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Oscar 2018, le migliori canzoni in nomination

I cinque brani originali che quest'anno si contendono una statuetta, dalle colonne sonore di: «Coco», «Chiamami col tuo nome», «The Greatest Showman», «Mudbound» e «Marshall»

Foto: Coco  - Credit: © Disney Pixar

13 Febbraio 2018 | 17:02 di Luca Fontò

Gli Oscar sono premi talmente movimentati che anche una categoria apparentemente innocua come la migliore canzone originale si porta dietro una sfilza di controversie e polemiche. La categoria per eccellenza di «Pinocchio» e «Mary Poppins»; che ha premiato «Over the rainbow», «Moon river» e «Que sera, sera»; che ha fatto di «White Christmas» e di «Baby, it’s cold outside» due grandi classici del Natale.

Per gli Academy Awards 2018 sono candidate «Remember me» dal film Disney «Coco», «This is me» nella colonna sonora del musical «The Greatest Showman», «Stand Up for Something» di «Marshall», «Mighty River» («Mudbound») e «Mistery of Love» per «Chiamami col tuo nome» di Luca Guadagnino.

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La categoria negli anni

Dal 1934, quando fu istituita, (e fino al 1941) l’unica regola per essere ammessi era che la canzone comparisse all’interno del film. Nel ’41, con la vittoria di «The last time I saw Paris», i membri dell’Academy furono costretti a mettere mano al regolamento. Jerome Kern, autore della musica, si disse sconvolto dalla vittoria perché, diceva, l'aveva scritta molto prima che si girasse il film, dopo l’occupazione tedesca di Parigi. Era stata incisa da Kate Smith e aveva addirittura raggiunto l’ottava posizione della classifica. E allora oggi, proprio grazie a Kern, soltanto le canzoni scritte apposta per una pellicola possono ambire a una nomination. Remake, cover o remix sono escluse: e «Gangsta’s paradise» di Coolio, dal film «Pensieri pericolosi», fu tagliata fuori dall’edizione del 1995.

La tradizione delle performance dei brani candidati durante la serata di premiazione nacque qualche tempo dopo, nel 1946. Durante la cerimonia del 2016 delle cinque in lizza furono cantate solo tre canzoni. Anohni, autrice e performer di «Manta ray» boicottò la cerimonia, accusando l’Academy di transfobia. Ma il caso più discusso fu del 2014. Poco dopo l’annuncio dei candidati, l’Academy ritirò la nomination del compositore Bruce Broughton per il brano «Alone yet not alone» dal film omonimo. A quanto pare, Broughton, ex membro tra i votanti, aveva scritto via mail a ogni vecchio collega per informare dell’eleggibilità della sua canzone. Fu squalificato per «vantaggio ingiusto», ma c’era poca battaglia: vinse «Let it go» da «Frozen».

Dopo i casi di «Dreamgirls» e «Come d’incanto», infine, dal 2008 non è più possibile che un film abbia tre canzoni in corsa per questa statuetta: l’Academy trovò ridicolo che entrambi i titoli ne uscirono sconfitti. Il numero massimo è sceso a due, com’è stato lo scorso anno per «La La Land».