La giornata di Venezia, tra Alessandro Gassmann e Brian De Palma

L'attore e regista romano affronta il dramma dei profughi, l'americano è premiato alla carriera. E tra i film in concorso...

Foto: Alessandro Gassmann

09 Settembre 2015 | 08:00 di Paolo Fiorelli

È il film più attuale di tutto il festival. Perché «Torn - Strappati», diretto da Alessandro Gassmann e in programma oggi alla Mostra, parla dell'argomento che sta monopolizzando tutti i media: il dramma dei profughi siriani. E lo fa offrendoci un punto di vista nuovo, insolito. Infatti Gassmann è andato a visitare i campi dei rifugiati e ha incontrato soprattutto (ma non solo) i suoi colleghi: gli artisti. «Come si fa a mantenere vive le proprie idee se si viene privati della casa, della nazione, di tutto?» è la domanda che ricorre angosciosa. «Sono andato alla ricerca di artisti, musicisti, attori, registi, pittori, poeti, che mi hanno raccontato quel che succede e il loro strazio» dice Gassmann. «Sono loro che mantengono vivo il legame con la tradizione e la cultura di un popolo che oggi rischia di finire polverizzato. Il tema dei rifugiati è spesso usato in modo strumentale: bisogna essere accoglienti, dimostrare umanità, non certo essere spaventati da persone che hanno perso tutto, casa e lavoro, e non per loro volontà».

Altro protagonista della giornata odierna sarà Brian De Palma, il regista di classici come «Carrie», «Scarface» o «Gli intoccabili». A lui è dedicato un film fuori concorso che ne ripercorre la lunga carriera e si intitola (indovinate un po'?) semplicemente «De Palma». E non basta: il regista americano sarà celebrato sul palco e riceverà il premio «Glory to the filmaker». 

E il concorso per il Leone d'oro? Procede con due titoli interessanti. In «Heart of a dog» l'artista e musicista Laurie Anderson riflette sulla perdita delle persone che amiamo, come la madre e il marito (la rockstar Lou Reed) e non solo: infatti il rimpianto è rivolto anche al suo cane Lolabelle.

In «11 minuti» il polacco Jerzy Skolimowski intreccia le vicende di molti personaggi, le cui vite raggiungeranno tutte una svolta nel brevissimo periodo indicato dal titolo, perché «Camminiamo sull'orlo dell'abisso e dietro ogni angolo è in agguato l'imprevisto, l'inimmaginabile. Non possiamo dare niente per certo: né fra un giorno, né fra un'ora, e nemmeno fra un minuto!».