Home CinemaNews e anteprime“Amici miei” 40 anni dopo in piazza a Firenze

“Amici miei” 40 anni dopo in piazza a Firenze

Per il quarantesimo anniversario, proiettato sulla facciata di Santo Spirito il film di Mario Monicelli

Foto: Ugo Tognazzi, Philippe Noiret, Duilio del Prete e Adolfo Celi in una scena del film  - Credit: © Cinevox

31 Luglio 2015 | 18:56 di Lorenzo Di Palma

Il prossimo 10 agosto compirà 40 anni Amici Miei, film di Mario Monicelli di grandissimo successo e in seguito diventato un vero ?culto?, ma a Firenze hanno voluto anticipare la festa proiettando, ieri sera, in occasione del centenario dalla nascita del regista, il film sulla facciata di Santo Spirito. 

D'altronde Amici Miei è il film più ?fiorentino? di Monicelli, legato a doppio filo con la città toscana dove hanno luogo la maggior parte delle ?zingarate? del Mascetti, il Perozzi, il Necchi, il Melandri e il Sassaroli.

I fiorentini, infatti, hanno risposto in massa, compreso il vicesindaco Cristina Giachi e il presidente del Quartiere Maurizio Sguanci, che hanno addirittura riproposto una delle battute più gettonate del film quella della "supercazzola" di Tognazzi. Ospite della serata è stata Athina Cenci che, proprio con Monicelli ha vinto un David di Donatello per Speriamo che sia femmina.

La serata è iniziata con la proiezione del cortometraggio L'ultima zingarata, ideato e prodotto da Francesco Conforti per la regia di Federico Micali e Yuri Parrettini.

Amici Miei racconta le avventure di quattro inseparabili amici d'infanzia fiorentini - Ugo Tognazzi ovvero il conte Mascetti; Philippe Noiret nei panni del giornalista Giorgio Perozzi, Duilio del Prete come Guido Necchi, Adolfo Celi che interpretava Alfeo Sassaroli e Gastone Moschin, alias Rambaldo Melandri - che affrontano la mezza età a colpi di scherzi, a volte crudeli, a danno di chiunque capiti loro a tiro. 

?Amici miei - ha detto Leonardo Pieraccioni, commentando l'omaggio fiorentino - è la perfezione totale: dalla sceneggiatura agli attori, dalla regia alla scenografia. È un tondo perfetto ed uno di quei film ipnotici che se lo becchi alle tre di notte in qualche canale non puoi che arrivare in fondo?.

?La prima volta che ho visto Amici Miei - ha ricordato invece il regista Giovanni Veronesi - coincide con la prima volta che ho provato invidia. Quello è davvero un film che avrei voluto fare io e scriverlo. Quella sceneggiatura è geniale. Germi stava per fare un altro gran film: Monicelli però, come accade nella nostra vita alle volte, si è trovato nel posto giusto e da grande autore qual era ne ha fatto un capolavoro. Mario per me è sempre stato un faro illuminante".

Il progetto originario del film, infatti, apparteneva a Pietro Germi che non riuscì mai a realizzarlo e così Monicelli nei titoli di testa del film rende omaggio all'autore con la scritta ?un film di Pietro Germi? a cui segue solo successivamente ?regia di Mario Monicelli?. E secondo Gastone Moschin, il film si chiama così proprio per riferirsi all'addio al cinema di Pietro Germi: "Amici miei, ci vedremo, io me ne vado".