Home CinemaNatalie Portman: «Ora sono una popstar»

Natalie Portman: «Ora sono una popstar»

La diva israeliana racconta «Vox Lux», in concorso a Venezia 75, dove interpreta una popstar dai mille travestimenti, a metà strada tra Madonna e David Bowie

Foto: Natalie Portman sul red carpet a Venezia

05 Settembre 2018 | 08:19 di Paolo Fiorelli

«Per fortuna mio marito Benjamin è un coreografo, o non so come avrei fatto per le scene dei concerti... Abbiamo cominciato a provare in salotto tre mesi prima di girare il film».
Natalie Portman racconta così la sua trasformazione in «Vox Lux», dove interpreta una popstar dai mille travestimenti, a metà strada tra Madonna e David Bowie. «Ma non mi sono ispirata a loro in particolare. E neppure a Sia, la cantante  australiana che ha scritto le canzoni per il film, anche se sono una sua fan perché è un'artista di grande talento e sono felice di averla incontrata. Ma il regista voleva fare soprattutto il ritratto di un'epoca, di un mondo».

E in effetti il film racconta con realismo l'ascesa di una moderna cantante pop, descrivendo con puntiglio i meccanismi dell'industria discografica e dello «showbiz». Ma la partenza è shock: all'inizio della carriera di Celeste, la protagonista, c'è infatti un massacro in una scuola di provincia, a cui sopravvive per miracolo. E come spesso succede nel pazzo mondo dei media, un tipo di popolarità si trasforma in un'altra: da eroina-sopravvissuta a rockstar, grazie anche alla regia nascosta di un «guru» della discografia, impersonato da Jude Law.

Fino a che il cerchio si chiude e nuovi pazzi assassini si ispirano al look di Celeste per compiere un nuovo massacro. E qui il dilemma: tornare o no a esibirsi sul palco? «Comunque la pensi il pubblico, io non considero Celeste una cattiva persona, un mostro, ma più una travolta dagli eventi. Questo continuo mix tra vita personale e show-business può corrompere. E anche il fatto di essere sempre in giro per il mondo in tour... Per noi attori è diverso, siamo più protetti».
In quanto alle scene sui massacri dice l'attrice: «Mi interessa capire come la violenza e la paura cambiano il comportamento delle persone. Io vengo da Israele, dove viviamo questa situazione, ma anche negli Stati Uniti a volte c'è un'atmosfera quasi da guerra civile. E il film parla di questo».