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«Forever Young»: l’intervista a Teo Teocoli

Nel film di Brizzi l'attore interpreta un avvocato «fissato» con la forma fisica. Ma nella realtà preferisce la palestra...

Foto: Teo Teocoli con Stefano Fresi (sulla Vespa) nel film

10 Marzo 2016 | 16:09 di Paolo Fiorelli

«Dentro a ogni anziano c'è un giovane che si chiede cosa diavolo sia successo». La frase dello scrittore Terry Pratchett apre il nuovo film di Brizzi e vale un po' anche per Teo Teocoli, che in «Forever young» interpreta un avvocato 70enne con il pallino della corsa. «Sia chiaro, non ho la pretesa di fare il ragazzino come i personaggi del film. Però sono abbonato alla palestra e mi piace tenermi in forma. Sì, mi piace quando a teatro sento le ?sciure? bisbigliare «Guarda là il Teo, l'è ancora un bel fusto!?».

Teocoli, finalmente torna al cinema.
«Merito di Brizzi, che un giorno è venuto a trovarmi a casa per propormi un personaggio scritto proprio per me. Io gli ho detto ?lascia perdere che non c'ho più memoria, scorderò le battute e ti farò fare 100 ciak? ma lui ha risposto «a questo ci penso io?. Infatti ha accorciato tutti i miei monologhi ed ora eccomi qua...».

In effetti il personaggio le cala a pennello.
«Sì, anche perché è sempre controllato dai parenti. Lui ha un genero con la metà dei suoi anni e il doppio dei suoi chili che lo tallona in vespa per paura che si prenda un infarto. Io, al contrario, tre figlie che appena metto su un chilo mi dicono «papà, cos'è quella pancetta??. E una moglie salutista che mi spedisce in palestra».

Si sente ancora giovane?
«Adesso non esageriamo. Da ragazzo se qualcuno mi parlava di un 71enne dicevo ?Come, non è ancora morto??. Per fortuna i tempi cambiano e oggi anche alla mia età si può essere in forma. Per me è anche un investimento artistico: il pubblico adora vedere un anziano atletico, è una cosa che rassicura. Vedesse in teatro quando accenno qualche passo di danza. Autonomia 2 minuti, ma sono abbastanza per far sospirare tutte le sciure...».

Cosa non farebbe mai pur di restare giovane?
«Rinunciare alla pasta. E i lifting. Le mie rughe sono così belle...».

Conosce molti maniaci della giovinezza?
«Guardi, ai miei tempi la forma non sapevamo neppure cos'era, eravamo tutti artisti che andavano a letto brilli alle tre di notte. Prenda Cipollino (Massimo Boldi ndr.), a lui non basterebbero 20 anni di allenamento... L'unico era Guido Nicheli, che mi costringeva a fare bicicletta dicendo cose tipo ?Animale, per cuccare la tipa devi stare in pole position!?. Ma questa cosa della forma fisica è venuta fuori dopo. Mi viene in mente Linus, che mi ha trascinato due volte a New York a fare la maratona con tutti i suoi amici. Io sono andato, ho scherzato con i fan, ho preso la ?pettorina?, ma col cavolo che ho fatto tutta la corsa. Questo però è meglio che non glielo dice».

Eppure ha imitato tanti sportivi, da Ronaldinho a Balotelli...
«Mi vanto di aver inventato un genere, la comicità sportiva. Quando facevo Peppino Prisco o la Vinciguerra, la gente non sapeva neppure chi fossero. Ora è diventata una moda. Ho fatto così tanta tv che ho dovuto trascurare il cinema. Per questo sono contento di tornarci».

Davvero è tutta colpa della tv?
«Avevo anche un altro problema: ero troppo bello per fare la macchietta. E poi ero troppo ambizioso. Allora si prendeva il personaggio del cabaret e lo si portava al cinema, come ha fatto Abatantuono con il suo ?terrunciello?. Io invece no, volevo diventare il nuovo Tognazzi! E son rimasto al palo».

Ma con Brizzi ripartirà.
«Ho esagerato pure con lui. Gli ho proposto un finale drammatico, con il mio personaggio che moriva sul ponte di Verrazzano durante la maratona di New York. Oh, ci crede? L'idea non gli è piaciuta».