Home Cinema“Martin Eden” è il secondo film italiano in gara a Venezia 76

“Martin Eden” è il secondo film italiano in gara a Venezia 76

Al festival è anche il giorno del Leone d'oro a Julie Andrews e di "The King", fuori concorso

Foto: Luca Marinelli in "Martin Eden"

02 Settembre 2019 | 18:43 di Paolo Fiorelli

Il secondo film italiano in concorso per il Leone d'oro è "Martin Eden", ovvero un classico della letteratura americana... girato a Napoli. L'idea può sembrare bizzarra, ma secondo il regista Pietro Marcello è perfettamente logica: «Il romanzo “Martin Eden” racconta la nostra storia, la storia di chi si è formato non nella famiglia o nella scuola, ma attraverso la cultura incontrata lungo la strada. È il romanzo degli autodidatti, di chi ha creduto nella cultura come strumento di emancipazione e ne è stato, in parte, deluso. Ma è anche un libro in grado di rivelare la capacità di Jack London di vedere come in uno specchio le fosche tinte del futuro. Per questo “Martin Eden” è un romanzo di grande attualità, e per questo abbiamo immaginato il nostro Martin attraversare il Novecento per muoversi non più nella California del romanzo, ma in una Napoli che potrebbe essere una qualsiasi città portuale d’Italia». Ritroviamo quindi il protagonista sotto al Vesuvio con il volto di Luca Marinelli. Dopo aver salvato da un pestaggio il giovane rampollo di una ricca famiglia borghese, il marinaio Martin viene ricevuto in casa sua e qui conosce Elena, colta e raffinata, e se ne innamora al primo sguardo. La giovane donna sarà per lui la passione, ma anche il simbolo dello status sociale cui Martin aspira a elevarsi. A costo di enormi sacrifici, Martin insegue il sogno di diventare scrittore e si avvicina ai circoli socialisti, entrando per questo in conflitto con Elena e con il suo mondo borghese...

L'altro evento della giornata non è un film, ma l'assegnazione di un Leone d'oro a... Mary Poppins! Perché è inutile negarlo: nonostante una carriera variegata e ricca di successi, per gli spettatori Julie Andrews resterà sempre la magica tata che conquistò il mondo con il classico film Disney del 1964. Oggi l'83enne attrice britannica, gia insignita di un Oscar, due Emmy, tre Grammy e cinque Golden Globe, nonché del titolo di “Dama”, riceve uno dei pochi premi che ancora le mancavano: il Leone d'oro alla carriera. Affermatasi sulle scene del music hall londinese quando era ancora bambina (a 12 anni la chiamavano “la più piccola Primadonna d'Inghilterra”) e poi a Broadway, la Andrews è stata anche una ottima cantante (ha inciso 37 dischi) prima che un'operazione sfortunata, nel 1997, danneggiasse la sua voce meravigliosa. La si può sentire cantare però nei suoi due grandi successi hollywoodiani, “Mary Poppins” e “Tutti insieme appassionatamente”. In entrambi, curiosamente, interpretava una governante-baby sitter dall'apparenza conservatrice e rassicurante ma, sotto sotto, rivoluzionaria. Poi arriverà l'incontro con il marito Blake Edwards, maestro della commedia, con il quale diede vita a un sodalizio artistico tra i più profondi e duraturi "che ricordiamo come uno stupendo esempio di fedeltà umana e professionale a un affascinate progetto estetico capace di prevalere sull’esito commerciale dei singoli film” scrive Alberto Barbera nella motivazione del premio. Sono i tempi di “10”, “S.O.B.” e “Victor Victoria”.
Con vero aplomb britannico, nell'accettare il premio Julie Andrews ha dichiarato: «Sono molto onorata di essere stata scelta per il Leone d’oro alla carriera e di arrivare in questa meravigliosa città per un’occasione così speciale. La Mostra del Cinema di Venezia è da lungo tempo considerata uno dei più stimati festival internazionali. Ringrazio la Biennale per questo riconoscimento del mio lavoro».

Fuori concorso passa anche "The King", tratto dall'Enrico V di Shakespeare, rivisto però in maniera originale da da David Michôd, che firma anche la regia, e Joel Edgerton: Timothée Chalamet interpreta Hal, principe ribelle e riluttante erede al trono inglese, che ha voltato le spalle alla vita di corte e vive tra il popolo. Ma quando diventerà Re dovrà cambiare profondamente e assumere le responsabilità di un sovrano: ci sono da affrontare gli intrighi di palazzo, il caos e la guerra che suo padre gli ha lasciato in eredità. E anche il rapporto con il suo amico e mentore, il cavaliere decaduto e ubriacone John Falstaff (Joel Edgerton), dovrà cambiare per sempre. Il film è prodotto da Netflix e ha come co-protagonisti Sean Harris, Ben Mendelsohn, Robert Pattinson e Lily-Rose Depp.