Home CinemaFilm in uscita“Scary stories to tell in the dark”: storie di paura al cinema

“Scary stories to tell in the dark”: storie di paura al cinema

Guillermo Del Toro porta sullo schermo in tempo per Halloween la celebre antologia di racconti firmata da Alvin Schwartz: quattro giovani protagonisti, una casa infestata e un libro magico le cui storie prendono vita…

Foto: Stella, Ramon, Auggie e Chuck, i protagonisti di Scary Stories to Tell in the Dark, davanti alla casa infestata di Sarah Bellows  - Credit: © 2018 CBS Films Inc. and eOne Features LLC. All Rights Reserved

24 Ottobre 2019 | 11:27 di Luca Fontò

«La paura è naturale, sconfiggerla è straordinario»: parola di Guillermo del Toro, il regista messicano premiato con l’Oscar nel 2018 per "The Shape Of Water", che fra un episodio e l’altro di "Trollhunters" su Netflix – senza farsi mancare la preparazione del nuovo "Pinocchio" – torna in sala come produttore di una pellicola tutta nel suo stile, a metà fra l’horror e il romanzo di formazione. Del Toro, infatti, ha sempre visto i mostri come metafore di ciò che gli umani tengono nascosto, e sostiene che le storie spaventose siano fondamentali per la formazione della psiche dei bambini.

Il film si intitola "Scary Stories to Tell in the Dark", come la celeberrima antologia firmata da Alvin Schwartz e illustrata da Stephen Gammell, appena pubblicata in Italia da De Agostini. È diretto dal norvegese André Øvredal e uscirà nelle nostre sale il 24 ottobre – due mesi e mezzo in ritardo rispetto agli USA, dove ha già incassato circa 68 milioni di dollari.

Il trailer

Dal libro al film

Nei primi anni Ottanta, Alvin Schwartz – scrittore e giornalista – raccolse leggende da incubo, racconti popolari del terrore e storie narrate attorno ai falò per farne un libro che avrebbe incontrato un successo straordinario, al punto da richiedere la pubblicazione di due sequel. Nonostante la morte dell’autore, avvenuta nel 1992, la sua fortuna non si è interrotta: gli Anni 90 infatti hanno segnato l’apice della fama di quei racconti, vendendo milioni di copie e venendo addirittura banditi dalle biblioteche scolastiche.

«Non avevamo mai letto i libri perché penso che fossero stati vietati dalla nostra scuola» afferma Dan Hageman, che insieme al fratello Kevin è stato chiamato da Guillermo Del Toro a scrivere la sceneggiatura del film. Reduci dai successi di "Lego Movie" e di "Hotel Transylvania", il loro primo compito è stato quindi quello di recuperare i volumi di Schwartz, leggere tutte le storie e scegliere quali adattare: poi, riuniti insieme a cena, si sono confrontati con Del Toro su quali fossero le storie di maggior successo fra i giovani, e il modo di creare un’unica trama che le contenesse tutte. «Ovviamente, ci sono state molte storie che ci sono piaciute e che non abbiamo potuto mettere nel film, ma abbiamo anche aggiunto molti indizi che i fan dei libri riusciranno a scovare».

In fase di scrittura, gli Hageman hanno guardato anche ai loro film horror preferiti, da "Poltergeist" e "The Ring": ma hanno evitato sangue e splatter, seguendo un approccio psicologico più puro come insegnano i film del loro mecenate, da "Il Labirinto del Fauno" a "Crimson Peak".

Foto: Natalie Ganzhorn nei panni di Ruth, sorella maggiore di Chuck e unica ragazza popolare del gruppo - Credit: © CBS Films

Il regista

«Esistono due tipi di film horror» dice ancora Del Toro: «i primi sono quelli che spaventano l’anima, poi ci sono horror che sembrano un giro sulle montagne russe – divertenti ed emozionanti, ma che alla fine hanno uno spirito umanistico. E questo è il tipo di film che André ha realizzato, uno in cui ti diverti a essere spaventato».

André Øvredal si era fatto conoscere con la sua opera seconda, il mockumentary norvegese "Trollhunter", che aveva ricevuto buone recensioni sia da parte della critica che del pubblico. Descrive questo suo nuovo lavoro come un mix tra una storia dell’orrore e un inno alle avventure della Amblin con cui è cresciuto, tra energia, adrenalina e vibrazioni positive. Le creature raccapriccianti, gli incubi, non sono altro infatti che una trasposizione delle ansie della crescita: «ci siamo divertiti a ricreare i mostri sullo schermo, ma i mostri peggiori in questo film sono le bugie, gli inganni e le maldicenze».

Foto: Zoe Margaret Colletti e Michael Garza, rispettivamente Stella e Ramón, davanti all'iconico spaventapasseri di Scary Stories to Tell in the Dark - Credit: © 2018 CBS Films Inc. and eOne Features LLC. All Rights Reserved

Trama e personaggi

Guillermo Del Toro sapeva di volere un’atmosfera retrò per la sua nuova pellicola da produttore – ma, piuttosto che tornare agli Anni 80, ambientazione ormai abusata tra le avventure adolescenziali, è andato indietro fino al 1968: un anno segnato da omicidi, rivolte e sconvolgimenti culturali.

Mentre negli Stati Uniti imperversano e tumulti e disordini, tutto pare immobile nella cittadina di Mill Valley: sulla quale, ormai da anni, aleggia la leggenda della famiglia Bellows. Si narra che Sarah, la pecora nera della ricchissima casata, fosse un’assassina di suoi coetanei e che i genitori la tenessero segregata nei sotterranei, costringendola all’elettroshock. La ragazza scriveva storie di paura con il sangue delle sue vittime – storie che sono raccolte in un volume di cui Stella Nichols, tanto intelligente quanto solitaria, entra in possesso, scoprendo che i suoi amici Ramon, Chuck e Auggie rischiano di diventarne i protagonisti.

Esistono parallelismi tra Stella e Sarah Bellows: entrambe incarnano il tema centrale del film secondo cui «le storie possono ferire e le storie possono guarire». A interpretare il ruolo della giovane studentessa, aspirante scrittrice, è Zoe Margaret Colletti, 17 anni, già apparsa nel ruolo di Tessie nel remake del musical "Annie" del 2014. Accanto a lei Michael Garza (Ramón), Austin Zajur (Chuck) e Gabriel Rush (Auggie), volto noto del gruppo perché protagonista di due film di Wes Anderson, "Moonrise Kingdom" e "Grand Budapest Hotel". A interpretare l’’immancabile bullo della scuola, Tommy, ci pensa invece Austin Abrams, che in molti potrebbero conoscere come l'Ethan del teen-drama targato HBO "Euphoria", attualmente disponibile su Now Tv.

Foto: A prestare la voce (e poco altro) a Sarah Bellows ci pensa Kathleen Pollard, già stunt ne La Forma dell'Acqua - Credit: © 2018 CBS Films Inc. and eOne Features LLC. All Rights Reserved

La canzone di Lana Del Rey

A poche settimane dall'uscita del suo ultimo album, il sesto, dal titolo "Norman Fucking Rockwell!", la cantautrice Lana Del Rey ha pubblicato un nuovo singolo, che accompagna proprio i titoli di coda di "Scary Stories to Tell in the Dark". Si tratta della cover di "Season of the Witch", uno dei primi esempi di rock psichedelico del 1966, scritto e interpretato dallo scozzese Donovan. Il brano non è nuovo ai remake: negli anni è già stato interpretato, fra gli altri, dagli Hole e Robert Plant. La fama della canzone, poi, ha valicato i limiti della musica e ha dato il titolo anche a tre film (tra cui quello che da noi si chiama "L'ultimo dei Templari", con Nicolas Cage), quattro libri e addirittura un'etichetta discografica.