Home CinemaMarco Mengoni ed Elisa, i doppiatori di “Il Re Leone”

Marco Mengoni ed Elisa, i doppiatori di “Il Re Leone”

I due cantanti doppiano Simba e Nala nel nuovo adattamento in live action del cartone animato Disney, in arrivo il 21 agosto al cinema

Foto: Marco Mengoni ed Elisa

26 Luglio 2019 | 15:07 di Valentino Maimone

Non sarà un semplice remake di un classico Disney. Quella che arriverà in sala dal 21 agosto sarà infatti una versione di “Il Re Leone” da restare a bocca aperta. Completamente nuova: dalle incredibili immagini, che uniscono le tecniche del cinema “live action” a una sbalorditiva riproduzione della realtà tramite computer, fino al cast dei doppiatori.

A dare la voce a Simba, futuro sovrano delle “Terre del Branco”, è Marco Mengoni: dopo un tour sold out in Italia e in Europa, ha appena partecipato a Los Angeles alla première mondiale di “The Lion King” con il cast americano e il regista Jon Favreau. La voce di Nala, la leonessa al fianco di Simba fin da cucciola, è quella di Elisa, che ha da poco lavorato alla versione italiana di un altro film Disney, il “Dumbo” di Tim Burton.

Sorrisi ha incontrato entrambi a margine della presentazione romana del film: lui, in un elegante doppiopetto color tabacco e scarpe bicolori; lei in un abito dai toni estivi, raffinato come la voce che ha consentito al suo ultimo album “Diari aperti” di ottenere il Disco di platino.

Come avete reagito quando vi è stato proposto di prestare la voce a un personaggio di “Il Re Leone”?
Marco: «Mi sono detto: “Non sarò mai in grado di farlo!”. Poi però, siccome le sfide mi piacciono, ho pensato che fosse giusto provarci. Ho già doppiato una volta un film di animazione (“Lorax - Il guardiano della foresta”, ndr), ma entrare a far parte della famiglia Disney è un sogno: l’idea che in questa versione di “Il Re Leone” ci sarà sempre e soltanto la mia voce, mi rende profondamente orgoglioso».
Elisa: «Io invece non mi sono spaventata. Perché in queste situazioni di solito non penso tanto a me stessa, quanto agli altri. Mi sono venuti in mente i miei figli, i futuri nipoti, i pronipoti, un giorno qualcuno potrà dire: “Sai che la mia bisnonna è Nala?”. Top!».

Qual è l’aspetto più difficile del doppiaggio?
Marco: «Riuscire a rendere credibile quello che dici. Quando canto posso, per esempio, dare l’impressione di un urlo straziante toccando le note più alte. Ma nel doppiaggio devi tenere conto di tante piccole cose. Così può capitare di sentirsi dire: “Questa frase devi pronunciarla immaginando di parlare a una persona che si sta allontanando”. E non è affatto facile».

Quanto vi ha aiutato questa esperienza per il vostro lavoro nella musica?
Marco: «Sono due campi molto diversi. Quando canti sei te stesso, dunque sei molto più libero; nel doppiaggio interpreti un ruolo e dovrai sempre assomigliare il più possibile a qualcun altro. La musica è molto più istintiva, puoi quello che vuoi; nel doppiaggio devi attenerti a regole precise per esprimere certe situazioni».
Elisa: «In realtà a me è successo un po’ il contrario: tecnicamente ho trovato molte somiglianze e tutto lo studio che negli ultimi sei anni ho portato avanti sul canto mi ha aiutato tanto. Forse se avessi affrontato il doppiaggio prima di aver appreso queste tecniche non avrei avuto gli stessi risultati».

C’è una frase del film che vi ha fatto penare perché proprio non vi veniva?
Marco: «“Io sono Simba, figlio di Mufasa!”. Forse perché è stata registrata intorno a mezzanotte, quando eravamo tutti molto stanchi dopo una giornata intera di lavoro. L’ho ripetuta mille volte, ma alla fine è stata scelta una delle prime versioni. E pensare che altre scene più complicate mi sono venute al primo colpo... Per aiutarmi ho tenuto come riferimento il mitico Luca Ward (che ha prestato la voce a Mufasa, ndr) e il suo celebre: “Mi chiamo Massimo Decimo Meridio…” de “Il gladiatore”».
Elisa: «Non una in particolare, ma tutte quelle che erano legate a momenti di tenerezza, abbandono, sorpresa. Questo genere di emozioni sono quelle in cui mi devo lasciar andare. Per me è stato ostico, ma nello stesso tempo bello perché le cose difficili ti insegnano a conoscere fragilità di te che ignoravi».

Avete lavorato insieme in sala di registrazione?
Marco: «No, e la cosa più strana è che ho doppiato il mio personaggio dialogando con… Beyoncé (la voce di Nala nella versione originale, ndr) che parlava ovviamente in inglese».
Elisa: «Anch’io ho dovuto dialogare con Donald Glover (l’attore americano che ha prestato la voce a Simba, ndr). Per non sbagliare ho scelto di concentrarmi solo sulla battuta che dovevo pronunciare: in certi casi abbiamo addirittura azzerato la voce di Glover, era la mia coach Fiamma Izzo a fare la sua parte recitando le battute a cui dovevo rispondere».

Quale vostra canzone vedreste meglio come colonna sonora di un film Disney?
Marco: «Di sicuro “Guerriero”: è la più “Disney” che abbia mai scritto, la dimostrazione di come anch’io, da bambino, volessi un eroe sempre vicino a me».
Elisa: «“Dancing”, che considero tra le più belle che abbia scritto. È romantica, ma soprattutto contiene una frase che mi piace molto: “Questa musica è l’unica ragione per cui so che il tempo esiste ancora”. Perfetta per Disney, no?».