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«Snowden», cosa c’è di vero nel film di Oliver Stone?

Dall'addestramento militare al Cubo di Rubik, ecco le licenza creative che regista e sceneggiatori hanno ideato per rendere il film interessante

Joseph-Gordon Levitt in una scena del film  Credit: © Bim Distribuzione
24 Novembre 2016 alle 13:35

Al cinema dal 24 novembre «Snowden», nuovo film di Oliver Stone su una delle figure più controverse e affascinanti dell’ultimo milennio. Il consulente esperto di informatica si è reso protagonista della più grande violazione dei sistemi di sicurezza nella storia dei servizi segreti americani ed è intepretato nel film da Joseph Gordon-Levitt.

Etichettato da molti come traditore e criticato per le sue azioni contro il governo americano, Snowden è per molti un eroe, uomo coraggioso che ha portato a galla una verità scomoda, facendo scoppiare uno scandalo di portata internazionale. 


Il film ha tutti gli elementi tipici di una storia avvincente dove la cospirazione si intreccia all'amore e fa il ritratto di un uomo il cui credo e le cui iniziali convinzioni sono messe principalmente in discussione dalle persone che gli girano intorno. Impiegato prima presso la CIA e poi presso la NSA, Snowden ha copiato e condiviso con un gruppo di giornalisti una serie di informazioni molto riservate, rivelando dettagli sui sistemi e sui programmi di sicurezza americani e svelando al mondo i segreti dell’agenzia che utilizzava questi programmi per controllare e monitorare non soltanto le compagnie ritenute pericolose ma anche milioni di cittadini americani.

Nel film, Oliver Stone assume un punto di vista ben preciso e sembra condividere la visione e le scelte fatte dal protagonista. Ad affiancarlo, nelle sue decisioni, ci sono anche la findanzata Lindsay Mills, interpretata da Shailene Woodley, e un paio di amici.

Non tutto, però, corrisponde a realtà e, come spiegato anche dal regista e dagli sceneggiatori, ci sono alcune licenze creative rispetto ai fatti accaduti, dovuti soprattutto a ragioni artistiche ed etiche. Scelte che non tradiscono l’esperienza di Snowden, ma che tuttavia vale la pena segnalare per capire quanto ci sia di vero o meno in quello che ci viene raccontato.

Se non avete visto il film, vi sconsigliamo di leggere il pezzo per non rovinarvi la visione.

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