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Venezia 72: Capuano e il sogno infranto di “Bagnoli Jungle”

Standing ovation per il film del regista napoletano alla chiusura della Settimana della Critica

Foto: Antonio Capuano  - Credit: © Olycom

12 Settembre 2015 | 19:03 di Daniele Ceccherini

Ha chiuso, come evento fuori concorso, la Settimana della Critica della 72esima Mostra del Cinema di Venezia, il regista Antonio Capuano con il suo Bagnoli Jungle, storia di un sogno infranto, di un riscatto mancato di un intero quartiere di Napoli (che ha più abitanti di Firenze) all'indomani della chiusura dell'acciaieria che per più di un secolo gli aveva dato lavoro e speranza.

Come di consueto per il regista napoletano, il film mischia attori professionisti e presi dalla strada, gli abitanti dello stesso quartiere che con ?molta generosità? dice il regista, si sono prestati, dimostrando ancora una volta ?che i napoletani sono tutti un po' attori?.

Tra i ?professionisti? del cast ci sono infatti l'attore di scuola eduardiana Antonio Casagrande, Luigi Attrice e il giovane Marco Grieco, già protagonista con Valeria Golino nel 2005, di un altro film di Capuano, La guerra di Mario.

Il film, che si chiude con le immagini del corteo del 1 maggio è stato accolto bene dalla critica e meglio dal pubblico in sala che gli ha riservato una standing ovation e molti applausi.

Bagnoli Jungle, che arriva a quattro anni di distanza dall'ultima film di Capuano, L'amore buio, racconta in tre ?capitoli?, le storie di un ladruncolo di 50 anni Giggino (Luigi Attrice), di un pensionato dell'acciaieria Italsider fanatico di Maradona (come tutti i napoletani della sua generazione) Antonio (Antonio Casagrande) e di un giovane garzone di salumeria, Marco (Marco Grieco).

Tre generazioni, ?perdute nella giungla sorta intorno all'ex gloriosa fabbrica?, spiega il regista, che raccontano le trasformazioni del quartiere, un tempo operaio e oggi sospeso in un limbo, ?un'immensa area svuotata a ridosso del mare, che dopo più di 20 anni e tanti proclami politici, è rimasta una steppa inquinata, desolante e vuota?.

Bagnoli Jungle segna il ritorno del regista alla Settimana Internazionale della Critica, dove nel 1991, vinse con la sua opera prima Vito e gli altri.