Home CinemaNews e anteprimeArthur Hiller: addio al regista di “Love Story”

Arthur Hiller: addio al regista di “Love Story”

Il regista che è stato anche presidente dell’Academy si è spento a Los Angeles a 92 anni, due mesi dopo la moglie con cui è stato sposato per 69 anni

Foto: Arthur Hiller  - Credit: © Getty

18 Agosto 2016 | 10:51 di Lorenzo Di Palma

A 92 anni, lo scorso 17 agosto, si è spento a Los Angeles, Arthur Hiller, regista famoso soprattutto per il successo di “Love Story”, romanticissimo film del 1970, tratto dal libro omonimo di Erich Segal, interpretato da Ryan O'Neal, Ali MacGraw e Ray Milland, che solo nel primo anno di programmazione incassò oltre 106 milioni di dollari e ottenne 7 nomination agli Oscar.

Arthur Hiller era nato nel 1923 in Canada, a Edmonton, da due immigrati ebrei polacchi. Iniziò giovanissimo ha lavorare nel mondo dello spettacolo proprio grazie ai suoi genitori che avevano messo su una sorta di compagnia teatrale per spettacoli in Yiddish.

Da qui è partita la sua lunga carriera che lo ha portato a dirigere oltre 70 film per il cinema - il primo nel 1957, l'ultimo nel 2006 - ma anche programmi televisivi e serie tv, attraversando tutti i generi, dal dramma sull'Olocausto con “The Man in the Glass Booth”, fino alle commedie brillanti, che erano la sua vera vocazione, come “Una strana coppia di suoceri”, “Un provinciale a New York” e “Appartamento al Plaza”, sceneggiati da Neil Simon, “L'uomo della Mancha” interpretato da Peter O'Toole e Sophia Loren, “Wagon-Lits con omicidi” e “Non guardarmi non ti sento” con la coppia Gene Wilder e Richard Pryor o “Papà sei una frana” con Al Pacino.

Carriera che lo ha portato a essere una figura di riferimento per tutta Hollywood, dove è stato anche presidente della “Director Guild of America”, il sindacato dei registi, e poi membro dell'Academy of Motion Picture Arts and Science, che assegna gli Oscar.

Sua moglie Gwen Hiller, conosciuta da bambina, e con la quale è stato sposato per 68 anni, era morta sue mesi fa all'età di 92 anni. I suoi film hanno ottenuto 15 nomination agli Oscar e ne hanno conquistati due. Nel 2002 ha ricevuto il “Jean Hersholt Humanitarian Award” per il suo impegno filantropico.