Home CinemaGuglielmo Scilla da YouTube al cinema, l’intervista: «Non abbandonerò mai il web»

Guglielmo Scilla da YouTube al cinema, l’intervista: «Non abbandonerò mai il web»

Nella commedia «10 regole per fare innamorare» il giovane attore debutta come protagonista: «Quando pubblicai il mio primo video non mi aspettavo tutto questo successo. Ma sapevo di essere nato per scrivere e recitare»...

Foto: Guglielmo Scilla

15 Marzo 2012 | 20:02 di Antonio Mustara

A Hollywood su Guglielmo Scilla, il 24enne protagonista della commedia «10 regole per fare innamorare», avrebbero già fatto un film. La sua, infatti, è una storia da sogno americano: rifiutato tre volte dal Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma, il 30 dicembre 2008 Guglielmo si chiude nella sua stanza, registra un video in cui recita quattro ruoli diversi e lo pubblica su YouTube firmandolo con il nickname Willwoosh.

In poco tempo il passaparola positivo fa diventare il suo canale, GuTube, il più visto in Italia: oggi conta 240 mila iscritti per un totale di quasi 48 milioni di visualizzazioni di quelli che lui definisce «video sciocchi» che fanno «vergognare chi mi sta attorno di essermi parente o amico» e nei quali spesso si traveste da donna.

Nel frattempo, Guglielmo scrive e interpreta con altri youtuber la serie «Freaks!», premiata al Telefilm Festival 2011, e viene reclutato da Linus per uno show serale su Radio Deejay, «A tu per Gu», e uno su Deejay Tv, «30 gradi di separazione», in cui intervista i grandi personaggi che hanno fatto la storia del newtwork, compresi Fiorello, Jovanotti e Gerry Scotti.

E ora, dopo un ruolo in «Matrimonio a Parigi» accanto a Massimo Boldi, si presenta al botteghino cinematografico con il suo primo film da protagonista, «10 regole per fare innamorare», scritto e diretto da Cristiano Bortone. La sceneggiatura è firmata anche da Fausto Brizzi, padre della nuova commedia all’italiana («Notte prima degli esami», «Com’è bello far l’amore»), mentre Guglielmo è l’autore dell’omonimo libro (scritto con l’amica Alessia Pelonzi e pubblicato da Kowalski), che è già un bestseller.

Guglielmo, quando hai pubblicato quel primo video ti aspettavi tutto questo?
«Ma no, e neanche lo speravo. Volevo solo scrivere e recitare, e YouTube mi dava la possibilità di fare contemporaneamente entrambe le cose. Avevo capito che se non ero entrato al Centro Sperimentale era perché non ero bravo abbastanza. Però dovevo comunque iniziare a realizzare qualcosa. Volevo fare una torta ma non c’era nessuno che mi insegnasse come fare, allora ho cominciato a infornare per vedere che cosa veniva fuori».

Come hai ottenuto la parte di Marco in «10 regole per fare innamorare»?
«L’estate scorsa ero pronto ad andarmene a Catania per un mese di vacanza quando è arrivata la proposta di Cristiano. Ricordo che al provino ho sbagliato due scene su tre. Ma evidentemente serviva un ragazzo timido, impacciato, un po’ cretino ma non completamente stupido, e mi hanno preso».

E il libro com’è nato?
«Non è un adattamento della trama, è un trattato ironico sull’amore che prende alcune regole del film e ne aggiunge altre, più vicine al mondo dei giovani. Io e Alessia, l’amica con cui l’ho scritto, non siamo guru dell’amore, anzi. Il fatto che abbiamo trovato il tempo per scriverlo significa che nessuno di noi due aveva relazioni sentimentali in corso».

Perché tu e Alessia avete dedicato il libro all’inventore della Coca Cola Zero?
«Perché è un genio, ha risolto tanti problemi. Ci tengo però a dire che sono contrario al product placement. Nei miei video faccio vedere quello che voglio, non accetterei mai di farlo in cambio di denaro».

Hai pensato a come i tuoi fan di YouTube giudicheranno il tuo primo film da protagonista?
«Sul set pensavo sempre: “Ma a chi gliene fregherà qualcosa di vedere un film tutto su di me?”. Adesso, però, sono sereno e pronto ad accettare, come sempre, tutti i commenti, anche quelli negativi».

Per uno abituato a essere l’autore e il regista di se stesso non dev’essere stato facile lavorare sul set di una grande produzione come «10 regole per fare innamorare».
«Per la prima volta mi sono dovuto fidare delle capacità di un altro, e ho imparato tante cose. In questa fase cerco di meritarmi quello che mi sono conquistato. Non capisco quelli che ottengono una cosa e poi si rilassano, è proprio quando l’hai ottenuta che devi essere terrorizzato. Odio quando le persone hanno un’opportunità e sbracano».

A te è mai successo?
«Sì, cinque mesi fa, quando mi sono ritrovato a fare video carini, ben confezionati, ma che non mi convincevano fino in fondo. E i commenti confermavano questa mia sensazione. Il video “Chiacchiere”, per esempio, aveva ricevuto 6.000 mi piace, 1.000 non mi piace. Un campanello d’allarme che un altro magari avrebbe ignorato dicendo “Il pubblico non mi ha capito”. La verità è che se il pubblico non ti capisce la colpa è solo tua. A quel punto mi sono fermato, ho analizzato, e dal video successivo in poi i “non mi piace” sono stati pochissimi».

Nel programma di interviste per Deejay Tv ti abbiamo visto per la prima volta un po’ intimidito.
«Mi sono trovato in una situazione surreale, non potevo credere di essere lì, davanti a quei grandi personaggi. Certo, avrei potuto fingere ma non sopporto quelli che in tv fanno gli amiconi. Non li conoscevo, non avrebbe avuto senso andare lì spavaldo fingendo di essere fico. In tv tutti si danno sempre del tu anche se è la prima volta che si incontrano».

Ti senti pronto per un film diretto e interpretato da te?
«Ammetto che tra i miei progetti nel cassetto c’è un film tutto mio, ma per ora non se ne parla neanche, sarebbe come farla fuori dal vaso. A certi traguardi bisogna arrivare senza forzature. Non sarei capace di dirigere un intero film, anche se è vero che sono già il regista dei miei video. Si vedrà, magari farò un corto. Di certo avrò sempre il web, che rimane la cosa che mi appassiona di più, l’unica che non abbandonerò mai e dalla quale non sarò abbandonato. Quando qui in radio mi scaricheranno, quando il cinema si scorderà di me, ci sarà sempre il web per fare una cosa che mi appartiene al cento per cento e che nessuno mi può togliere».

In questo periodo passi molto tempo a Milano ma a Roma vivi ancora con la tua famiglia. Come mai?
«Sono felice di vivere con mia mamma e i miei fratelli e di poter passare i soldi in casa. Mamma è divorziata da 14 anni, sarebbe una follia pagare un altro affitto. Stare con loro mi aiuta a restare con i piedi per terra e a farmi capire che quello che mi sta succedendo non è la felicità, non è la vita. Io a casa ho tutto, il resto è solo un dono che ti permette di essere più felice perche ti fa fare quello che ti piace. La pianta può avere i fiori belli quanto vuoi ma se non ha l’acqua non cresce. Gli affetti sono la vera incertezza della vita, che quando diventa una certezza è la più potente di tutte».

Tra radio, cinema e tv come trovi il tempo per girare nuovi video?
«Fino a poco tempo fa mi sembrava di non avere più tempo, ma adesso ho trovato il modo per incastrare i video nelle mie giornate. Ora che in teoria potrei abbandonare YouTube perché lavoro in radio, in tv e al cinema, sento maggiormente l’esigenza di esserci».

Qual è l’effetto negativo della notorietà che più ti disturba?
«L’essere frainteso. Io parlo tanto perché voglio chiarire qualsiasi cosa. E’ molto meglio essere odiato per quello che sei davvero, che essere odiato per quello che non sei. Odio quelli che si trasformano per piacere agli altri. Io che faccio della normalità il mio pregio vedo la notorietà come uno strumento che mi consente di continuare a fare quello che mi piace. Chi cerca la notorietà per la notorietà proprio non lo capisco. Come i concorrenti dei reality che invece di rimanere se stessi interpretano il ruolo del concorrente di reality. Io non parteciperei, ma solo per la paura di non essere capito».

Facciamo finta che l’anno prossimo Guglielmo Scilla vinca l’Oscar. Chi sarebbe la prima persona che ringrazierebbe?
«Tra le lacrime penserei subito a mia madre Silvana. Non ancora sposata, è rimasta incinta a 22 anni. Si è trovata di fronte a una scelta importante per qualsiasi ragazza della sua età e ha deciso di tenermi. La ringrazierei per avermi permesso di vivere tutto questo».