Home CinemaFilm in uscita«Un bacio» al cinema un film italiano contro il bullismo

«Un bacio» al cinema un film italiano contro il bullismo

Lo sceneggiatore prodigio Ivan Cotroneo dirige una storia dedicata ai giovanissimi

31 Marzo 2016 | 14:53 di Paolo Fiorelli

Un’esplosione di violenza là dove sembrava esserci solo amicizia. E la vita di tre ragazzi cambia per sempre. Quante volte abbiamo letto di storie di bullismo o disagio giovanile che finiscono in tragedia? «Ma non doveva andare così» dice Ivan Cotroneo. «Sarebbe bastato così poco perché non andasse così!».

E per parlare ai ragazzi di quel «così poco», Cotroneo ha scritto e diretto il film «Un bacio», e poi prima ancora che esca nelle sale (il 31 marzo) lo ha presentato nelle scuole di sei città italiane per discutere con i teenager di bullismo e fragilità, sesso e amore, voglia e paura di crescere. Risultato: l’abbraccio di centinaia di ragazzi che si sono identificati con i personaggi del film, piangendo e ridendo per le sorti di Antonio, Lorenzo e Blu, i tre giovanissimi protagonisti. Cotroneo è forse l’autore più richiesto della tv di oggi, quello che ha inventato «Tutti pazzi per amore» e «Una mamma imperfetta», «Una grande famiglia» ed «È arrivata la felicità». Ma in questo caso ha preferito il cinema: «In tv sfogo il mio amore per la serialità» spiega «ma questa storia ha un solo nucleo, che andava raccontato tutto in una volta».

Una scelta felice, a giudicare dalle reazioni dei ragazzi che ha incontrato nelle scuole: «Quello che mi ha più sorpreso è il senso di liberazione con cui molti, dopo aver visto il film, hanno parlato dei loro problemi e delle loro ansie, vincendo la vergogna». Ed è proprio questo il «poco» che serviva: «È il coraggio di scoprirsi insicuri, spaventati, diversi. E di accettare le differenze negli altri, specie quando riguardano la sessualità».

Eccoci, infatti, al cuore bruciante del film. Lorenzo, il protagonista, è omosessuale e per questa ragione è preso di mira tanto da meritarsi su Facebook una pagina intitolata «Io odio Lorenzo», dove tutti lo possono insultare. Invece per Blu, accusata di «frequentare i ragazzi più grandi», basta la classica scritta con cui si insultano vigliaccamente le donne, fatta con la vernice spray sui muri della scuola. Antonio infine è quello che i compagni chiamo «lo scemo», quello dche finché gioca a basket e fa canestro va bene, basta che tenga la bocca chiusa. In maniera quasi inevitabile, i tre emarginati finiscono per solidarizzare. Ma (e qui sta uno degli spunti più originali del film) questo non sarà sufficiente, perché anche tra di loro la paura del «diverso» ha portato i suoi malefici frutti...  

Il film prende spunto da un fatto di cronaca, «ma il bullismo è un problema quotidiano» spiega Cotroneo. «L’ho capito quando quasi tutti i ragazzi mi hanno raccontato di conoscere situazioni simili. Situazioni che li fanno soffrire, anche se non finiscono in tragedia». È il motivo per cui Mika ha voluto contribuire al film con la canzone «Hurts» e un videoclip girato insieme ai protagonisti: «È stato gentile ed esigente. Prima ha voluto vedere il film. L’ha trovato sincero e ha deciso di metterci la faccia. E la voce...».

Il film contiene poi un vero marchio di fabbrica di Cotroneo, le sequenze tenere e fantastiche in cui Lorenzo cerca di sfuggire al dolore rifugiandosi nei sogni. «Sì, è vero, succede qualcosa di simile anche nelle mie fiction, quando all’improvviso tutti si mettono a ballare e cantare. Non è un caso: per me la fantasia può davvero salvare le persone dalla sofferenza. Lo so per certo, perché ha salvato anche me».

Personaggi e interpreti del film