralph Fiennes), capo dei servizi segreti MI6. Rivedremo (dietro le sbarre) anche Christoph Waltz nel ruolo di Blofeld, lo storico arci-nemico della saga, che è stato catturato da Bond nel film precedente, “Spectre”.

Che cosa succederà dopo “No time to die”? Nulla è certo, tranne una cosa: per Craig questa è l’ultima corsa.
O almeno, è ciò che l’attore ripete da anni. E il regista Fukunaga ha assicurato che tutti i nodi narrativi verranno al pettine. Chi sarà il prossimo 007? Siamo pronti per il toto-nome.

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